L'arte di vincere2011

SCHEDA FILM

L'arte di vincere

Anno: 2011 Durata: 133 Origine: USA Colore: C

Genere:BIOGRAFICO, DRAMMATICO, SPORTIVO

Regia:Bennett Miller

Specifiche tecniche:ARRIFLEX 435 ES/PANAVISION PANAFLEX MILLENNIUM XL2/PANAVISION PANAFLEX PLATINUM, 35 MM/D-CINEMA (1:1.85)

Tratto da:libro "Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game" di Michael Lewis

Produzione:MICHAEL DE LUCA, RACHAEL HOROVITZ, BRAD PITT PER MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, SPECIALTY FILMS

Distribuzione:WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2012) - BLU-RAY: SONY PICTURES HOME ENTERTAINMENT (2012)

ATTORI

Brad Pitt nel ruolo di Billy Beane
Jonah Hill nel ruolo di Peter Brand
Philip Seymour Hoffman nel ruolo di Art Howe
Robin Wright nel ruolo di Sharon
Chris Pratt nel ruolo di Scott Hatteberg
Stephen Bishop nel ruolo di David Justice
Brent Jennings nel ruolo di Ron Washington
Ken Medlock nel ruolo di Grady Fuson
Tammy Blanchard nel ruolo di Elizabeth Hatteberg
Jack McGee nel ruolo di John Poloni
Vyto Ruginis nel ruolo di Pittaro
Nick Searcy nel ruolo di Matt Keough
Glenn Morshower nel ruolo di Ron Hopkins
Casey Bond nel ruolo di Chad Bradford
Nick Porrazzo nel ruolo di Jeremy Giambi
Kerris Dorsey nel ruolo di Casey Beane
Arliss Howard nel ruolo di John Henry
Reed Thompson nel ruolo di Billy giovane
James Shanklin nel ruolo di Padre di Billy
Diane Behrens nel ruolo di Madre di Billy
Takayo Fischer nel ruolo di Suzanne
Derrin Ebert nel ruolo di Mike Magnante
Miguel Mendoza nel ruolo di Ricardo Rincon
Adrian Bellani nel ruolo di Carlos Peña
Tom Gamboa nel ruolo di Scout Martinez
Barry Moss nel ruolo di Scout Barry
Artie Harris nel ruolo di Scout Artie
Bob Bishop nel ruolo di Scout Bob
George Vranau nel ruolo di Scout George
Phil Pote nel ruolo di Scout Pote
 

MUSICHE

Danna, Mychael
 
 

TRAMA

Le vicende di Billy Beane, general manager di Oakland A, che nonostante un ridotto budget a disposizione, grazie a una sofisticata analisi al computer per scegliere quali giocatori ingaggiare riuscì ad assemblare una squadra di baseball assolutamente competitiva.

CRITICA

"Se il libro è un condensato di formule, la pellicola sceneggiata da Aaron Sorkin e Steven Zaillan e diretta dal Bennett Miller di 'Capote' è l'affresco dietro le quinte di un mondo sportivo, con al centro una complessa figura di protagonista. Lo interpreta in modo magnifico Brad Pitt (candidato), che sul passaggio dell'età ha raggiunto piena maturità di attore. (...) In realtà 'MoneyBall' non è un film sul baseball, racconta un microcosmo maschile grigio e spietato dove puoi essere messo fuori dall'oggi al domani. Ed è anche una malinconica elegia sulla solitudine di chi sfida le regole, sul contrasto fra razionalità e sentimentalismo (o romanticismo): quando vediamo i consulenti seduti intorno al tavolo a decidere sugli acquisti, vengono in mente i commessi viaggiatori di 'Glengarry Glen Ross' di Mamet, che parlando di mercato parlano della loro vita, e della vita in genere. Cast formidabile, un regista sensibile alle sfumature dell'animo e una coppia di sceneggiatori in grado di declinare su piano emozionale discorsi e cifre e di costruire personaggi sfaccettati, umani." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 27 gennaio 2012) "Piacerà a chi ama vedere le storie di 'sogno americano' (mancato o raggiunto) specie se proposte con dialoghi fulminanti e con un grosso cast, attorno al quasi Oscar Brad Pitt. Garberà anche agli spettatori che non hanno mai capito nulla di baseball, ma rimpiangono certe nostre leggendarie squadre di provincia (il Padova di Nereo Rocco)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 27 gennaio 2012) "La vera storia di Billy Beane, il general manager degli Oakland Athletics che nel 2002 cambiò per sempre le regole del baseball Usa. Non tanto sul diamante, quanto sui libri contabili: via supposte ma strapagate star e fiducia incondizionata a statistiche, calcoli e 'la scienza di vincere'. Aiutato da un utile nerd (Jonah Hill, candidato all'Oscar), il manager ha il volto di Brad Pitt (ottima e sorniona prova, in cinquina agli Academy Awards), mentre il regista Bennett Miller ('Capote') non muove di una virgola il sottogenere sportivo, ma aggiunge humour alla solita success-story, contemplando il formato famiglia e frullando le coordinate delI'American Dream. Perché Billy -udite, udite - rifiutò un assegno da 12 milioni e mezzo di dollari da Boston: dunque, un eroe 'pauperista' contro Wall Street e un exemplum etico ed epico contro la crisi. Sì, perché è un proto-indignado, deciso a cambiar le regole tra mazze e guantoni: ce la farà? Mentre 'Moneyball' (tratto dal libro omonimo di Michael M. Lewis) corre per la statuetta, noi attendiamo dei Beane sul campo da calcio: no, Zeman non basta." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 26 gennaio 2012)

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