Machete2010

SCHEDA FILM

Machete

Anno: 2010 Durata: 105 Origine: USA Colore: C

Genere:AVVENTURA, THRILLER

Regia:Ethan Maniquis|Robert Rodriguez

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:QUENTIN TARANTINO, ROBERT RODRIGUEZ, RICK SCHWARTZ, ILIANA NIKOLIC, AARON KAUFMAN, ELIZABETH AVELLAN PER OVERNIGHT FILMS

Distribuzione:KEY FILMS (2011)

ATTORI

Danny Trejo nel ruolo di Machete
Michelle Rodriguez nel ruolo di Luz
Jessica Alba nel ruolo di Sartana
Robert De Niro nel ruolo di Senatore McLaughlin
Lindsay Lohan nel ruolo di April Benz
Cheech Marin nel ruolo di Padre Benito del Toro
Jeff Fahey nel ruolo di Michael Benz
Steven Seagal nel ruolo di Torrez
Don Johnson nel ruolo di Tenente Stillman
Electra Avellan nel ruolo di Infermiera Mona
 

SCENOGRAFIA

Stull, Christopher
 

COSTUMISTA

Proctor, Nina

TRAMA

Il sicario Machete scopre di essere stato trascinato in una trappola messa in atto dagli stessi mandanti che gli avevano commissionato di uccidere un senatore. Insieme al suo vecchio amico Cheech Marin, divenuto un fervido sostenitore della nonviolenza, inizierà una sua lotta personale contro i suoi ex 'datori di lavoro'...

CRITICA

"Di tutto, di più. Robert Rodriguez è così. Prendere o lasciare. Ipertrofico, esagerato, citazionistico, amante sfegatato del cinema dei b-movies, dell'exploitation anni 70 con sesso e violenza, degli spaghetti western e di un certo cinema italiano scollacciato proprio come il compare Quentin Tarantino (con cui ha girato 'Grindhouse - Planet Terror') che ora presiede la giura del concorso veneziano. Ma il regista col cappello da cowboy (non se lo toglie mai perché altrimenti - dice - 'le idee volano via') ora è cresciuto. (...) Comunque il film scorre con piacevolezza tra interpreti bellissime, la sexy-poliziotta Jessica Alba e la sexy trafficante Michelle Rodriguez, musiche suadenti, frasi apodittiche ('La legge è una cosa, ciò che è giusto un'altra') e tre divertentissimi camei: un bolso Steven Seagal, un'autoironica Lindsay Lohan senza veli e Don Johnson vigilantes razzista. Da non perdere i titoli di coda che annunciano scherzosamente altri due improbabili sequel: 'Machete uccide' e 'Machete uccide ancora'." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 2 settembre 2010) "Robert Rodriguez, l'amico di Tarantino, insieme con Ethan Maniquis ha diretto 'Machete'. Film irresistibile fuori concorso, dove c'è di tutto (...). Molto divertente. " (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 settembre 2010) "Scorrettissimo e violento fumettone di un pulp di Tarantino. Sullo sfondo, il tema dell'immigrazione tra Messico e Usa, in primo piano intestini, sparatorie, doppi giochi e ritmo. (...) Tra la parodia di 'Non è un paese per vecchi' e un omaggio a 'Le Iene', Rodriguez, sostenuto anche da una sceneggiatura che asseconda i peggiori istinti della narrazione si fa apprezzare. Si ride. Senza pretese." (Malcom Pagani, 'Il Fatto Quotidiano', 2 settembre 2010) "Fumettone supersplatter che assume la violenza del machete come unica forma di giustizia (...). Rodriguez all'ennesima potenza senza freni... come nei suoi esordi sotto falso nome?" (Dario Zonta, 'l'Unità', 2 settembre 2010) "Prima dei titoli di testa c'è già tutto 'Machete'. (...) Venghino venghino signori, il recidivo Robert Rodriguez sta per animare un baraccone al quale i termini pulp o grand guignol stanno infinitamente stretti. 'Machete' è, infatti, la perfetta quintessenza del finto-film postmoderno, sospeso tra effettismo strabiliante e contundente, ammicchi sociopolitici all'ingrosso e cialtroneria da bulli & pupe destrutturata, com'è di moda dire, in ottica citazionistico-snob. E' ovvio che il signore e padrone di simili intemperanze si chiama Quentin Tarantino, ma - nonostante il rispetto che dobbiamo all'egualitarismo cinefilo - la differenza c'è e si vede. La facciaccia sbieca dell' 'eroe' Danny Trejo non comporta, come nel maestro, uno spudorato quanto inventivo omaggio al cinema-cinema bensì la sua dissacrazione e il suo compiaciuto svilimento. Nello tsunami delle uccisioni (magari con le viscere del morto usate a mo' di liana per fuggire), delle esplosioni, degli agguati iperbolici e degli inseguimenti catastrofici ci si può divertire un mondo o meno, ma sempre alla rigorosa condizione di non crederci mai, neppure per lo spazio di un fotogramma." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 6 maggio 2011) "Colosso tutto muscoli, cicatrici e tatuaggi, Trejo è una portentosa montagna rugosa. Nudi (quello della poliziotta Jessica Alba è al computer), parolacce, fiotti di sangue, desideri incestuosi, preti fan della marijuana e budella usate come liane dalle quali Machete dondola come un novello Tarzan. Il film è un trash-chic caciarone che fa lottare nel fango del cinema di serie B attori di serie A come De Niro, Lindsay Lohan, Alba, Michelle Rodriguez. Machete ricorda Bud Spencer. Se non lo fate arrabbiare, in fondo è un tenerone." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 6 maggio 2011) "Un uomo che sbudella un aggressore e si aggrappa a mo' di fune al suo intestino mentre si getta da una finestra: no, questo non l'avevamo ancora visto, e (avviso agli spettatori!) di trovatine del tipo ce n'è tante altre. Eppure fa peggiore effetto a dirlo che a guardarlo perché, anche se basato su un soggetto originale di quel mattacchione di Robert Rodriguez, 'Machete' è quanto di più simile a un fumetto vero e proprio: per il taglio narrativo privo di sfumature, l'iperbolico tasso di violenza, la caratterizzazione icastica dei personaggi a partire dal protagonista del titolo. (...) Capelli lunghi e incolti, scarso di parole e facile a uccidere, Machete è l'ultrasessantenne Danny Trejo, che si è fatto nove annidi galera prima di venir riabilitato e adottato dal cinema. Di solito relegato a parti secondarie di cattivo, qui assurge a supereroe impegnato ad appoggiare la causa degli indocumentados. (...) Come l'amico e complice Tarantino, il texano Rodriguez è un cultore del trash e del B movie. Tuttavia la naturale esuberanza, la propensione al registro surreale/grottesco e la scelta dei temi suggeriscono l'importanza della matrice sudamericana. Senza insistere più di tanto sul messaggio socio-politico di un prodotto fatto per divertire gli amanti del genere, siamo orientati a credere che Rodriguez scrive 'Machete' e pensa Zapata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 6 maggio 2011)

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