Immortals2011

SCHEDA FILM

Immortals

Anno: 2011 Durata: 110 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, FANTASY

Regia:Tarsem Singh

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:RELATIVITY MEDIA, ATMOSPHERE ENTERTAINMENT MM, HOLLYWOOD GANG PRODUCTIONS

Distribuzione:RAI CINEMA/01 DISTRIBUTION

ATTORI

Henry Cavill nel ruolo di Theseus
Freida Pinto nel ruolo di Phaedra
Mickey Rourke nel ruolo di Re Hyperion
John Hurt nel ruolo di Vecchio Zeus
Kellan Lutz nel ruolo di Poseidone
Joseph Morgan nel ruolo di Lysander
Isabel Lucas nel ruolo di Athena
Luke Evans nel ruolo di Zeus
Stephen Dorff nel ruolo di Stavros
Robert Maillet nel ruolo di Minotauro
Stephen McHattie nel ruolo di Cassander
Corey Sevier nel ruolo di Apollo
Greg Bryk nel ruolo di Nycomedes
Alan Van Sprang nel ruolo di Dareios
Steve Byers nel ruolo di Heracles
Anne Day-Jones nel ruolo di Aethra
Daniel Sharman nel ruolo di Ares
Dylan Smith nel ruolo di Stephanos
Gage Munroe nel ruolo di Acamus
Luccio Romano Orzari nel ruolo di Icaro Romano Orzari
Matthew G. Taylor nel ruolo di Mondragon
Peter Stebbings nel ruolo di Helios
 
 

SCENOGRAFIA

Foden, Tom

TRAMA

Il sanguinario re Hyperion, alla ricerca dell'Arco magico che potrebbe liberare i Titani rimasti imprigionati nel Monte Tartarosun, dovrà vedersela con il giovane Theseus, scelto segretamente da Zeus per combattere il malvagio Re e salvare il suo popolo da una terribile minaccia...

