Pets - Vita da Animali2016

SCHEDA FILM

Pets - Vita da Animali

Anno: 2016 Durata: 90 Origine: USA Colore: C

Genere:ANIMAZIONE

Regia:Chris Renaud|Yarrow Cheney

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:ILLUMINATION ENTERTAINMENT, UNIVERSAL PICTURES

Distribuzione:UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY

TRAMA

In un vivace condominio di Manhattan, la vera giornata inizia dopo che gli esseri umani escono per andare al lavoro o a scuola. E' allora che gli animali domestici di ogni razza, pelliccia e piumaggio vivono la loro routine quotidiana che va dalle nove alle diciassette: andare insieme a passeggio, raccontarsi storie umilianti sui loro padroni, confrontarsi sugli sguardi più irresistibili da assumere per ottenere più snack, e guardare "Animal Planet" come se fosse un reality. l cani che abitano ai piani alti dell'edificio, Max, un arguto trovatello di razza Terrier, convinto di stare al centro dell'universo della sua padrona Katie, subisce uno sconvolgimento della propria vita viziata quando lei porta a casa Duke, un cane randagio trasandato e non addomesticato. Quando questa improbabile coppia di cani si ritrova a passeggiare per le strade di New York, dovrà mettere da parte ogni divergenza e fare squadra contro un coniglietto morbido quanto astuto, di nome Nevosetto, che sta reclutando un esercito di animali abbandonati, pronti ad incentivare la ribellione contro la 'sudditanza' imposta dai padroni... il tutto prima che Katie torni a casa per l'ora di cena.

CRITICA

"Sono loro i padroni, assicura con evidenza 3D il produttore di 'Minions' Meledandri, con un ricco bottino di gag, tic, battute, dispetti, ripicche, fughe, citazioni ('Grease') che sopperiscono alla trasparente storia dei cuccioli contro gli umani senza cuore. La prima parte casalinga è uno spasso, alla Tom e Jerry e gatto Silvestro d'una volta e pure 'Toy Story', con tavolini, lampade, ninnoli a rischio; la seconda fra avenue e fogne, sotterranei infidi e tetti accoglienti, vola vorticosa in una città ripresa con realismo magico da confusione napoletana. Tutto per la trovata, la risata, la vivacità e simpatia usa e getta della troupe di quattro zampe freaks che saranno adottati da minori di ogni età." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 ottobre 2016) "Che mai faranno i nostri adorati animali domestici mentre non ci siamo? La formula, che ricorda quella di 'Toy Story', potrebbe sembrare risaputa, ma con quanta freschezza e divertimento è stata realizzata! (...) L'idea del film brillantemente sceneggiato (...) è quella di antropomorfizzare gli animali, conferendo a ognuno un differente carattere (...). Certo, sono pennellate di superficie, lo spiritoso preludio a un'avventura scatenata che da Central Park a Brooklyn ci conduce nei bassifondi della città, inanellando una situazione catastrofica dietro l'altra con un dinamismo degno dei 'Looney Tunes' di antica memoria, e con un livello di qualità eccellente. La New York verticalizzata vista ad altezza dei quattro zampe, la morbida vividezza del colore, la colonna sonora in stile Gershwin composta da Alexander Desplat, l'espressiva gestualità dei personaggi: sarà una bolla di sapone, ma intrattiene con allegria. E, sul rientro degli ignari padroni, il finale insinua il fondato sospetto che i nostri pets ci conoscono assai meglio di quanto noi conosciamo loro." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 ottobre 2016) "Ormai è chiaro a tutti, a Hollywood devono aver appurato senza tema di smentita che le storie non sono infinite e le storie buone sono finite, indi il calco - nelle varianti remake, sequel, adattamento, trasposizione, copia conforme, scopiazzatura confessa, scopiazzatura implicita, scopiazzatura senza vergogna, etc. - se la comanda. (...) Derubricata l'originalità a fortuita evenienza, un film - ma il discorso vale per tantissimi altri ambiti artistici e culturali - oggi non si può giudicare sull'idea, sul soggetto, bensì 'solo' sulla sua trasformazione, sulla sceneggiatura: l'invenzione, se c'è, va ricercata a valle, non è più materia di selezione ma (ri)combinazione, (ri)assemblaggio. Ebbene, questo 'Pets' non è un capolavoro quale 'Toy Story', ma la sua parte - derivativa - la fa bene, garantendo frizzi e lazzi per grandi e piccini. (...) Non tutto scorre, la parte centrale è un po' farraginosa, ma il prologo con la presentazione della doppia vita dei nostri amici e l'insorgenza della rivalità tra Max e Duke e, ultima parte, lo slapstick animale tra fughe e fogne che porta allo scioglimento sono godibilissimi. E, surplus di senso, ci fanno riflettere su come la progressiva e imperante antropomorfizzazione dei nostri animali da compagnia ormai renda superflua la cinematografica sospensione dell'incredulità: Max, Duke, Gidget parlano sul grande schermo e noi, adulti o bambini, in platea non abbiamo nulla da eccepire, anzi, quasi ce lo aspettiamo." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 6 ottobre 2016) "L'idea è copiata pari pari da 'Toy Story' (in quel caso era la comunità dei giocattoli ad animarsi a nostra insaputa) ma che divertimento. (...) 'Pets' racconta la rivalità tra Max e Duke ma soprattutto le differenze sociali, per non dire politiche, tra 'viziati' da appartamento e 'punk' di strada. Spicca tra i secondi un coniglio psicopatico ribattezzato in italiano Nervosetto, forse il personaggio più esilarante e vivace del film. Bravissimo in edizione italiana Pasquale Petrolo, in arte Lillo, nei peli vocali di Duke." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 ottobre 2016) "E' un cartone adatto non solo ai bambini, naturali destinatari di questi prodotti, ma anche, e soprattutto, a coloro che convivono, a casa, con cani, gatti e altri animali domestici. Perché è altamente probabile che giudicherete il film in maniera differente e più benevola, se vi sentirete, più o meno, emotivamente coinvolti. La storia, infatti, cerca di dare una risposta alla domanda che in tanti proprietari di 'pets' si saranno fatti: «Cosa fanno i nostri animaletti, tutto il giorno, quando andiamo al lavoro e li lasciamo a casa, da soli?». Partendo dal quesito, il film prova a rispondere «da cartone», inventandosi una avventura, pur esile quanto a trama, ricca di gag, slapstick, battute, situazioni simpatiche e personaggi buffi, che finirà per piacere anche agli adulti al seguito. (...) L'inizio è davvero memorabile per un cartone, poi la trama si sgonfia di pari passo con la scelta di affidarsi a situazioni sempre più paradossali che non sempre si rivelano così divertenti. L'idea di base, in fondo, ricorda quella di 'Toy Story', ma sembra vincente «colpendo» il lato sensibile di chi ha la fortuna di ospitare un animale domestico. Di certo, a far salire di livello il film è la carrellata di animali bizzarri, come il (...) coniglietto, ma anche la gatta Chloe che impazzisce per i cerchietti di luce. Insomma, novanta minuti spensierati." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 6 ottobre 2016) "Piacerà anche ai babbi degli under 10. Per i quali per una volta la visione di un cartone sarà un piacere, e non un dovere verso i pargoli. Perché i primi 20 minuti sono una mitragliata di gag sparati implacabilmente come neanche le comiche di Charlot." (Giorgio Carbone, 'Libero', 6 ottobre 2016)

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