SCHEDA FILM

Il conte di Matera

Anno: 1957 Durata: 90 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:CINEPANSCOPE

Tratto da:-

Produzione:FORTUNATO MISIANO PER ROMANA FILM

Distribuzione:SIDEN

TRAMA

Un soldato lacero e ferito porta al vecchio Duca di Matera due ferali notizie: suo figlio Paolo è morto in combattimento e il feroce Conte di Tramontana marcia sulla città. La prima notizia è inesatta: mentre il popolo e i nobili si preparano ad opporre una resistenza passiva all'invasore, il Duca e la figlia prendono la via dell'esilio, dove il vecchio è destinato a morire. Prima di spirare il vecchio rivede il figlio Paolo, scampato alla morte: al cospetto del padre morente, Paolo giura di ridonare la libertà alla sua patria. Intanto il Conte di Tramontana opprime i cittadini e rivendica spavaldamente l'esercizio dei più esecrati diritti feudali. Gruppi di cittadini ordiscono congiure, ma le rivolte vengono soffocate nel sangue. Giunge al castello Greta, la figlia del Conte di Tramontana, la cui generosa natura sta in aperto contrasto con quella del padre. Un giorno Greta, essendo caduta da cavallo, è soccorsa da un giovane sconosciuto: scopre in seguito che si tratta di Paolo Bressi, il figlio del defunto Duca, del quale ella s'innamora. Il padre vorrebbe farle sposare Filiberto, il suo uomo di fiducia, che desidera questo matrimonio solo perché gli assicurerebbe la successione nel Ducato. Ma il bieco Tramontana si sente sempre meno sicuro. Quando viene a sapere che Gisella, la figlia del defunto Duca, ha sposato il Conte Mario del Balzo, la fa rapire. Il sopruso scatena la ribellione dei popolani, che guidati da Mario e da Paolo, assaltano il castello. Intanto il perfido Filiberto manifesta chiaramente i suoi propositi e dopo aver fatto imprigionare Greta, uccide il suo signore, il Conte di Tramontana. Giungono però i liberatori che salvano Gisella e Greta. Filiberto viene ucciso da Paolo, che essendo, ormai a capo della sua città, sposerà Greta.

CRITICA

"E' uno dei soliti film drammatici in costume, nè vi mancano alcuni fra i consueti ingredienti: invocazioni di libertà e di giustizia, vendette e duelli, amori e passaggi segreti. Il lavoro non ha pretese artistiche." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 44, 1958).

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