La vita facile2010

SCHEDA FILM

La vita facile

Anno: 2010 Durata: 102 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, SENTIMENTALE

Regia:Lucio Pellegrini

Specifiche tecniche:35 MM (1:2.35)

Tratto da:-

Produzione:DOMENICO PROCACCI PER FANDANGO IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM

Distribuzione:MEDUSA (2011)

ATTORI

Pierfrancesco Favino nel ruolo di Luca Manzi
Stefano Accorsi nel ruolo di Mario Tirelli
Vittoria Puccini nel ruolo di Ginevra
Camilla Filippi nel ruolo di Elsa
Angelo Orlando nel ruolo di Salvatore
Eliana Miglio nel ruolo di Nicoletta
Ivano Marescotti nel ruolo di Sergio Manzi
Souleymane Sow nel ruolo di Jerry
Max Tardioli nel ruolo di Ippocrate
 
 

MONTAGGIO

Fasano, Walter
 

SCENOGRAFIA

De Angelis, Roberto
 

COSTUMISTA

TRAMA

L'amicizia di Mario e Luca, due ragazzi che si sono laureati in medicina insieme e si frequentano assiduamente, viene messa a dura prova quando incontrano la giovane e bellissima Ginevra. Entarmbi se ne innamorano, ma sarà Mario a conquistare il cuore di lei e i due si sposano. Deluso, Luca decide di andarsene in Africa per lavorare negli ospedali da campo. Passano gli anni, Mario è diventato un luminare della cardiochirurgia, ma la sua vita non è così perfetta. Per questo decide di partire per il Continente Nero e andare a ritrovare il suo amico Luca. Ma non sarà solo Mario a partire, anche Ginevra decide di raggiungere i due e, una volta giunta pure lei sul posto, il riunito trio si troverà a vivere ancora una volta le antiche emozioni, ma con inevitabili ripercussioni...

CRITICA

"Alla ricerca della commedia italiana perduta, Pellegrini mescola molti ingredienti socio sentimentali per narrare l'amicizia tra due medici, uno in Africa senza frontiere, l'altro a Roma per Tangentopoli. Tra loro, che novità!, una ragazza che fa sbandare il film verso un improbabile thriller. La somma degli addendi non dà il risultato sperato: si scivola nel folk, cinismo e buonismo, miscuglio di generi invadente, le star (Accorsi e Favino gassmaneggiante) giocano assai sotto e sopra tono." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 marzo 2011) "Non passa mai di moda l'Africa, alla faccia delle ultime rivolte. (...) Una commedia social-sentimentale, non troppo eccitante e piuttosto improbabile, che butta nel calderone amore (con corna) e malasanità. Meglio del fragile copione i due litigiosi protagonisti, pronti a infiammarsi per la dimessa Vittoria Puccini." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 4 marzo 2011) "Piacerà a chi sarà piacevolmente sorpreso dagli sviluppi del racconto. Che dalle premesse sembrerebbe una delle tante commediole sentimentali che oggi impazzano. E invece incappiamo in un bel numero di colpi di scena, orchestrati da Pellegrini con perizia francamente superiore alla nostra media." (Giorgio Carbone, 'Libero', 4 marzo 2011) "Come suggerito dal titolo che parafrasa la 'vita difficile' di Risi, il film di Pellegrini si rifà al modello della commedia di costume all'italiana, ma non riesce a centrare caratteri e temi come dovrebbe. Tutto fa pensare che il nucleo sia nel confronto fra i protagonisti, viziati esponenti della società dei consumi, e il continente nero che li ospita, dove i problemi sono quelli della sopravvivenza. Invece a un certo punto il film devia per un'altra strada e i personaggi non sono scritti abbastanza bene per giustificare la svolta narrativa. Peccato, perché Favino e Accorsi sono bravi e i loro duetti, finché il copione li sorregge, funzionano." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 4 marzo 2011) "Lucio Pellegrini che, nel cinema italiano, qualche film di un certo interesse l'ha proposto, specialmente 'Ora o mai più', sui tragici fatti del G8 a Genova e, di recente, 'I figli delle stelle', un grottesco sul sequestro di un piccolo politico. Qui ha mescolato troppi temi, la cornice africana, pur preponderante, non ha vere necessità narrative (un'altra, altrove, sarebbe andata bene egualmente) e quel finale dall'aria furba (e ammiccante) stona un po', come cifre, con il resto, ma gli interpreti vincono ugualmente la partita. Sia Stefano Accorsi, nella iniziale dedizione di Luca, sia Pierfrancesco Favino nella disonestà di Mario, con riferimenti scoperti alle commedie all'italiana d'una volta. Dà loro la replica con disinvolta simpatia Vittoria Puccini nelle vesti di Ginevra." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo Roma', 4 marzo 2011)

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