NESSUNO SCRIVE AL COLONNELLO2000

SCHEDA FILM

NESSUNO SCRIVE AL COLONNELLO

Anno: 2000 Durata: 118 Origine: FRANCIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:BASATO SUL ROMANZO DI GABRIEL GARCIA MARQUEZ

Produzione:JORGE SANCHEZ

Distribuzione:KEYFILMS (2000) - DNC VISUALMIND

TRAMA

Il colonnello aspetta. Gli è stata promessa una pensione, ma da anni la promessa non è mantenuta. Ogni fine settimana, indossando il suo abito migliore, il Colonnello aspetta sulla banchina l'arrivo della lettera di avviso della sua pensione. In paese tutti sanno che la sua attesa è vana, lo sa anche lui. Ma il Colonnello chiude gli occhi e si aggrappa al suo sogno. TRAMA LUNGA In un paesino del Messico un anziano colonnello è in attesa. Gli è stata promessa la pensione ma sono ormai passati molti anni e la promessa è rimasta tale. Tuttavia ogni venerdì, il colonnello indossa un elegante vestito bianco, mette il cappello a larga tesa e si reca al porto a vedere l'arrivo del battello con la posta. Poi va all'ufficio postale dove l'impiegato gli dice che non è arrivato niente per lui. Allora il colonnello torna a casa, dove lo aspettano la moglie, sofferente di asma, e soprattutto una situazione oltremodo precaria. Non ci sono soldi, e nella casa regna una povertà costante, alla quale per orgoglio l'uomo non vuole rassegnarsi. Sta per vendere un orologio rotto ma poi finisce per farselo aggiustare e riportarlo a casa. Il peso che grava sulla vita della coppia è quello della morte violenta del figlio, avvenuta anni prima e archiviata come incidente. Quando arriva l'ordine di sfratto, il colonnello potrebbe vendere il gallo da combattimento che alleva in casa ma anche qui ci ripensa e deve restituire l'anticipo ricevuto. Nogales, da tutti indicato come il responsabile della morte del figlio, gli offre dei soldi ma lui rifiuta. A questo punto il colonnello torna a casa e alla moglie che gli chiede "cosa mangeremo?" risponde: "Mangeremo merda".

CRITICA

"Come si fa a non provare una gran simpatia per Arturo Ripstein? Unico (o quasi) autore di una cinematografia in perenne crisi, è costretto a sostenere epiche battaglie economiche per produrre i suoi film, ma non per questo rinuncia alla sua visione del mondo lucida e pessimista, struggente e sentimentale. Si dimostra un grande autore libero da ogni compromesso anche affrontando questo famoso romanzo di Garcia Marquez di cui riesce a rendere con grande eleganza e sincera partecipazione, coadiuvato da due attori straordinari come Marisa Paredes e Fernando Lujàn, un'immagine inconsueta della vecchiaia, malata di solitudine, ma forte di dignità". (Stefano Lusardi, 'Ciak', giugno 2000)

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