L'altra met? dell'amore2001

SCHEDA FILM

L'altra metà dell'amore

Anno: 2001 Durata: 103 Origine: CANADA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:Romanzo di Susan Swan "The Wives of Bath".

Produzione:CITE' AMERIQUE - DUMMETT FILMS

Distribuzione:NEXO

TRAMA

Tre ragazze con esperienze familiari dolorose alle spalle, si incontrano al 'Perkins Girl's College'. Diventano amiche e si sostengono l'un l'altra, ma il loro accordo è turbato dal legame troppo stretto che si instaura tra due di loro. TRAMA LUNGA Lasciatasi alle spalle la piccola cittadina di montagna dove è cresciuta, la giovane Mouse Bradford giunge al 'Perkins Girl's College' dove viene in breve adottata dalle sue due nuove compagne di stanza: Pauline (intelligente e sfrontata) e Tory (affascinante e bellissima). Il legame che le unisce sembra avere un denominatore comune: un episodio familiare doloroso. Mouse, infatti, non ha ancora superato la morte della mamma, Pauline sta cercando la sua vera madre mentre Tory lotta per soddisfare le aspettative dei genitori. Questo equilibrio in apparenza perfetto fra le tre si guasta quando Tory e Pauline (in realtà amanti) vengono sorprese in atteggiamenti compromettenti. L'episodio finisce inevitabilmente per allontanare le due, ma la circostanza mette in crisi Mouse, che si trova divisa fra le due amiche.

CRITICA

"Tra 'Maurice' di James Ivory e 'L'attimo fuggente' di Peter Weir, 'L'altra metà dell'amore' cresce con il crescere della tensione e della melodrammaticità della seconda parte, quando il film sposa il punto di vista malato di una straordinaria Piper Perabo. La giovane attrice de 'Le ragazze del Coyote Ugly' tira fuori dal cilindro un personaggio di romantico guerriero, indimenticabile nella sua testarda ossessione d'amore alla Iacopo Ortis. Il film, tratto dal romanzo di Susan Swan 'The Wives of Bath', è stato un piccolo caso al Sundance Film Festival 2001, permettendo alla regista Léa Pool di arrivare in Italia dopo sei lungometraggi non distribuiti". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 31 maggio 2002) "Le attrici, ben scelte, sono dirette benissimo dalla regista Léa Pool, cinquantenne svizzera operante in Canada, già autrice di 'Anna Trister'". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 31 maggio 2002) "La paura di crescere, la fede assoluta nei sentimenti, il senso di inadeguatezza per le aspettative della famiglia trovano in questo film al femminile una discreta rappresentazione, soffocata però da una eccessiva tendenza al manierato, soprattutto quando il viscerale rancore di Tory diventa l'assoluto protagonista della scena". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 9 giugno 2002)

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