M. Butterfly1993

SCHEDA FILM

M. Butterfly

Anno: 1993 Durata: 100 Origine: CANADA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:David Cronenberg

Specifiche tecniche:NORMALE A COLORI

Tratto da:dramma teatrale di David Henry Hwang

Produzione:GABRIELLA MARTINELLI PER GEFFEN PICTURES

Distribuzione:WARNER BROS. ITALIA (1994) - WARNER HOME VIDEO (GLI SCUDI)

ATTORI

Jeremy Irons nel ruolo di René Gallimard
John Lone nel ruolo di Song Liling
Barbara Sukowa nel ruolo di Jeanne Gallimard
Ian Richardson nel ruolo di Ambasciatore Toulon
Annabel Leventon nel ruolo di Frau Baden
Maria Teresa Uribe nel ruolo di Butterfly
Richard McMillan nel ruolo di Collega ambasciata
Peter Messaline nel ruolo di Diplomatico
Shizuko Hoshi nel ruolo di Compagna Chin
Margaret Ma nel ruolo di Domestica di Song
Sean Newitt nel ruolo di Assistente ambasciatore
Viktor Fulop nel ruolo di Maresciallo
George Jonas nel ruolo di Mall Trustee
Vernon Dobtcheff nel ruolo di Agente Entancelin
David Hemblen nel ruolo di Primo agente segreto
Damir Andrei nel ruolo di Secondo agente segreto
Antony Parr nel ruolo di Terzo agente segreto
Cadman Chui nel ruolo di Musicista
David Neal nel ruolo di Giudice
Philip McGough nel ruolo di Pubblico Ministero
Tristram Jellinek nel ruolo di Avvocato della difesa
Harriet Chung nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Monica Gan nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Ayumi Komoda nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Tammy Lok nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Tracey Oh nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Carly Wong nel ruolo di Ball. Guardia Rossa
Barbara Chilcott nel ruolo di Critico alla festa
Carl Zvonkin nel ruolo di Tecnico sorveglianza
Michael Mehlmann nel ruolo di Ubriaco al bar
 
 

SCENEGGIATORE

Hwang, David Henry
 

MUSICHE

Shore, Howard
 

MONTAGGIO

Sanders, Ronald
 

SCENOGRAFIA

Spier, Carol
 

COSTUMISTA

Cronenberg, Denise
 

TRAMA

Funzionario presso l'Ambasciata di Francia a Pechino nel 1964, René Gallimard, assistendo alla rappresentazione in teatro della "Madama Butterfly" si innamora dell'interprete dell'opera, Song Liling, della quale diviene l'amante, trascurando per lei la moglie Jeanne e l'amica Frau Baden, dama dell'Ambasciata tedesca. Song è una persona gentile, pudica e riservata: René con lei perfeziona anche la sua cultura cinese e, per la stima e l'appoggio dell'Ambasciatore Toulon, tra l'invidia dei colleghi, diventa viceconsole. I suoi consigli e pareri sulla presenza e la politica degli Occidentali a Pechino sono considerati più che validi, ora che Mao-Tze-Tung è prossimo al potere assoluto, ma René non si accorge di essere caduto in una incredibile trappola: Song Liling è un uomo e, per giunta una spia dei Servizi segreti cinesi. La relazione dura per anni: è perfino "nata" una bambina da questo rapporto (il partito cinese ha pensato a tutto). Lo "scandalo" viene infine a conoscenza di tutti: talune informazioni politiche di René si sono rivelate un disastro e dal processo a lui intentato a Parigi nel 1972 egli esce irriso e screditato. Song - smascherato ed ora in panni maschili - viene mandato in Cina e Gallimard, fisso nella propria ossessione amorosa, è confinato in prigione. La scoperta della vera natura dell'amante, più ancora della cospirazione, ne ha sconvolto la mente. Durante uno spettacolo nel carcere, solo con il suo monologo e chiuso nella sua follia, René si trucca il volto da attrice cinese (con il bianco ed il rosso tradizionali) e quietamente si uccide davanti ai compagni di pena.

CRITICA

"Questo film di David Cronenberg è tratto dal dramma di David Henry Hwang, qui autore della sceneggiatura, che si ispirò ad un episodio reale, di cui furono protagonisti un diplomatico francese ed una primadonna dell'Opera di Pechino. Come a volte accade, non sempre eventi e comportamenti reali ed accertati risultano sulla scena e sullo schermo realistici e verosimili. Fatti autentici si manifestano, infatti, spietatamente del tutto assurdi e incredibili. Cronenberg ha voluto ribaltare la storia di Madama Butterfly (amata e poi abbandonata da Pinkerton, infine suicidatasi) raffrontando un Occidente, sempre colonialista nella mentalità, con un Oriente misterioso, tutto intrighi ed ambiguità, mescolando inganni e deliri, l'ossessione del corpo e le sue folli mutazioni, l'allucinazione amorosa al reale ed all'irreale. E' Gallimard, alla fine, che, intrappolato nei vortici spionistici, ma soprattutto sedotto dall'altro, si trasforma in donna e teatralmente esce di scena con la morte liberatrice. Una metafora, questa di Cronenberg, che sa di scommessa e di sfida, per un film che in definitiva si ammanta di veli serici e di ambiguità e si lascia dietro una scia malsana e ripugnante. Quanto agli interpreti, Jeremy Irons nelle vesti di Gallimard ha indugiato fra passione, sorpresa, sconfitte e farneticazioni; nel ruolo dell'uomo-primadonna si produce John Lone: è levigato, delicato e sottile quanto occorre." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 117, 1994)

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