SCHEDA FILM

Qualcosa di biondo

Anno: 1984 Durata: 102 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:NORMALE TECHNICOLOR

Tratto da:-

Produzione:NEW TEAM SPA (ROMA), ALEX PONTI PER NBC-TV, ROGER GIMBEL PER PEREGRINE PRODUCERY INC. (USA)

Distribuzione:CIDIF (1985) - DB VIDEO

TRAMA

Prima di fare la tassinara a Sorrento, Aurora ha lavorato come cameriera ai piani presso uno dei grandi alberghi del luogo. Dopo più di dieci anni, Aurora è alla affannosa ricerca di Dave, un americano che lavorava alla NATO di Napoli, poiché pensa che egli sia il padre del piccolo Ciro, diventato cieco a due anni di età, che la donna vuol far sottoporre ad una costosa operazione da effettuare in Svizzera per la quale, ovviamente, non ha tutto il denaro necessario. Ma Dave non è più alla Base di Napoli e, mentre un paziente sergente si incarica di inseguirlo telefonicamente nei suoi numerosi spostamenti nella Madrepatria, Aurora pensa di contattare altri possibili candidati al ruolo di padre. A Napoli incontra, così, il dentista Andrea, anche lui a suo tempo cliente dell'albergo, che, sorpreso e un po' lusingato, le dà un sostanzioso assegno, anche per evitare scandali proprio nel giorno delle nozze della figlia. Partita insieme a Ciro nel suo taxi, con roulotte al seguito, Aurora passa in Toscana, ma il conte che cerca è morto: il suo simpatico figlio Michele, dopo venduto un falso quadro a un amico antiquario, consegna ad Aurora dieci milioni. Finalmente, chilometro dopo chilometro, sul cammino della speranza, l'intraprendente donna incontra Dave, che ora vive in Italia ed è proprietario di un bel cottage e di un elicottero, con cui esegue dei trasporti. Dopo qualche esitazione, Dave riconosce Aurora, simpatizza subito con Ciro, dà il suo contributo e, alla fine, Ciro entra in clinica e riacquista la vista. Vede così per la prima volta il viso della mamma, di cui ricordava nebulosamente solo "qualcosa di biondo". I due ripartono e, in una piccola radura valdostana, sono accolti a braccia aperte dal simpatico Dave, che cala su di loro dal cielo. Aurora aveva già dichiarato a Ciro che, sinceramente, lui è il papà tanto cercato, e madre e figlio si rifugiano felici nel suo affettuoso abbraccio.

CRITICA

"Felice ritorno della Sophia nazionale al cinema patrio e alle storie spruzzate di lacrime e risa che fecero la sua fortuna tanti anni fa. In questo film di Maurizio Ponzi, il regista di Francesco Nuti (...), la Loren si cimenta coraggiosamente col personaggio della popolana del Sud che la rese celebre, soprattutto sullo sfondo di una Napoli cara a Marotta e a Totò. (...) La Loren, ancora sorprendentemente bellissima, interpreta il ruolo con entusiasmo e bravura, surclassando i comprimari, a eccezione dell'ottimo Philippe Noiret: e cioè Ricky Tognazzi (il figlio di un conte uccisosi per debiti), Daniel J. Travanti e il piccolo Edoardo Ponti, suo figlio: un ragazzuno, però, decisamente avviato sulla buona strada." (M.G., 'Il Resto del Carlino', 12 febbraio 1985)

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