Number 232006

SCHEDA FILM

Number 23

Anno: 2006 Durata: 95 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, THRILLER

Regia:Joel Schumacher

Specifiche tecniche:PANAVISION, 35 MM (1:2.35) - DE LUXE

Tratto da:-

Produzione:CONTRAFILM, NEW LINE CINEMA, FINGERLING FILMS, FIRM FILMS

Distribuzione:01 DISTRIBUTION

ATTORI

Jim Carrey nel ruolo di Walter Sparrow/Fingerling
Virginia Madsen nel ruolo di Agatha Sparrow/Fabrizia
Logan Lerman nel ruolo di Robin Sparrow
Danny Huston nel ruolo di Isaac French/Dr. Miles Phoenix
Michelle Arthur nel ruolo di Sybil
Patricia Belcher nel ruolo di Dott.ssa Alice Mortimer
Lynn Collins nel ruolo di Sig.ra Dobkins/madre di Fingerling/Suicida
Rhona Mitra nel ruolo di Laura Tollins
Mark Pellegrino nel ruolo di Kyle Finch
Paul Butcher nel ruolo di Giovane Walter/Fingerling
Corey Stoll nel ruolo di Sergente Burns
Ed Lauter nel ruolo di Padre Sebastian
Troy Kotsur nel ruolo di Barnaby
Rudolph Willrich nel ruolo di Dott. Nathaniel
John Fink nel ruolo di Giovane padre di Walter/Fingerling
Ka'ramuu Kush nel ruolo di Sergente Fingerling
Shannon Gayle nel ruolo di Lucinda
 
 

SCENEGGIATORE

Phillips, Fernley
 

MONTAGGIO

Stevens (II), Mark
 

SCENOGRAFIA

Laws, Andrew
 

COSTUMISTA

Orlandi, Daniel

TRAMA

Walter Sparrow il giorno del suo compleanno riceve dalla moglie Agatha un libro dal titolo "Il numero 23". Sin dalle prime pagine, Walter inizia a trovare una serie di strane somiglianze tra la sua vita e le vicende del protagonista del libro, il detective Fingerling. Non ha letto anche lui gli stessi libri da piccolo? Non sognava anche lui di diventare un detective? Quello che però lo fa entrare in un grave stato di angoscia è il continuo riferimento all'eventuale morte di sua moglie, il tutto a causa del misterioso 'numero 23'...

