Notturno bus2007

SCHEDA FILM

Notturno bus

Anno: 2007 Durata: 104 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA, NOIR

Regia:Davide Marengo

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:romanzo omonimo di Giampiero Rigosi (ed. Einaudi Stile Libero)

Produzione:SANDRO SILVESTRI E MAURA VESPINI PER EMME, RAI CINEMA, ASP, VISION DISTRIBUTION

Distribuzione:01 DISTRIBUTION

ATTORI

Valerio Mastandrea nel ruolo di Franz
Giovanna Mezzogiorno nel ruolo di Leila
Ennio Fantastichini nel ruolo di Matera
Anna Romantowska nel ruolo di Sonia
Roberto Citran nel ruolo di Diolaiuti
Francesco Pannofino nel ruolo di Garofano
Ivan Franek nel ruolo di Andrea
Antonio Catania nel ruolo di Bergamini
Iaia Forte nel ruolo di Sig.ra Garofano
Marcello Mazzarella nel ruolo di Il pittore
Mario Rivera nel ruolo di Titti
Paolo Calabresi nel ruolo di Paolo
Manuela Morabito nel ruolo di Babe
Massimo De Santis nel ruolo di Leo
Alice Palazzi nel ruolo di Betta
Marek Barbasiewicz nel ruolo di Il Presidente
Renato Nicolini nel ruolo di Tassinari
 

MONTAGGIO

Marone, Patrizio
 

SCENOGRAFIA

Forletta, Anna
 

COSTUMISTA

Coen, Eva

TRAMA

Franz e Leila si incrociano per un assurdo scherzo del destino. Lei è una ladra affascinante e impenitente, lui un autista d'autobus annoiato, depresso e con il vizio del gioco. La coppia dovrà cavarsela in una serie di situazioni grottesche e pericolose, ma forse la fortuna si metterà finalmente sulla loro strada...

