INDAGINI SPORCHE - DARK BLUE2002

SCHEDA FILM

INDAGINI SPORCHE - DARK BLUE

Anno: 2002 Durata: 118 Origine: GERMANIA Colore: C

Genere:AZIONE, DRAMMATICO, POLIZIESCO, THRILLER

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:ALPHAVILLE FILMS - COSMIC PICTURES - INTERMEDIA FILM EQUITIES - IM FILMPRODUKTION

Distribuzione:CDI

TRAMA

Nel mese di aprile del 1992 quattro poliziotti bianchi vengono prosciolti dall'accusa di aver picchiato il motociclista afroamericano Rodney King. Subito dopo in città scoppiano disordini razziali. La polizia a questo punto addestra segretamente un gruppo di mercenari pronti ad uccidere. Un giovane poliziotto si troverà a dover prendere la decisione giusta davanti alla sua coscienza e ad un suo collega più anziano.

CRITICA

"Ellroy ha scritto il soggetto pensando a Kurt Russell, che l'ha ripagato con una prova straordinaria. Ma anche il resto del cast è perfetto. Shelton ha fatto un gran lavoro con pochi mezzi. Un affresco sociale dai mille risvolti psicologici. Ellroy ha apprezzato. Nonostante l'abbiano pagato molto poco". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 10 gennaio 2003) "Contesto classico del cop movie: la metropoli, le collusioni tra polizia e criminali, la coppia veterano - novizio in situazioni estreme. Ma il soggetto di James Ellroy garantisce una novità. (...) Vincitore del Noir di Courmayeur, il film arriva da noi prima che in America, dove ha stentato a trovare un'uscita nelle sale a causa dell'argomento". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 gennaio 2003) "James Ellroy è uno scrittore che da del tu a Los Angeles (...) Kurt Russell è un attore/jena che soffre di eccessi di confidenza in quel di L.A. Il connubio cavalca la giustizia sommaria lungo strade arcinote: sospetti ambigui, corruzione onnivora, arci-sceriffi, pivelli (non d'animo!) in divisa. Ma la regia bada bene che su tanto marcio irredento non batta il sole di troppe verità". (Alessio Guzzano, 'City', 10 gennaio 2002) "'Dark Blue' è un ruvido poliziesco come si facevano una volta, sporco, anche tirato via (volutamente), però lontano dalla plasticità inodore del thriller contemporaneo. Proiettati verso un passato di genere che gente come Lumet sapeva sviscerare in ogni sua piega, Shelton, che non è un autore ma comunque capisce di cinema, lo sceneggiatore David Ayer e James Ellroy (suo il soggetto), ci fanno (ri)vedere un abisso, senza grandi pretese di grandi verità sull'uomo o sul mondo che non siano mai state enunciate, ma con bella determinazione. E non fuggono, giustamente, di fronte all'intimismo e al sentimento. Ottime le sequenze ambientate durante le rivolte in strada, tra fumo e rabbia, carpenterriane nello spirito. Vincitore del Noir in Festival 2002". (Pier Maria Bocchi, 'Film Tv', 14 gennaio 2003) "Il bianco e il nero sono la miscela esplosiva di 'Indagini sporche'. Che si tratti della love story tra l'aiuto di Perry (Scott Speedman) e l'avvenente tenente (Michael Michele). Che si tratti della coppia criminale caffellatte che stende quattro persone durante una rapina, che si tratti del capo (Brendan Gleeson) e del vicecapo del dipartimento (Ving Rhames). Che si tratti di poliziotti bianchi picchiatori e di automobilisti neri massacrati. Situazioni che fanno scintille e che manderanno in fumo la città. Kurt Russell si conferma un gigante del grande schermo e il vicecapo Ving Rhames non è da meno. Ma è Shelton a stupire per il modo in cui controlla storia e insert autentici. E soprattutto per avere saputo realizzare un film che inchioda e indigna con un budget ridicolo per gli standard Usa: 5 milioni di dollari. Per l'establishment la corruzione poliziesca è argomento meno amato dello sport. Infatti il film, che ha vinto il festival Noir di Courmayeur, esce prima in Italia che negli States". (Riccardo Batacchio, 'il Manifesto', 11 gennaio 2003) "'Indagini sporche' non è un grande film, ma solleva questioni legate ai principi morali calpestati dalle forze di polizia. (...) Esasperato nei toni, aggressivo nei dialoghi, prevedibilmente violento, 'Indagini sporche' si avvale di un protagonista in stato di grazia, il sottovalutato Kurt Russell, capace di sfumare i confini tra il bene e il male con raffinata espressività. Pur indebitato con 'Training Day', il film ha comunque buoni motivi per essere visto". (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 10 gennaio 2003) "E' così violenta e nichilista l'attività della banda di polizia che si stenta a crederci. E' l'unico limite di un poliziesco sporco e cattivissimo che riesce a inserire la finzione in uno sfondo di realtà che la esalta, con il contributo determinante della fotografia sgranata ('dark blue', come dice il titolo originale) di Barry Peterson e di una sceneggiatura solida presentata al regista Shelton

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