CRITICA

"E' uso dire che le storie migliori sono quelle il cui protagonista agisce in preda a un'ossessione. Meglio non esagerare, però: in 'Number 23' l'ossessione è così bizzarra e invasiva che finisce per esaurire tutto nella premessa, lasciando poco spazio al film. Vien da pensare che l'insolita contaminazione di genere debba qualcosa alla presenza di Jim Carrey, star per eccellenza del pubblico allargato. Però il mix è pasticciato, l'atmosfera lugubre e l'iconografia, lurida e degradata, non somiglia affatto a quella dei film per le famiglie." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 aprile 2007) "Joel Schumacher, che in mezzo al nero ci sguazza, ce l'ha messa tutta per aggrovigliare sempre di più un intrigo che già di per sé, sulla carta, era abbastanza aggrovigliato e, data la complicità di Jim Carrey, ancora una volta, come evoluzioni psicologiche e, attorno, come climi, ha puntato proprio sulle ossessioni. In qualche passaggio forzando un po' la mano perché quel ricorrere continuo del numero 23 con tutte le sue possibili combinazioni finisce per diventare quasi artificioso dato che lo si incontra sia in camere d'albergo e di... manicomio, sia verificando le date della bomba di Hiroshima, il 15 agosto 1945 (e cioè 15/8)e i 23 secondi impiegati dal sangue a percorrere il corpo umano, il meccanismo del thriller, comunque, non ne è con questo ostacolato perché le cifre cui si affida, con le loro tensioni e la loro voluta oscurità, riescono a suscitare nello spettatore tutta l'ansia che gli si intendeva suggerire. Nonostante poi, nel finale ultimo, tutto si sciolga in modo piuttosto facile. Tuttavia, grazie a Jim Carrey che mostra di saper star sempre al gioco, l'incubo dilaga e le sue capacità di esprimere e dominare l'ossessione confermano ancora una volta le sue doti. Anche se (ci avrà pensato) rischia in qualche momento di imitare Jack Nicholson in 'Shining'". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 26 aprile 2007) "La prima parte del film è insulsa, ma interessante; il resto è confuso, fumoso. Persino il finale risulta incerto, o almeno discutibile; certo, non lieto, per nulla consolante. La identificazione dei due personaggi interpretati da Carrey è naturalmente ovvia, ma lo smarrimento che domina tutti e due non aiuta a renderli gradevoli. Carrey resta tuttavia molto bravo e a tratti commovente, come la sua moglie-compagna Virginia Madsen: l'unico davvero insalvabile è il regista Joel Schumacher." (Lietta Tornabuoni,'La Stampa', 27 aprile 2007) "Tra nevrosi, scienza, superstizione, magia, logica (poca), il thriller-horror numerologico (che si presta a feroci aggiunte: 23 sbadigli, 23 finali...) di Schumacher, che non è proprio un raffinato illuminista, va dove lo porta un cuore morboso e sadico, per finire in buonismo familiare. La prima parte interessa e stupisce, chissà dove andrà a parare: è chiaro che la storia non riesce a chiudersi con onore e da Carrey ci aspettiamo sempre una spiritosata sul 23, che potrebbe almeno giocare al lotto come avrebbe fatto De Filippo." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 27 aprile 2007) "'Number 23', di Joel Schumacher è uscito nelle sale italiane il 23 aprile. Un dettaglio, ma la sua scansione ossessiva è un esercizio che richiede una perfetta osservanza del gioco messo in atto dallo sceneggiatore Farnley Phillips. Un gioco angosciante, un esercizio su una corda sola, realizzato con disinvolto mestiere dall'abile Schumacher. (...) Omicidi, allucinazioni, in un crescendo schizofrenico conducono ad un finale poco convincente. Tuttavia il giochetto funziona e si imprime nella memoria." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 27 aprile 2007) "Dall'acchiappanimali di 'Ace Ventura' all'accalappiacani di 'Number 23'. Nel percorso artistico di Jim Carrey le analogie si fermano qua perché, anzi, scandiscono la trasformazione totale del grande attore americano da straordinario comico capace di infinite trasfigurazioni mimico-gestuali per cui è stato definito l'erede di Jerry Lewis, a intenso interprete drammatico. Da 'The Truman Show' a 'Man on the Moon', da 'Batman Forever' a 'Lemony Snicket' e 'Se mi lasci ti cancello', Carrey ha inanellato grandi performance scegliendo storie d'autore e personaggi complessi e ora si è misurato con un thriller psicologico-claustrofobico dalle venature noir, horror, gotiche e mystery. Ed è di nuovo alle prese con un'ossessione dopo quelle degli indovinelli e dei giochi di parole (...) Il versatile Schumacher raffredda e comprime la forza metaletteraria del racconto di King, che sul tema dell'interazione tra realtà e finzione, del conflitto tra fantasia e quotidiano, della figura narrativa come alter ego violento e malvagio, ha ispirato film-culto come 'Shining', 'Misery non deve morire', 'La metà oscura', anche se 'Number 23' richiama più il recente, interessante 'Vero come la finzione'. Alle prese con i labirinti mentali di Sparrow, Carrey si esibisce in pregevoli sfumature psicologiche." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 28 aprile 2007) "'Sciumacherata': azione cinematografica tra il bislacco e il cattivo gusto. Dal 'Batman' con i capezzoli di fuori all'ultimo 'Fantasma dell'opera', al De Niro amicone del travestito Philip Seymour Hoffman in 'Flawless'. Il termine lo deriviamo dal regista Joel Schumacher, simpaticissimo ex costumista per Woody Allen, ex hippie, scopritore di talenti (Kiefer Sutherland, brat pack anni '80, Colin Farell), a volte notevole ('Un giorno d'ordinaria follia', 'Tigerland'), a volte autore di 'sciumacherate'. E' il caso di 'Number 23', improbabile thriller dove l'accalappiacani padre di famiglia Jim Carrey diventa ossessionato dal numero del titolo leggendo un libro che sembra raccontare la sua vita. (...) Tutto sbagliato. Carrey non credibile in chiave sexy, paterna (sembra il fratello del figlio) e violenta (come Jimmy Stewart o Lemmon, non credi che sia cattivo). Nei flashback ventenne al college, il protagonista è sempre Carrey (45 anni) ma con i capelli a caschetto. 'Sciumacherata' doc." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 7 aprile 2007)

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