Monsters & Co.2001

SCHEDA FILM

Monsters & Co.

Anno: 2001 Durata: 91 Origine: USA Colore: C

Genere:ANIMAZIONE

Regia:David Silverman|Lee Unkrich|Pete Docter

Specifiche tecniche:2K, 35 MM (1:1.85)

Tratto da:-

Produzione:PIXAR ANIMATION STUDIOS, WALT DISNEY PRODUCTIONS

Distribuzione:BUENA VISTA INTERNATIONAL (2002); THE WALT DISNEY COMPANY ITALIA (2013) - DVD: BUENA VISTA HOME ENTERTAINMENT

TRAMA

TRAMA BREVE James P. Sullivan, detto Sulley, e il suo assistente Mike Wazowski abitano a Monstropoli, un universo parallelo abitato da mostri di tutti i tipi minacciati da una grave crisi energetica. Il fatto che il combustibile viene prodotto dalle urla di terrore dei bambini, rende necessario intensificare il lavoro dei dipendenti della "Monsters & Co" che consiste nel balzare di notte nelle camere dei piccoli per raccogliere le loro preziose grida. TRAMA LUNGA Mostropoli è una città popolata da una folla di mostri di ogni forma e dimensione. La loro maggiore fonte energetica è costituita dal 'produrre' urla di spavento umane e la più grande centrale di raccolta e di trasformazione di queste urla in energia è la "Monster & co". Un'ampia scelta di porte fornite dalla fabbrica consente l'accesso al mondo degli umani. Una squadra di mostri scelti varca queste porte per entrare nelle camere da letto dei bambini, spaventarli e raccogliere così le loro urla. I mostri però sono convinti che i bambini siano tossici e che un contatto diretto con loro potrebbe risultare catastrofico. Il capo della società, Henry J. Waternoose, è alle prese con una crisi energetica dovuta al fatto che i bambini non urlano più tanto facilmente come in passato. L'elemento migliore della compagnia è Sulley, un mostro di due metri e mezzo. Il suo assistente è un piccolo essere verdastro con un solo occhio, di nome Mike. Sulley è molto popolare in fabbrica, e ha un solo nemico, il camaleonte Randall, numero due della compagnia. Una notte, mentre si trova al reparto Spaventi, Sulley scopre che una porta non è stata rimessa a posto. Aprendola, lascia che una bambina umana entri nel suo mondo. Impaurito per la tossicità dei bambini, Sulley cerca di rimediare ma peggiora le cose. Non trova la porta per rimandarla indietro, ma scopre che autore di tutto è Randall, ben deciso ad aggiudicarsi il titolo di 'terrorizzatore' dell'anno. Randall ha anche escogitato un nuovo metodo per strappare le urla ai bambini e per metterlo in pratica ha l'aiuto di Waternoose che decide di esiliare sull'Hymalaya Sulley e Mike. Dopo molti rischi, i due fanno però ritorno a Mostropoli, smascherano la cospirazione e rimettono a posto le cose. Un po' controvoglia, Sulley acconsente a rispedire a casa la bambina, che lui ha chiamato Boo e a cui si è affezionato. La crisi energetica è superata grazie alla scoperta che per produrre energia sono più efficaci le risate dei bambini che non le urla. Infine Mike ricostruisce la porta giusta, e così Sulley può di nuovo fare visita a Boo.

CRITICA

"L'animazione è quella tridimensionale, magica e illusionistica della Pixar, già creatrice degli ottimi 'Toy Story'. Il mostro gigante Sulley, verde e spaventoso ma di cuor tenero, è il diretto rivale di 'Shrek'. Successo americano strepitoso. I bambini ne andranno ghiotti, potendo rivivere l'insana attrazione infantile per ciò che si nasconde nel buio, dai mostri alle creature più fantastiche": (Piera Detassis, 'Panorama', 10 gennaio 2002) "Scritto e diretto da Pete Docter, 'Monsters & Co.' è come gli altri film prodotti della 'Pixar' del geniale John Lasseter ('Toy Story', 'A Bug's Life') una sfaccettata e irresistibile riflessione sullo spettacolo, anzi sull'industria dello spettacolo. (...) La metafora fila, come hanno ben visto i 'Cahiers du Cinéma'. Ma se la metafora è riuscita, dunque invisibile, lo spettacolo è di prima classe. Perché alla 'Pixar', da sempre, tengono presente la lezione dei maestri. E nulla è più classico, oggi, di questi film generati al computer ma capaci di far rivivere la meraviglia, l'invenzione, il divertimento di una volta. Accadeva già in 'Shrek': gli attori migliori li troviamo ormai nei film digitali. Paradosso solo apparente: dietro il lavoro degli animatori c'è infatti un attento studio dei classici - e il contributo degli attori che danno voce e, non visti, corpo ai personaggi. Per cui anche il trionfo della tecnologia può generare una nuova specie di umanesimo". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 marzo 2002) "Si dovrebbero organizzare marce a favore dei film d'animazione, ghettizzati agli Oscar in una categoria a parte dall'aspetto decisamente B. Mentre lo storie con attori in carne e ossa, preferibilmente sofferenti, sono considerate cose da grandi, nell'immaginario dell'Academy l'animazione resta roba da bambini: invece 'Monsters & Co.', con i suoi pupazzoni e mostri virtuali, è non solo più bello e divertente, ma anche più profondo dei vari 'A beautiful Mind', o 'Mi chiamo Sam'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 marzo 2002) "Divertente, graffiante, immaginosa, buffo, educativo, per gli adulti-bambini e i bambini-adulti. L'idea è semplice e centrata (...) Nonostante la riconoscibile provenienza dei modelli narrativi il mago della computer graphic Lasseter ha prodotto forse la più 'adorabile' avventura di pupazzi del decennio". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 14 marzo 2002)

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