Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian2008

SCHEDA FILM

Le Cronache di Narnia: Il principe Caspian

Anno: 2008 Durata: 145 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:AVVENTURA, FANTASY

Regia:Andrew Adamson

Specifiche tecniche:ARRIFLEX (235 E 435 XTREME), SUPER 35 STAMPATO A 35 MM (1:2.35)

Tratto da:romanzo per ragazzi "Il principe Caspian" di C.S. Lewis

Produzione:WALT DISNEY PICTURES, WALDEN MEDIA, STILLKING FILMS, OZUMI FILMS, SILVERBELL FILMS

Distribuzione:WALT DISNEY STUDIOS MOTION PICTURES, ITALIA

ATTORI

Ben Barnes nel ruolo di Principe Caspian
Tilda Swinton nel ruolo di Strega bianca
William Moseley nel ruolo di Peter Pevensie
Anna Popplewell nel ruolo di Susan Pevensie
Warwick Davis nel ruolo di Nikabrik
Georgie Henley nel ruolo di Lucy Pevensie
Skandar Keynes nel ruolo di Edmund Pevensie
Peter Dinklage nel ruolo di Trumpkin
Shane Rangi nel ruolo di Asterius
Sergio Castellitto nel ruolo di Re Miraz
Cornell John nel ruolo di Glenstorm
Vincent Grass nel ruolo di Dott. Cornelius
Pierfrancesco Favino nel ruolo di Lord Glozelle
David Bowles nel ruolo di Lord Gregoire
Alicia Borrachero nel ruolo di Regina Prunaprismia
Damián Alcázar nel ruolo di Lord Sopespian
Klára Issová nel ruolo di Hag
Predrag Bjelac nel ruolo di Lord Donnon
Simón Andreu nel ruolo di Lord Scythley
 

SOGGETTO

Lewis, C.S.
 

MONTAGGIO

Evan-Jones, Sim
 

SCENOGRAFIA

Ford, Roger
 

COSTUMISTA

Mussenden, Isis

TRAMA

I fratelli Pevensie uniscono, ancora una volta, le loro forze a quelle dei coraggiosi abitanti di Narnia, per sconfiggere il malvagio re Miraz e consegnare il trono del magico mondo al suo legittimo sovrano: il Principe Caspian.

CRITICA

"Non delude le attese la seconda puntata cinematografica de 'Le cronache di Narnia', la saga fantasy scaturita dalla penna di Clive Staples Lewis e portata sul grande schermo dalla Disney. (...) E proprio tra gli appassionati lettori di Lewis forse alcuni storceranno un po' il naso, visto che le libertà rispetto al testo sono numerose e a volte significative. Ma è il prezzo che si è costretti a pagare nelle trasposizioni cinematografiche, anche se in questo caso il risultato di compromesso appare comunque accettabile. Negli Stati Uniti l'uscita del film non ha riproposto gli stessi commenti che hanno accompagnato il primo capitolo, quando Lewis venne di fatto assoldato tra le file dei cosiddetti neocon, divenendo l'alfiere di una campagna religiosa per teen-ager. Ma al di là di disquisizioni ideologizzate condite con letture semplicistiche e fuorvianti, anche questo lavoro ripropone, seppure in maniera meno forte, i temi cari a Lewis, che definiva se stesso il "convertito più riluttante di tutta l'Inghilterra". Lo scrittore - vissuto in gran parte in Inghilterra, ma irlandese di Belfast e di famiglia protestante visceralmente anticattolica - lasciò il protestantesimo per abbandonarsi all'ateismo prima di abbracciare la religione cristiana, optando per l'anglicanesimo. (...) Al pari di Tolkien - inglese dalla profonda fede cattolica, la cui amicizia influì molto sulla sua conversione - Lewis attinse dagli antichi miti e dai grandi classici della narrativa fantastica per esaltare i temi della trascendenza. Egli era convinto dell'esistenza di un legame tra il linguaggio simbolico caratteristico della letteratura di genere e lo sguardo concreto della fede sulla storia. Nei suoi lavori emerge la nostalgia del paradiso perduto, la molla che spinge l'uomo a riconquistarlo e a ricercare nuovamente, con coraggio e fiducia, la Verità. Questa ricerca è un'intrigante chiave di lettura de 'Le cronache di Narnia', un mondo in cui il bene è bene e il male è male, senza possibilità di compromessi. Una distinzione forse fin troppo manichea, ma che deriva da una visione del cristianesimo che non ammette sconti: "Cristo non ha mai fatto discorsi vaghi, idealistici. Quando dice "siate perfetti" dice sul serio". Allo stesso modo anche i suoi personaggi devono fare una scelta definitiva. (...) Il metatesto cristiano in questa pellicola appare meno evidente, lasciando spazio alla fascinazione di un mondo medievaleggiante, con il suo codice cavalleresco. La stessa figura di Aslan, centrale nel primo episodio, appare meno significativa pur mantenendo il suo alone di sacralità. Così con un'ambientazione che non disdegna stavolta tonalità più cupe e in un rincorrersi di misurate citazioni cinematografiche - da 'Guerre stellari' per i personaggi a 'Il signore degli anelli' per gli scontri armati che tuttavia non riescono a raggiungere lo stesso coinvolgimento nonostante le intenzioni - i 145 minuti di proiezione scorrono via piacevolmente, lasciando comunque significativi messaggi: il valore del sacrificio e della lealtà, il senso dell'amicizia, la potenza del perdono, il significato della misericordia. Ma la parola fine chiude solo un capitolo, perché la Disney ha già avviato la realizzazione del terzo episodio, 'Il viaggio del veliero'." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 19 luglio 2008)

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