Paolo Borsellino2004

SCHEDA FILM

Paolo Borsellino

Anno: 2004 Durata: 243 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:BIOGRAFICO, FILM TV

Regia:Gianluca Maria Tavarelli

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:PIETRO VALSECCHI PER TAODUE FILM, RTI

Distribuzione:DVD UNIVERSAL PICTURES VIDEO (2005)

ATTORI

Giorgio Tirabassi nel ruolo di Paolo Borsellino
Ennio Fantastichini nel ruolo di Giovanni Falcone
Daniela Giordano nel ruolo di Agnese Borsellino
Elio Germano nel ruolo di Manfredi Borsellino
Andrea Tidona nel ruolo di Rocco Chinnici
Claudio Gioè nel ruolo di Antonio Ingroia
Giulia Michelini nel ruolo di Lucia Borsellino
Veronica D'Agostino nel ruolo di Fiammetta Borsellino
Nino D'Agata nel ruolo di Agostino Catalano
Carmelo Galati nel ruolo di Claudio Traina
Ninni Bruschetta nel ruolo di Ninni Cassarà
Pietro Biondi nel ruolo di Antonino Caponnetto
Ida Carrara nel ruolo di Maria Borsellino
Luigi Maria Burruano nel ruolo di Tommaso Buscetta
Elisabetta Balia nel ruolo di Emanuela Loi
Cesare Apolito nel ruolo di Walter Cusina
Giacinto Ferro
 
 

MUSICHE

Buonvino, Paolo
 
 

COSTUMISTA

Cordaro, Claudio

TRAMA

Nel 1980 Paolo Borsellino viene incaricato dell'istruttoria e delle indagini iniziate dal capitano dei carabinieri Basile, ucciso a sangue freddo a Palermo dopo aver consegnato un dossier sulle attività delle varie cosche mafiose, in particolare di quella dei Corleonesi capeggiata da Totò Riina. Si istituisce una squadra - che costituirà il famoso pool antimafia - e Borsellino pensa immediatamente ai giudici Chinnici e Falcone e ai giovani commissari Montana, Cassarà, Di Lillo e Guarnotta. Le indagini del pool portano a due chimici francesi, assoldati per raffinare un'enorme quantità di morfina acquistata in Turchia e destinata ad essere rivenduta come eroina. Si scopre poi che le più importanti banche sono coinvolte nel riciclaggio del denaro proveniente dallo spaccio della droga. Mentre i magistrati e i loro collaboratori mettono in luce una rete sempre più fitta, la loro vita privata viene sempre più esposta a minacce. Tutti loro, e le loro famiglie, vengono messi sotto scorta e la loro vita cambia radicalmente. Paolo Borsellino, accusato dalla moglie e dai suoi figli di non essere più presente in famiglia come prima, vede la sua figlia maggiore, Lucia, ammalarsi sempre più gravemente di anoressia. Quando il giudice Chinnici rimane vittima di un attentato dinamitardo, Lucia, che era molto legata anche a lui, peggiora e tutto il pool cade in preda alla paura. Il giudice Caponetto chiede di essere trasferito da Firenze a Palermo e, avendo saputo dell'arresto del capomafia palermitano Buscetta, fuggito in Brasile per salvarsi dalle faide in atto, suggerisce a Falcone di contattarlo per ottenere la sua collaborazione in qualità di pentito. Buscetta accetta e le sue rivelazioni portano all'arresto di molti mafiosi e Falcone e Borsellino ottengono di istituire un maxiprocesso. Sono stati svelati, però, troppi segreti e mentre i commissari Montana e Cassarà vengono uccisi, i due magistrati sono costretti a trasferirsi in Sardegna, nel carcere di massima sicurezza dell'Asinara, dove continuano a lavorare all'istruttoria. Il maxiprocesso, tenuto in un'aula-bunker, porta al rinvio a giudizio di settecento imputati. Falcone e Borsellino decidono di ricominciare le loro indagini dal piccolo centro di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, sede degli scambi mafiosi tra la Sicilia e gli Stati Uniti. Nel novembre 1991, Falcone lavora al progetto di una Super Procura Centrale e Borsellino indaga a Marsala, dove è stato trasferito dopo essere stato nominato procuratore, e viene a sapere da un pentito di essere nel mirino della mafia. Lui, i suoi sostituti e i cinque uomini della scorta, sono tutti in pericolo di vita. Quando il suo collega, e amico, Falcone viene ucciso da un attentato dinamitardo mentre percorre in macchina il tragitto autostradale che lo porta dall'aeroporto di Punta Raisi a Palermo, Borsellino, consapevole che gli rimane poco tempo, decide di proseguire le indagini iniziate da Falcone. Arriva la notizia dell'arrivo di un carico di dinamite destinato a lui e della presenza di Totò Riina a Palermo per cui Borsellino decide di congedare i suoi cinque uomini di scorta, ma loro rifiutano. Tra i suoi collaboratori ci sono due traditori. La morte attende lui e la sua scorta in via D'Amelio il 19 luglio 1992, dopo una visita alla sua anziana madre.

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