SCHEDA FILM

La lunga estate calda

Anno: 1958 Durata: 118 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Martin Ritt

Specifiche tecniche:35 MM, CINEMASCOPE, DE LUXE

Tratto da:ispirato ai racconti "Barn Burning" e "The Spotted Horses" e al romanzo "The Hamlet" di William Faulkner

Produzione:JERRY WALD PRODUCTIONS

Distribuzione:FOX, 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT, DVD: 20TH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT (2009)

ATTORI

Paul Newman nel ruolo di Ben Quick
Joanne Woodward nel ruolo di Clara Varner
Anthony Franciosa nel ruolo di Jody Varner
Orson Welles nel ruolo di Will Varner
Lee Remick nel ruolo di Eula Varner
Angela Lansbury nel ruolo di Minnie Littlejohn
Richard Anderson nel ruolo di Alan Stewart
George Dunn nel ruolo di Peadboy
Sarah Marshall nel ruolo di Agnes Stewart
Mabel Albertson nel ruolo di Signora Stewart
Jess Kirkpatrick nel ruolo di Armistead
J. Pat O'Malley nel ruolo di Ratliff
William Walker nel ruolo di Lucius
Brian Corcoran nel ruolo di Harry Peabody (non accreditato)
Byron Foulger nel ruolo di Harris (non accreditato)
Eugene Jackson nel ruolo di Cameriere (non accreditato)
Helen Wallace nel ruolo di Signora Houstin (non accreditata)
I. Stanford Jolley nel ruolo di Houston (non accreditato)
Jim Brandt nel ruolo di Linus Olds (non accreditato)
Lee Erickson nel ruolo di Tom Shortly (non accreditato)
Nicholas King nel ruolo di John Fisher (non accreditato)
Pat Rosemond nel ruolo di La negretta (non accreditata)
Ralph Reed nel ruolo di J.V. Bookright (non accreditato)
Robert Adler nel ruolo di Autista dell'ambulanza (non accreditato)
Steve Widders nel ruolo di Buddy Peabody (non accreditato)
Terry Rangno nel ruolo di Pete Armistead (non accreditato)
Val Avery nel ruolo di Wilk (non accreditato)
Victor Rodman nel ruolo di Giudice di pace (non accreditato)
 
 

MUSICHE

North, Alex
 

MONTAGGIO

Leoffler, Louis R.
 

COSTUMISTA

Palmer, Adele
 

EFFETTI

Abbott, L.B.

TRAMA

Ben Quick, un giovane che non trova lavoro per la sua triste, sebbene immeritata, fama d'incendiario, dopo aver lungamente peregrinato, capita in un grosso centro rurale del Mississipi, dove viene accolto nell'azienda agricola di Willy Varner, grande proprietario, energico e dispotico, abituato a dominare tirannicamente i suoi dipendenti e la sua famiglia. Il suo modo di fare gli ha tolto l'affetto dei figli che ha sempre costretto ad obbedire in tutto ai suoi voleri. Il figlio Jody ha sposato Julia, giovane donna piena di vitalità e perciò gradita al suocero, il quale però rimprovera ai due la mancanza di figlioli, mentre rinfaccia al figlio lo scarso contributo recato alla prosperità dell'azienda familiare. La figlia Clara non è ancora sposata: le sue simpatie vanno ad un giovane nobiluomo del paese, Allan, dominato dalla madre, perennemente indeciso, che l'energico William non può certo vedere di buon occhio. Ben Quick ottiene da Jody un terreno da coltivare; il vecchio William, tornando a casa dopo un lungo periodo di cura, è dapprima preoccupato per la presenza di Quick, del quale gli è nota la triste fama. Ma il fare risoluto di Ben Quick piace al vecchio, il quale gli affida il disbrigo di certi affari non molto puliti; gli dà carta bianca per riassestare un emporio troppo trascurato dal figlio e non nasconde il proposito di dargli sua figlia in sposa. Ma il favore concesso al forestiero dal padre, che glielo propone ad esempio, ed il contegno stesso di Ben, che con la sua astuzia si fa beffe di lui, esasperano Jody, che un giorno, in un accesso di pazzo furore, chiude il padre nella stalla e vi appicca il fuoco. Ma appena compiuto il gesto, si pente e libera il padre, il quale comprende il suo dramma e generosamente lo perdona. Ben, che la folla crede responsabile dell'incendio, corre il pericolo d'essere linciato. Lo salva Clara, che ha capito di amarlo: i due si sposeranno con grande soddisfazione del vecchio Will.

CRITICA

"Il lavoro, libera riduzione di un romanzo di Faulkner, riecheggia i motivi del film 'Picnic', ma non riesce a dare ai personaggi vigore ed originalità. Il racconto si trascina stancamente attraverso contrasti convenzionali, verso una conclusione ovvia. La scarsa consistenza del lavoro, non permette agli interpreti di dare la misura del loro valore. Regia mediocre". (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 43, 1958)

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