Profumo - Storia di un assassino2006

SCHEDA FILM

Profumo - Storia di un assassino

Anno: 2006 Durata: 147 Origine: GERMANIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, THRILLER

Regia:Tom Tykwer

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:dal romanzo "Il profumo" di Patrick Süskind

Produzione:CONSTANTIN FILM PRODUKTION GMBH, CASTELAO PRODUCCIONES S.A., IKIRU FILMS S.L., NOUVELLES EDITIONS DE FILMS, VIP 4 MEDIENFONDS

Distribuzione:MEDUSA

ATTORI

Ben Whishaw nel ruolo di Jean-Baptiste Grenouille
Alan Rickman nel ruolo di Antoine Richis
Rachel Hurd-Wood nel ruolo di Laure Richis
Dustin Hoffman nel ruolo di Guiseppe Baldini
Karoline Herfurth nel ruolo di Ragazza delle prugne
David Calder nel ruolo di Vescovo di Grasse
Simon Chandler nel ruolo di Sindaco di Grasse
Jessica Schwarz nel ruolo di Natalie
Sian Thomas nel ruolo di Sig.ra Gaillard
Corinna Harfouch nel ruolo di Sig.ra Arnulfi
Paul Berrondo nel ruolo di Dominique Druot
Timothy Davies nel ruolo di Chenier
Sam Douglas nel ruolo di Grimal
Harris Gordon nel ruolo di Marchese di Montesquieu
Sara Forestier nel ruolo di Jeanne
Birgit Minichmayr nel ruolo di Madre di Grenouille
Dora Romano nel ruolo di Sig.ra Baldini
Alvaro Roque nel ruolo di Grenouille a 5 anni
Andrés Herrera nel ruolo di Guardia
Anna Diogene nel ruolo di Moglie di Tallien
Francesca Piñón nel ruolo di Moglie del locandiere
Franck Lefeuvre nel ruolo di Grenouille a 12 anni
Jaume Montané nel ruolo di Pelissier
Joanna Griffiths nel ruolo di Marianne
Michael Smiley nel ruolo di Facchino
Perry Millward nel ruolo di Marcel
Reg Wilson nel ruolo di Cliente al mercato del pesce
Richard Felix nel ruolo di Magistrato
Thomas Lenox nel ruolo di Messaggero
 
 

MONTAGGIO

Berner, Alexander
 

SCENOGRAFIA

Hanisch, Uli
 

TRAMA

Francia, XVIII secolo. Jean-Baptiste Grenouille ha una caratteristica particolare, il suo corpo non emette nessun tipo di odore. Tuttavia, per antitesi, il suo olfatto è particolarmente sviluppato. Grazie a tale peculiarità, Grenouille si guadagna presto una posizione di rilievo tra i più importanti profumieri di Francia. La ricerca del profumo perfetto, estratto dal corpo di ragazze giovani e belle, lo porterà a seguire un percorso oscuro e violento...

