La pianista2001

SCHEDA FILM

La pianista

Anno: 2001 Durata: 130 Origine: AUSTRIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Michael Haneke

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:tratto dal racconto "The Piano Teacher" di Elfriede Jelinek

Produzione:MK2 PRODUCTIONS, WEGA FILMS, LES FILMS ALAIN SARDE, ARTE, BAYERISCHER RUNDFUNK (BR), CANAL+, CENTRE NATIONAL DE LA CINÉMATOGRAPHIE (CNC), EURIMAGES, P.P. FILM POLSKI, ARTE FRANCE CINÉMA, ÖSTERREICHISCHER RUNDFUNK (ORF)

Distribuzione:BIM

ATTORI

Isabelle Huppert nel ruolo di Erika Kohut
Benoît Magimel nel ruolo di Walter Klemmer
Annie Girardot nel ruolo di Madre di Erika
Anna Sigalevitch nel ruolo di Anna Schober
Udo Samel nel ruolo di Dr. Blonskij
Susanne Lothar nel ruolo di Signora Schober
Cornelia Köndgen nel ruolo di Signora Blonskij
Thomas Weinhappel nel ruolo di Baritono
 
 

SCENEGGIATORE

Haneke, Michael
 

SCENOGRAFIA

Kanter, Christoph
 

COSTUMISTA

Beaufays, Annette
 

TRAMA

TRAMA CORTA Un'insegnante di pianoforte al Conservatorio di Vienna, Eirka Kohut, sopravvive al rapporto di odio-amore con l'anziana madre grazie alla doppia vita che conduce. Di giorno è una donna fredda e irreprensibile, di notte frequenta cinema porno e peep-show. Quando Walter, un suo allievo ventenne, si innamora di lei Erika pensa di poter dare finalmente sfogo alla sua passione repressa, ma la nevrosi non perdona. TRAMA LUNGA A Vienna oggi, Erika, donna matura, insegna al Conservatorio e dà lezioni private di pianoforte. A casa vive con la mamma, tra loro le liti sono frequenti e non mancano reciproci gesti violenti. Ad un concerto in una casa privata, Erika è avvicinata da Walter, giovane fascinoso e dall'aspetto intellettuale. Erika la sera, quando finisce il lavoro, va nei club dove si guardano video hard, oppure, quando fa notte, si reca nei drive-in, dove spia le coppie appartate in macchina. Walter intanto la vede di nuovo e le dice che vuole frequentare le sue lezioni. Erika si ritrae, si mostra dura e scostante. Finché un giorno, nel bagno del Conservatorio, lui la bacia e le dice 'ti amo'. Lei replica: 'Io non ho sentimenti, e anche per un giorno non prevarranno sulla mia intelligenza'. Di fatto Erika vuole essere padrona di quel rapporto nascente. Così sfida Walter, inviandogli una lettera in cui detta le condizioni per i loro incontri. Il ragazzo si ribella e una sera entra in casa di lei, chiude la mamma in una stanza, affronta Erika e la picchia con decisione. Erika rimane sanguinante a terra. Il giorno dopo, al concerto, i due si incontrano. Lui la saluta e scappa con gli altri. Lei si ferisce con un coltello, e poi esce dal teatro.

CRITICA

"Con 'La Pianiste' Michael Haneke torna alle atmosfere ossessive di 'Funny Games' per raccontare una storia alla Dottor Jekyll e Mr. Hyde. (...) 'La pianiste' instaura poco a poco un'atmosfera allucinata che non può lasciare indifferenti. Sarà anche l'ennesimo esercizio di nero pessimismo di Haneke, però lo stile è da grande regista e l'interpretazione di Isabelle Huppert è di quelle che si vedono raramente". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 15 maggio 2001) "Difficile esaurire sotto brevità i mille recessi di una vicenda che per la Jelinek è metafora dell'oppressione femminile compiuta in nome dell'arte. Ma raramente il cinema avrà offerto luce più nitida e spietata a un itinerario di autodistruzione. Che la Huppert incarna con uno slancio, un'intelligenza, un'aderenza così netta e consapevole da far quasi paura." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 maggio 2001) "Girato bene, recitato meglio, 'La pianista' lascia sgomenti, per la violenza morale, più che fisica. Nel curriculum di Haneke si spiegava quella micidiale di 'Funny Game', presenta a Cannes nel 1997, e detestato dall'allora giurato Moretti; quella della 'Pianista' è meno esplicita, più fine a se stessa, a dare un'ulteriore pennellata all'incubo domestico. Viene la curiosità di guardare nella vita privata di Haneke, oltre che in quella di Elfriede Jelinek, autrice del romanzo omonimo da cui è tratto. La Huppert si lascia docilmente infliggere ogni umiliazione con pertinacia e quasi addolora vederglielo fare. Per merito suo e della Girardot, 'La pianista' dà la contraddittoria voglia di uscire, per non essere coinvolti, e quella di restare, per vedere fin dove ci si può abbrutire coi propri personaggi". (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 19 ottobre 2001 "Il personaggio urtante è intensamente patetico, ma tutta la parte del film dedicata al singolare rapporto erotico risulta imbarazzante, goffa, anche ridicola: non salvata dalla calda furia né dalla impassibilità di Isabelle Huppert, molto brava". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 26 ottobre 2001)

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