La terza madre2006

SCHEDA FILM

La terza madre

Anno: 2006 Durata: 98 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:HORROR

Regia:Dario Argento

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:-

Produzione:CLAUDIO E DARIO ARGENTO, GIULIA MARLETTA E KIRK D'AMICO PER OPERA FILM, MEDUSA FILM

Distribuzione:MEDUSA (2007), DVD: MEDUSA HOME ENTERTAINMENT

ATTORI

Asia Argento nel ruolo di Sarah Mandy
Udo Kier nel ruolo di Padre Johannes, l'esorcista
Cristian Solimeno nel ruolo di Detective Enzo Marchi
Daria Nicolodi nel ruolo di Elisa Mandy
Coralina Cataldi-Tassoni nel ruolo di Giselle
Moran Atias nel ruolo di Mater Lachrimarum
Philippe Leroy nel ruolo di Alchimista
Valeria Cavalli nel ruolo di Marta
Adam James nel ruolo di Michael Pierce
Jun Ichikawa (II) nel ruolo di Katerina
Robert Madison nel ruolo di Agente Lissoni
Silvia Rubino nel ruolo di Elga
Tommaso Banfi nel ruolo di Padre Milesi
Franco Leo nel ruolo di Monsignor Brusca
Araba Dell'Utri nel ruolo di Strega
Clive Riche nel ruolo di Uomo col cappotto
Gisella Marengo nel ruolo di Strega
Massimo Sarchielli nel ruolo di Direttore del museo
Paolo Sena
 
 

MONTAGGIO

Fasano, Walter
 

COSTUMISTA

Amati, Ludovica

TRAMA

Sarah è dotata di straordinari poteri paranormali e quando, inavvertitamente, scatena lo spaventoso potere dell'oscura Mater Lachrimarum dovrà lottare con forza per fermare l'epidemia di suicidi scatenata dal suo gesto incauto.

CRITICA

"Tornato ad ambientare un assalto micidiale delle streghe nella sua Roma (sinistra e brutale come non mai), il caposcuola Dario incrementa l'inconfondibile repertorio con la consumata abilità che gli consente di non arretrare davanti a qualsivoglia effetto distruttivo, delirante, sadico o blasfemo. Lui può permetterselo, visto che lo spalleggiano musicisti, fotografi, scenografi che sanno il (terrorizzante) fatto loro; peccato che la stessa cosa non si possa dire per gli attori, mediamente nulli a cominciare dall'archeologa interpretata (?) dalla figlia Asia." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 25 ottobre 2007) "La storia, dichiaratamente fantastica e scritta da Dario Argento con la collaborazione di Jace Anderson e Adam Gierasch (già collaboratori di Tobe Hooper) oltre che di Walter Fasano e Simona Simonetti, chiede allo spettatore di sospendere la credibilità per lasciarsi andare al fascino (e al piacere) dei colpi di scena più o meno sanguinolenti. Questa operazione fatica però a prendere il via per due motivi sostanziali: l'inadeguato livello immaginifico delle scene e il dispregio totale di qualsiasi professionismo recitativo. Oltre che per lo scarso livello del gore, fermo ai 'soliti' sgozzamenti e accecamenti. Se in passato Argento era stato capace di creare almeno visivamente dei mondi coerenti e credibili, qui la storia procede per accumuli slegati tra di loro e le scene più slasher sembrano filmate per un manuale di fantasie patinate e non per destabilizzare le certezze rassicuranti dello spettatore. Certo, che la città del Papa debba essere salvata dalla trasgressiva Asia Argento è un paradosso che poteva prestarsi a ben più ironici svolgimenti, ma dopo l'episodio della madre che getta il figlio nel Tevere, Argento mette un freno alle idee e si limita a 'autocitarsi' (l'inquadratura elicoidale delle scale come 'Nell'uccello dalle piume di cristallo', i liquami come in 'Phenomena'), come a suggerire ai suoi cultori di essere tornato quello di una volta. Il che non sembra. Tristemente prevedibile, invece, il dilettantismo degli attori, in mezzo ai quali la povera Asia Argento stenta a trovare un interlocutore capace di offrirle una battuta come Strasberg comanda." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 2 novembre 2007) "Siamo nel cuore del miglior cinema di Argento, che torna al passato suo più grande, chiamando a sé la famiglia (la figlia Asia, la moglie Daria) e i vecchi collaboratori (Simonetti per le musiche). Certo, com'è noto, Argento non presta molta attenzione alla recitazione e ai dialoghi! E così, alla scena in cui una Asia contrita si mette a piangere con gesto improbabile, una vicina di posto esclama: 'Ammazza che attrice!'. Eppure, volevamo rassicurarla, questa 'Terza madre' è piuttosto accurata, con molti effetti speciali, una storia dotta, tra esoterismo e magia nera, e un richiamo a uno spunto autobiografico." (Dario Zonta, 'L'Unità', 2 novembre 2007) "Visto con una certa distanza dai tempi d'oro, bisogna dire che la 'Terza madre' ci restituisce almeno un Argento in discreta salute, certo ripresosi dagli abissi insulsi della 'Sindrome di Stendhal' e del 'Cartaio'. Un Argento passato per la serie televisiva americana dei 'Masters of Horror' e ricaricatosi di spirito anarchico e leggero, pronto a far muovere la camera come raramente si vede nel cinema italiano, a giocare con la paura, a strizzare l'occhio costantemente al suo pubblico. Che, dalla visione della 'Terza madre', esce a umore alternato. Molti si lamentano ('non è più quello di una volta'), altrettanti gongolano ('il maestro è tornato'). La verità sta nel mezzo. E ad essere ottimisti le 1acrime di questa madre fanno il nostro bicchiere mezzo pieno." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 2 novembre 2007)

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