La domenica specialmente1991

SCHEDA FILM

La domenica specialmente

Anno: 1991 Durata: 117 Origine: BELGIO Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:PANORAMICA, 35 MM

Tratto da:quattro racconti tratti dalla raccolta "Il polverone" di Tonino Guerra (Ed. Bompiani)

Produzione:GIOVANNA ROMAGNOLI, MARIO ORFINI, AMEDEO PAGANI PER BASIC CINEMATOGRAFICA ,TITANUS DISTRIBUZIONE, RAIDUE (ROMA), PARADIS FILM, INTERMEDIAS (PARIGI) - DUSK MOTION PICTURES (BRUXELLES)

Distribuzione:TITANUS - TITANUS DISTRIBUZIONE VIDEO, NUMBER ONE VIDEO (SCHERMO ITALIANO)

TRAMA

"Il cane blu" - Il calzolaio-barbiere Amleto, solo e scorbutico, in un caratteristico paese romagnolo non riesce a liberarsi da un cane con macchia blu sul naso, che gli si è inspiegabilmente affezionato e si ostina a seguirlo sul lavoro e fuori. Alla fine, esasperato dal suo continuo abbaiare, una notte gli spara, ma l'indomani ne rinviene le macchie di sangue ma non la carcassa. Qualcuno gli dice che l'ha solo ferito. L'uomo allora lo cerca, vagando febbrilmente dal paese alle alture circostanti, finché, recatosi su un tumulo di sassi sotto il quale gli è stato asserito che il cane era stato sepolto, l'animale gli riappare misteriosamente, festante, scodinzolante e abbaiante, e riprende a seguirlo. "La neve sul fuoco" - Una giovane popolana si sposa sul finire dell'autunno, e va ad abitare in campagna nella casa della suocera. Le abbondanti nevicate isolano praticamente i due sposi, che non trovano di meglio che abbandonarsi alle loro effusioni amorose. La giovane donna si accorge di esser spiata dalla suocera attraverso una mattonella sconnessa della camera soprastante, ma le fa un cenno di complice intesa. La suocera confessa in seguito la propria morbosa curiosità all'anomalo prete del luogo. Alla morte di lei anche la nuora confesserà al medesimo prete la propria complicità, adducendo il motivo di aver voluto far sentire meno sola l'anziana donna. "La domenica specialmente" - Un turista tedesco, Vittorio, nell'attraversare in macchina, di domenica, un ponte su una località fluviale della Romagna, è incuriosito da un piattello rosso che gli cade fra le ruote. Sceso sul greto del fiume, vi incontra Marco, un ragazzo semideficiente, sorvegliato dalla sorella Anna, una bella ragazza che attrae il turista e lo invoglia a tentare un'avventura. Ma la ragazza gli sfugge, preferendogli morbosamente il fratello. Al turista non rimane che consolarsi con una prostituta del posto... "Le chiese di legno" - Un tale, di dubbia sanità mentale, si aggira per Rimini durante una stagione balneare, imbambolato di giorno davanti alla fotomodella di un tabellone pubblicitario, che gli sembra animarsi e invitarlo maliziosamente, e allocchito la sera dal luccichio dei "luna park" e delle insegne luminose di locali pubblici, discoteche, ristoranti, bar, che promettono mirabilia a quanti vi si affollano. Quando rimane colpito da tre imbarcazioni illuminate che si avvicinano alla costa, da cui provengono voci salmodianti, si fa loro incontro e si getta in mare salendo sulla più vicina.

CRITICA

"Il primo episodio intitolato "Il cane blu" è il migliore. Raccontato con bel ritmo e vivacità, interpretato da un eccezionale Noiret e da un cagnolino altrettanto bravo." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa') "I quattro momenti narrativi del film rispondono bene, pur nella diversa risonanza stilistica, al nucleo, se non ai modi, delle composizioni di Tonino Guerra: la solitudine." (Francesco Bolzoni, 'L' Avvenire') "L'attenzione intrisa di stupore per la natura, il gusto per i sentimenti al limite, la tentazione ricorrente della parabola, alla quale Guerra regala la leggerezza pensosa della favola, sono le coordinate fondamentali di questa poetica che i quattro registi della domenica specialmente rielaborano in tutta libertà." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero') "E' un film tenero, che attraversa in punta di piedi territori a rischio sul piano cinematografico come la terza età, la sessualità, il rapporto madre figlio: a fine percorso, fatto di immagini non troppo sofisticate ma discrete, nessuna lezione e un piccolo brivido di commozione." (Viviana Del Bianco, 'La Rivista del Cinematografo') "'La Domenica specialmente': un affettuoso monumento a cura di quattro giovani registi in gloria del Patriarca Tonino." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera') "Tutto il film, da considerarsi, nonostante le firme, un' esercitazione soprattutto intellettuale: in cui il cinema non ha molta parte." (Il Tempo)

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