CRITICA

"Ambizioso adattamento di un romanzo di enorme notorietà. 'Il profumo' di Patrick Süskind, poi autore di altri romanzi di successo come 'Il piccione', ha venduto dalla pubblicazione, nel 1985, quindici milioni di copie. Tutto si svolge tra il 1744 e il 1766, in Francia. È la vita di Jean-Baptiste Grenouille (l'attore è l'inglese Ben Whishaw) nato tra la sporcizia del mercato del pesce parigino e finito sul patibolo ventidue anni dopo. (...) Ciò che la parola scritta sa evocare (la descrizione, nelle pagine iniziali, di un mondo dominato da odori che per via dei progressi dell'igiene non conosciamo più) il racconto per immagini, sia pur lussureggiante ma impotente, riduce a due ore e mezzo di noia. Il regista, tedesco come Süskind, si segnalò nel '98 per lo scatenato Lola corre, versione meno felice di Sliding Doors a sua volta debitore alla poetica kieslowskiana del caso." (Paolo D'Agostini, "la Repubblica", 22 settembre 2006) "Alla base, il romanzo di uno scrittore tedesco di successo, Patrick Süskind, pubblicato una ventina di anni fa e presto tradotto in varie lingue. Lo porta adesso sullo schermo, un regista egualmente tedesco, Tom Tykwer, quello di 'Lola corre', positivo esordio in cifre quasi sperimentali. (...) Metà realismo, metà fantasia. Però, anche se la costruzione narrativa, ripresa fedelmente dal romanzo, mette scopertamente l'accento su questo caso tanto insolito, stenta poi a renderlo plausibile per eccessi e iterazioni che rischiano in più passaggi di rasentare l'incongruo (se non addirittura il risibile). Li riscatta in parte la regia di Tykwer che, specie quando deve descrivere l'orrore addirittura naturalistico di quelle folle settecentesche e le cornici figurativamente molto suggestive che le accolgono, si impegna con immagini forti e dure, fatte svolgere da ritmi quasi angoscianti. Cimentandosi anche con musiche spesso appropriate, nel tentativo, in qualche momento riuscito, di suggerire sullo schermo l'idea del profumo. Senza ottenere tuttavia, che quei personaggi siano credibili fino in fondo e che quei climi del thriller trovino gli equilibri giusti con quelli psicologici, affidati quasi soltanto questi ultimi, a una voce narrante che riassume i passaggi chiave del romanzo. Gli interpreti comunque, quasi tutti inglesi, si impegnano a dare il più possibile verosimiglianza all'insieme. Soprattutto il protagonista, Ben Whishaw, ossessionato e allucinato come il personaggio esigeva. Di sfondo, Dustin Hoffman, il solo americano. È il maestro profumiere dell'inizio. Può convincere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 settembre 2006) "Un best-seller da 15 milioni di copie; ma anche un film difficile da allestire, più volte rimandato, accantonato e rimesso in gioco da Hollywood. Se dall'85 i fans di 'Il Profumo' hanno dovuto aspettare sino ad oggi, una ragione doveva pure esserci: eppure il tedesco Bernd Eichinger non ha lesinato sforzi per produrlo, quantomeno dimostrando che l'Europa può provare a competere sul piano dell'intrattenimento kolossal. Proprio perché la missione merita rispetto, se ne possono segnalare le virtù: (...) Purtroppo, però, l'approccio sensuale, sfarzoso e irridente di Tom Tykwer ('Lola corre') - corredato dagli inevitabili dettagli da voltastomaco - lascia via via il posto a una sproporzionata pretesa simbolista e metafisica, col risultato di banalizzare la metafora, schiacciare la suspense e dilapidare le allusioni all'estremismo terrorista. L'ossessione del reietto semi-autistico che, nel degradato Settecento di Parigi e Grasse, tenta di possedere con l'ipersensibile olfatto il segreto degli odori negati alla propria pelle finisce con l'assomigliare alle gesta di un qualsiasi serial killer, peraltro appesantite dall'eccessiva durata di 2h e 27'. La tragedia umana di Grenouille (originariamente stimolata dalle visioni alla Victor Hugo dello scrittore Suskind) non regge, così, l'incongruo confronto con le manipolazioni omicide di Hannibal the Cannibal, anche se il colpo di scena finale è un pezzo di bravura all'altezza del suo coté voyeuristico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006) "Il popolare best seller da 15 milioni di copie di Süskind è alla fine diventato un film inodore, non profumato. Fatale ossimoro (Kubrick aveva visto giusto: 'infilmabile') per il regista tedesco Tom Tykwer che perde tutti gli optional di 'Lola corre' in un kolossal settecentesco da 50 milioni che racconta d'un uomo che non ha odori ma è dotato di olfatto ipersensibile e cerca di creare un profumo per la pace e l'amore, diventando per bisogno feroce serial killer. Tutto un fremere di nari, ma dal film è assente l'ossessione, non c'è mistero in questa bell'idea metaforica cui partecipa un perfetto Dustin Hoffman. Distillato di banalità - una pessima musica, il ralenti, seni palpitanti - il film finisce in un'orgia sessantottina da 'Hair' in cui tutti badano bene a coprirsi le pudenda. Ben Wishaw è un protagonista inodore, sempre uguale: l'unica scappatoia era fare il film in Odorama." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006)

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