SCHEDA FILM

Il raccomandato di ferro

Anno: 1959 Durata: 95 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:SATIRICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:novella di Augusto Gotti Lega

Produzione:ACHILLE PIAZZI PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE

Distribuzione:LUX FILM

TRAMA

Augusto Zinconi, con l'aiuto di una raccomandazione con la firma, da lui falsificata, di un sottosegretario, ottiene un impiego presso la Record Petroleum di Mestre. Ma la vita del piccolo impiegato non si confà al suo temperamento di affarista, né al suo amore per la vita comoda. La sua inguaribile indisciplina fa sì che il terribile capoufficio lo prenda di mira, animato dal fermo proposito di fargli perdere il posto. Ma per sua fortuna, il Direttore Generale vede le cose sotto un altro aspetto. Quando il sottosegretario, del quale Augusto ha falsificato la firma, diventa Ministro delle Finanze, il Direttore, credendo davvero che si tratti di un amico d'infanzia di Zinconi, spedisce quest'ultimo a Roma perché cerchi di ottenere l'accoglimento di un'importante richiesta, presentata dalla Compagnia alcuni anni prima, ed alla quale non è stato ancora risposto. Giunto nella capitale, Augusto si dà subito da fare; e la fortuna lo favorisce in modo strabiliante. Egli apprende che l'autorizzazione chiesta dalla Compagnia è stata accordata ed il Ministro ha firmato il relativo documento il giorno prima. Naturalmente Augusto ascrive a sé tutto il merito del lieto evento, e le sue azioni subiscono un rialzo vertiginoso. Ma improvvisamente viene annunciata la visita del Ministro agli stabilimenti della Record Petroleum: per l'audace mistificatore si profila il disastro. Quando il maligno capoufficio, che ha subodorato l'inganno lo presenta al Ministro, Zinconi è rassegnato alla sua sorte. Ma la fortuna non l'abbandona: per potersi liberare dalle persone che lo attorniano, il Ministro finge di conoscere Augusto e si apparta con lui. La Record Petroleum manda Zinconi a Roma come direttore dell'ufficio delle "public relations".

CRITICA

"Questa commedia vuole essere una satira all'ambiente della burocrazia: qualche volta diverte e offre uno spettacolo brillante, anche se privo di qualunque pretesa di originalità". (Umberto Tani, 'Intermezzo', 13, 15 luglio 1959). "Il film sfrutta solo superficialmente un tema, che sarebbe suscettibile di più ampi sviluppi nel campo della satira del costume; non manca tuttavia di qualche felice trovata". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 45, 1959)

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