L'eredit? Ferramonti1976

SCHEDA FILM

L'eredità Ferramonti

Anno: 1976 Durata: 118 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, SOCIALE

Regia:Mauro Bolognini

Specifiche tecniche:PANORAMICA TECNOSPES

Tratto da:romanzo omonimo di Gaetano Carlo Chelli

Produzione:FLAG PRODUCTION SRL

Distribuzione:TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO, MONDADORI VIDEO (IL GRANDE CINEMA)

ATTORI

Anthony Quinn nel ruolo di Gregorio Ferramonti
Fabio Testi nel ruolo di Mario Ferramonti
Dominique Sanda nel ruolo di Irene Carelli in Ferramonti
Gigi Proietti nel ruolo di Pippo Ferramonti
Adriana Asti nel ruolo di Teta Ferramonti
Harold Bradley nel ruolo di Andrea Barbati Harold Bromley
Paolo Bonacelli nel ruolo di Paolo Furlin
Rossella Rusconi nel ruolo di Flaviana Barbati
 

SOGGETTO

Chelli, Carlo
 

SCENEGGIATORE

Bazzini, Sergio
Pirro, Ugo
 
 

MONTAGGIO

Baragli, Nino
 

SCENOGRAFIA

Scaccianoce, Luigi
 

COSTUMISTA

Pescucci, Gabriella

TRAMA

Figlia di un negoziante di ferramenta ritiratosi dagli affari, la giovane Irene sposa Pippo Ferramonti, uno dei figli di un ricco fornaio, Gregorio, che ha anch'egli chiuso bottega (gli altri sono il dissoluto Mario, amante di una signora del bel mondo, e Teta, sposata col veneto Paolo, impiegato statale). Tanto angelica d'aspetto, quanto avida di ricchezza e disposta a tutto pur di conquistarla, la bella Irene finge di adoperarsi per riportare la pace in seno ai Ferramonti: Gregorio, infatti, odia i figli, cui non ha nessuna intenzione di lasciare il proprio patrimonio, e questi, pur concordi nel ricambiare l'odio del padre, sono tutt'altro che uniti fra loro. Diventata, per potersene meglio servire, l'amante di Mario, ridotto sul lastrico il povero Pippo e Teta all'impotenza, Irene riesce, fingendo di voler sventare, nell'interesse di tutti, una sua presunta intenzione di risposarsi, a installarsi in casa di Gregorio. Circuito alla perfezione (ella ne è anche diventata l'amante) il vecchio nomina Irene sua erede universale. Morto Gregorio, la perfida donna non riuscirà, tuttavia, a godersi il frutto delle sue manovre. Grazie, infatti, al suicidio di Mario, abilmente sfruttato da Paolo per trascinare la cognata in tribunale, sarà proprio questi a ereditare il sostanzioso patrimonio di Gregorio.

CRITICA

"L'impegno civico ed etico di quest'operala fa apprezzare in aggiunta ai pregi tecnici di ricostruzione ambientale e di regia in genere che sono usuali nel forbito Bolognini". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 82, 1977)

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