SCHEDA FILM

La carne

Anno: 1991 Durata: 95 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:GROTTESCO

Regia:Marco Ferreri

Specifiche tecniche:PANORAMICA

Tratto da:-

Produzione:GIUSEPPE AURIEMMA PER M.M.D. PRODUZIONE

Distribuzione:CHANCE FILM DISTRIBUZIONE - PANARECORD

ATTORI

Sergio Castellitto nel ruolo di Paolo
Francesca Dellera nel ruolo di Francesca
Philippe Léotard nel ruolo di Nicola
Farid Chopel nel ruolo di Aldo
Petra Reinhardt nel ruolo di Giovanna
Gudrun Gundlach nel ruolo di Moglie di Nicola
Nicoletta Boris
Pino Tosca
Sonia Topazio
Clelia Piscitelli
Elena Wiedermann
Eleonora Cecere
Matteo Ripaldi
Daniele Fralassi
Salvatore Esposito
 

SOGGETTO

Ferreri, Marco
 
 

SCENOGRAFIA

Canevari, Sergio
 

COSTUMISTA

Ercole, Nicoletta

TRAMA

Impiegato comunale, pianista per hobby in un pubblico locale, divorziato con due figli (di cuiiì si occupa la ex moglie), Paolo ricorda spesso sua madre e la Prima Comunione, con la quale gli pare di vivere una esperienza totalizzante nel divino. Nel night dell'amico Nicola conosce la giovane Francesca: opulenta, reduce da un aborto, assolutamente "fisica" malgrado il fascino spirituale subìto frequentando un guru indiano. L'intimità scocca fra i due: per Paolo è la vittoria dell'ultrasesso e della fusione che tutto completa ed esalta, fusione che la sacerdotessa gli assicura grazie ad una speciale tecnica orientale che permette al compagno uno stato di permanente efficienza. I due si rifugiano su di una spiaggia isolata a sud di Roma, dove Paolo ha una casetta. Riempito il frigo di carne e altro cibo, la coppia passa il tempo in amplessi, interrotti solo da una rapida incursione dei due figli in visita a Paolo e da un gruppetto di amici. Ma Francesca è migrante, come le cicogne che volano nei paraggi e ad un dato momento pensa di andarsene in altri lidi, mentre il partner capisce che per "comunicare" davvero non c'è che una alternativa: o amarsi totalmente o fare a pezzi quel corpo bianchissimo e voluttuoso di donna, metterlo in frigo e mangiarselo in riva al mare davanti al sole. Così, dopo aver fatto animalescamente l'amore nella cuccia del prediletto cane Giovanni, l'ansia insana di Paolo viene appagata.

CRITICA

"Ferreri ha privilegiato soprattutto il paradosso, non disdegnando, nel comporlo, scherzi e aforismi d'ogni tipo. In più di un risvolto narrativo riesce a farsi seguire con un certo interesse. C'è finalmente Francesca Dellera non doppiata. Non recita, ma dovendo proporsi come oggetto, basta e avanza. (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 10 maggio 1991). "Se il film fa venire buon appetito è grazie alla sua tenuta spettacolare, tutta affidata alla stravaganza, alla vivacità dell'andamento, al surrealismo delle situazioni. Il maggior dono del film è comunque Francesca Dellera; è il simbolo prezioso d'una femminilità sublimata dall'estremo sacrificio infantile e materna nella sua ghiottoneria." (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero', 10 maggio 1991). "Ferreri insegue troppi temi che non hanno un logico sviluppo. E la sua estrema sfida consiste nel consegnarci un film divertente, sgangherato e onnicomprensivo." (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 10 maggio 1991). "Che il film sia divertente, non direi proprio. Al di là di certi passaggi, è opaco, stiracchiato. Neppure tanto preciso nel suggerire il "sugo" della storia." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 11 maggio 1991)

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