CRITICA

"La mitologia a misura di adolescenti. Potrebbe essere la ricetta vincente di 'Immortals', non a caso prodotto da quelli di '300' cui i riferimenti sono chiari (ma con un occhio anche al successo televisivo di 'Spartacus'). Un peplum ambientato nell'antica Grecia, con Mickey Rourke strepitoso 'villain' che vuole distruggere l'umanità e il contadino Teseo (Henry Cavill), fisico scolpito, che gli si oppone con l'aiuto degli dei dell'Olimpo e della bella Freida Pinto in versione Oracolo della Sibilla. Un videogame che piace." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 11 novembre 2011) "Piacerà a chi ama il peplum (ovvero le antiche 'ercolate') specie quando è manipolato da qualche regista immaginifico, come l'indù di Hollywood Tarsem Singh, che ci lustra gli occhi con una selvaggia, incessante tavolozza di colori ("Caravaggio incontra 'Fight Club'" è uno degli sfrontati slogan di lancio)." (Giorgio Carbone, 'Libero', 11 novembre 2011) "«Un mix tra 'Caravaggio' e 'The Fight Club», «una via di mezzo tra 'Old Boy' e Fight Club» e «l'antica Grecia ritratta in un quadro del Rinascimento», così Tarsem Singh descrive 'Immortals'. Rinascimento e Caravaggio non sono proprio la stessa cosa, ma non c'è dubbio che 'Immortals' sia un film pittorico, visivamente studiatissimo, come tutti i lavori del regista indiano di 'The Cell' (2000) e 'The Fall' (2006). Con tre soli lungometraggi realizzati nell'arco di undici anni (ma fa molta pubblicità e videomusicali) ogni nuovo Tarsem è un po' un evento. (...) Il tutto non è necessariamente organizzato in successione logica o mitologicamente accurata, ma anche questo fa parte dello stile del regista. Persino la maggior parte delle convenzioni del peplum vengono scavalcate, insieme all'ironia che spesso sottende quel genere. Attraversato da fiumi di sangue rossissimo, seppellito in una notte digitale quasi eterna, decine di corpi statuari, scolpiti con la luce (effettivamente cavareggesca), silhouettati sul suo sfondo, 'Immortals' mette in scena una battaglia dopo l'altra. (...) Il pulp iperbolico e frammentatissimo evocato in quella carneficina di spartani è qui filtrato dall'elaborata meraviglia che caratterizza il cinema di Tarsem. La premessa è interessante anche se il montaggio frenetico e la componente macho-ridicola prendono il sopravvento sul lirismo visivo e la stilizzazione visiva del regista. 'Immortals' arriva nelle sale in formato stereoscopico digitalizzato dopo le riprese, ma è evidente che, nella composizione delle inquadrature, Tarsem aveva in mente una versione 'aggraziata', raccolta dentro lo schermo della terza dimensione. Attenzione però agli schizzi di sangue." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 11 novembre 2011) "Dimenticate Minosse, il Minotauro e la fondazione di Atene. Qui Teseo (Henry Cavill) si occupa di altro. Il giovane elleno protetto da Zeus deve impedire al perfido Re Iperione (Mickey Rourke, troppo gigione) di mettere le mani sul magico arco di Epiro in grado di risvegliare i Titani contro gli Dei. Dopo '300' e 'Scontro tra Titani', torna la mitologia greca riscritta in chiave di fantasy hollywoodiano con combattimenti al ralenti, sfondi ricostruiti al computer e una Grecia 'scandinava' che ricorda la Terra di Mezzo. 'Immortals' stupisce per due ragioni. 1. La regia dell'indiano Tarsem ('TheCell', 'TheFall') è potente ma senza volgarità. 2. Gli Dei non chiacchierano seduti nell'Olimpo ma scendono in campo a tirare, e prendere, mazzate. Cavill sarà il nuovo Superman. Qui è un Teseo teso al punto giusto. 3D deludente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 11 novembre 2011) "E' uno schiavo e non il figlio del re di Atene come vuole la leggenda, ma si chiama Teseo ed è un protetto degli dei il protagonista di 'Immortals', che aggiorna all'epoca del 3D e degli effetti speciali il vecchio peplum. Lo dirige Tarsem Singh, regista di origine indiana che ha studiato in Usa dove si è conquistato una certa fama con film di nicchia ('The Cell', 'The Fall') di spiccata vocazione epico-visionaria. E ora, pur concepito per un pubblico pop corn di adolescenti, 'Immortals' è l'ulteriore conferma di un sofisticato talento figurativo. Mescolando spunti orientali e occidentali (del gruppo di collaboratori fa parte l'ottima costumista Eiko Ishioka), arte classica e contemporanea, Tarsem reinventa fra interni ed esterni un paesaggio mitologico che non sarebbe dispiaciuto a Fellini (ed è infatti anche un po' debitore delle scenografie di Dante Ferretti). Scene d'azione tese e ben coreografate, un protagonista muscolare, Henry Cavill (il nuovo Superman), meno inespressivo di altri; un cattivo di spessore incarnato da Mickey Rourke, e un John Hurt a perfetto agio, da bravo interprete shakespeariano, nei panni di un vecchio che in realtà è Zeus." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 11 novembre 2011) "Una boiata mitologica, avrebbe chiosato Fantozzi. Dai produttori di '300', che al confronto è Kubrick, un altro excursus non petito tra Grecia e Olimpo, con Teseo (Henry Cavill) che si porta a Ietto l'oracolo Freda (Freida Pinto) e gonfia i pettorali, re Iperione (Mickey Rourke, tristezza) che molla il queer di Serse ('300') e opta per il sadomaso da battaglia, Zeus giovane (Luke Evans), vecchio (John Hurt) e ugualmente insipido, nonché l'eterna lotta tra Bene e Male da inzuppare con il Tea Party delle 5 e altri ideologici 'noi versus loro'. Scrivono i due fratelli greco-americani - indi, utili idioti - Charles e Vlas Parlapanides, dirige l'indiano Tarsem Singh con 3D d'ordinanza, svariati fondali di cartapesta CGI e dialoghi - su tutti, quelli tra Teseo e Freda - intesi per minus habens, e solo per loro. Non bastasse, dietro al solito 'dei, patria e famiglia', spira un'arietta morbosa, un po' BDSM e un po' sadiana Justine (sacerdotesse che muggiscono rinchiuse in un toro rovente), ma noi stiamo con Eraclito: Panta rei, anche al cinema." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 novembre 2011)

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