CRITICA

"Atmosfere, originalità, senso della misura. Non è affatto poco se si tratta di un noir. Soprattutto se italiano e di un semiesordiente come Davide Marengo. Che il ragazzo avesse sale in zucca si è capito dalo sperimentale Craj con Teresa de Sio e Giovanni Lindo Ferretti. Ancora più stupefacente, quindi, il volo pindarico dal documentario teatrale al noir metropolitano. E per di più senza neanche lambire i video clip del passato, come spesso accaduto ad assai più blasonati colleghi. Eppure nel romanzo di Giampiero Rigosi le premesse ci sarebbero state tutte: un microchip miliardario, loschi e spietati figuri disposti a tutto per ottenerlo, una caccia senza esclusione di colpi che finisce per coinvolgere un inconsapevole autista di autobus e una scaltra ladruncola in fuga dal mondo. Delle idee chiare di Marengo parla già la loro recitazione. Entrambi misurati come non si vedeva da tempo, sono Valerio Mastandrea e Giovanna Mezzogiorno. (...) Il meglio però è nella forma: movimenti di macchina, fotografia notturna e originalissime inquadrature, che nell'incipit fanno quasi pensare al bingo. E' bravo e maturo Marengo. Non solo ha occhio e sa quello che vuole. Si tiene anche alla larga dalle macchiette e quando necessario cede a qualche compromesso. (...) Non c'è che da aspettare il momento in cui potrà assecondare liberamente le sue intuizioni." (Diego Giuliani, 'Rivista del Cinematografo', maggio 2007) "Lo stano caso di 'Notturno bus' è quello di un libro indigesto che diventa un gradevole film del tipo 'vedi e getta'. (...) Si sono messi in cinque per scrivere il 'soggetto originale' tratto dal romanzo. Il fatto strano è che tranne poche modifiche la trama rimane invariata, se mai irrobustita qua e là da una battuta particolarmente azzeccata e da qualche efficace snodo di sceneggiatura. Con l'occhio alla stella polare di 'Pulp Fiction', l'abile regista Davide Marengo specialista in videoclip ha privilegiato il pedale grottesco. La greve materia ne risulta alleggerita e offre opportuni spunti non solo ai deliziosi Giovanna Mezzogiorno e Valerio Mastandrea, che meritano di venir decorati sul campo, ma anche a una schiera di pimpanti comprimari american style tra i quali spiccano i tre pistoleri: Ennio Fantastichini da una parte e il duo Roberto Citran - Francesco Pannofino dall'altra." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 11 maggio 2007) "Davide Marengo, il regista, viene dal videoclip, ha già diretto un bellissimo documentario sulla taranta, 'Craj-Domani', e il suo mondo di riferimento si percepisce in questo road movie notturno alla romana, omaggio un po' ossessivo, sulle note di 'La Paranza' di Daniele Silvestri, all'estetica del fumettaccio, agli inevitabili B-movie con donnine, magnaccia slavi e killer da splatter. insomma alla pop cultura de noantri con un riferimento dovuto a schegge impazzite dei violenti anni 70. Tentativo lodevole di basso costo con brio, ma la regia è un po' televisiva, il citazionismo fin troppo scoperto e il gioco di intrecci tra personaggi della notte: nonostante l'ironia frammentario. 'Notturno Bus' ha però uno scarto in più, benché sgangherato, rispetto alla pletora di commedie generazional-sentimentali: gli attori, tutti un po' in età, che portano sapori da antica commedia dei caratteri in questo noir alla vaccinara. Bravi tutti (e volutamente sopra le righe): Ennio Fantastichini, Francesco Pannofino, Antonio Catania e Giovanna Mezzogiorno con quella parrucca rossa. Ma domina, per intelligenza, tempi perfetti e amara indolenza mediterranea, l'emozionante Valerio Mastandrea, autista di autobus filosofo e rovinato dal gioco. Un attore magnifico con l'unico difetto di sbagliare spesso film. O è il nostro cinema piccino che se lo lascia scappare?" (Piera Detassis, 'Panorama', 17 maggio 2007) "Tutto in una notte: incontro, avventure, fughe, la scomparsa di un microchip che può portare alla rovina un uomo potente, mutamenti. Tratto dal romanzo di Giampiero Rigosi (Einaudi), 'Notturno Bus' di Davide Marengo è una commedia insolita, divertente, veloce, anche un po' romantica, che usa in modo nuovo alcuni dei migliori attori italiani. (...) La sempre lodata commedia italiana ha attraversato nel corso del tempo fasi diverse: la commedia originaria degli Anni Sessanta e Settanta, mix di ironia, divertimento e coraggiosa critica sociopolitica; la commedia puerile di Franchi & Ingrassia, di Bud Spencer & Terence Hill; la commedia erotica, degenerazione del Boccaccio di Pasolini; adesso,la commedia sentimentale per adolescenti. 'Notturno Bus', molto riuscito, appartiene a un genere ancora differente, un po' americano e un po' elegante, nel quale la vita disastrata di questi anni acquista un tocco di leggerezza dato dall'abitudine, un tocco di divertimento nato dalla vitalità, un tocco di spavento e insieme, come sempre, d'amore." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 11 maggio 2007) "'Notturno Bus', e l'apparizione di un nuovo regista che è Davide Marengo, sono da salutare come new entry degne della massima attenzione. Costruito intorno a un romanzo, quello di Giampiero Rigosi, supportato da collaborazioni artistiche di pregio (Arnaldo Catinari alla fotografia), e da un bel cast con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno e Ennio Fantastichino in prima linea, l'intreccio brillantemente presentato e brillantemente sostenuto dagli interpreti è quello di un 'giallorosa', se possiamo servirci di una terminologia un po' retro. (...) Il film ha tutta l'aria di nutrire una grande ambizione, di candidarsi a diventare fenomeno come lo sono diventati 'Notte prima degli esami' e 'Tre metri sopra il cielo' (e derivati). Lo dichiara una calcolata strategia di marketing, una campagna di lancio molto strutturata intorno alla valorizzazione degli elementi contenuti nella storia. E, vistosamente, quei titoli di coda che hanno abbinato l'idea dell'autobus dal quale vediamo scendere un numero spropositato di persone, volti noti o no, sulle note trascinanti della 'Paranza' cantata da Daniele Silvestri. Cresce l'autorevolezza di Mastandrea, ma resiste il retropensiero sulle sue potenzialità non del tutto esplorate." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 11 maggio 2007) "Tutto gira con cronometrica semplicità, con uno stile sapido che non intorbida il racconto con un surrealismo di maniera. il regista Davide Marengo, all'esordio, ama i suoi attori, li circonda con discrezione, senza contrastarli, con uno stile di regia esemplarmente classico e Mastandrea è un perdente di successo che non si dimentica. Gli occhioni della Mezzogiorno abbracciano l'intero film, il bravo doppiatore Francesco Pannofino mostra finalmente il suo volto, aggiungendosi ai bravi caratteristi che il nostro cinema sembrava avere perduto. Bentornato cinema italiano, speriamo." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 11 maggio 2007) "Il cinema italiano sa far piangere, sa far ridere, sa fare riflettere, sa documentare. Ma una cosa non sa proprio fare: il cinema di furto e rapina. Che è poi cinema di genere, come vorrebbe essere questo 'Notturno bus', un 'Fuori orario' scorsesiano, senza limitazione di tempo (la notte), di spazio (un'area geografica ben delimitata) e senza quella capacità di sfrondare ansie e brividi del narrato, nel disincanto della finzione. (...) 'Notturno bus' è frutto di dodici mani in sceneggiatura che appesantiscono la stratificazione di senso: il cinismo del trio di cattivi agenti che non si spinge mai oltre la macchietta, l'amore che alla fine regge e governa il mondo, la battuta comica sempre pronta in bocca a tutti. Miscellanea di intenzioni, più che percorso diretto, il film di Davide Marengo ha un unico squarcio maledetto assolutamente riuscito: l'inseguimento tra autobus davvero action-movie, con tanto di rischiosissima sparatoria in movimento. Si poteva fare meglio, peccato." (Davide Turrini, 'Liberazione', 11 maggio 2007) "'Notturno bus' di Davide Marengo, è una noir-sentimentale dal montaggio veloce, con un po' di thriller e di pulp. Che alterna momenti suggestivi (le ombre bluastre, la fotografia di Arnaldo Catinari) a scene poco credibili. Non starà veramente nascendo un nuovo cinema italiano capace di mischiare tutti i generi? Magari manca ancora qualcosa in questo senso, ma i protagonisti funzionano e Marengo merita delle possibilità." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 11 maggio 2007) "Un romanzo giallo di Giampiero Rigosi dai toni a volte molto cupi, scritto qualche anno fa, diventa nelle mani dell'esordiente Davide Marengo una specie di favola notturna sulla fragilità dei sentimenti, dove la trama spionistico-avventurosa funziona soprattuto come "pretesto" narrativo per una serie di ritratti scanzonati e divertiti di alcuni tipi umani. (...) E proprio il protagonista maschile sa mettere nel film una nota di autenticità (pur all'interno di un personaggio volutamente stereotipato: l'eterno perdente con l'altro sesso) che in certe scene colpisce nel segno. In questo modo un film che si voleva dichiaratamente parodistico e spensierato, pensato soprattutto per un pubblico "giovanilista" che forse esiste solo nei trattati dei sociologi, sa regalare qualche momento di divertimento." (Paolo Mereghetti, "Io Donna", 12 maggio 2007)

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