Il cappotto1952

SCHEDA FILM

Il cappotto

Anno: 1952 Durata: 85 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:COMMEDIA, DRAMMATICO, FANTASY, SATIRICO

Regia:Alberto Lattuada

Specifiche tecniche:35 MM (1:1.37)

Tratto da:racconto omonimo di Nikolaj Vasil'eviè Gogol

Produzione:ANTONIO ANSALDO PATTI E ENZO CURRELLI PER FARO FILM, TITANUS

Distribuzione:TITANUS - MONDADORI VIDEO

ATTORI

Renato Rascel nel ruolo di Carmine De Carmine
Yvonne Sanson nel ruolo di Caterina
Giulio Stival nel ruolo di Il Sindaco
Antonella Lualdi nel ruolo di Vittoria
Ettore G. Mattia nel ruolo di Segretario generale
Giulio Calì nel ruolo di Il sarto
Anna Carena nel ruolo di Padrona di casa
Sandro Somare' nel ruolo di Fidanzato della padrona di casa
Loris Gizzi nel ruolo di Costruttore
Silvio Bagolini nel ruolo di Conducente carro
Alfredo Ragusa
Angela Bevilacqua
Claudio Ermelli
Dina Perbellini
Gigi Bonos
Giovanni Ranucci
Gondrano Trucchi
Marco Ferreri
Mimmo Poli
Mimo Billi
Nino Marchetti
Olinto Cristina
Paolo Reale
Riccardo Legioni
 

SOGGETTO

Gogol', Nikolaj
 
 

MONTAGGIO

Da Roma, Eraldo
 

SCENOGRAFIA

Polidori, Gianni
 

COSTUMISTA

Cecchi, Dario

TRAMA

Carmine De Carmine, giovane e modesto impiegato comunale, avrebbe urgente bisogno di un cappotto nuovo visto che quello che porta da tempo, ormai vecchio e logoro, lo fa sfigurare e costituisce per lui un incubo. Ma che può fare se il suo scarso stipendio non gli permette d'affrontare la spesa? Gli accade un giorno di sorprendere una conversazione tra due appaltatori che lo mette al corrente di certi loschi maneggi. E' una fortuna insperata, infatti, per assicurarsi il suo silenzio, il segretario comunale gli fa avere un anticipo che lo mette in condizione di acquistare il cappotto. Alla festa di Capodanno, alla quale partecipano colleghi e superiori, Carmine, pavoneggiandosi nel nuovo cappotto ed eccitato dai fumi dell'alcool, trova il coraggio di dire al sindaco alcune amare verità in difesa della povera gente e di fare un turbinoso giro di valzer con la bella amante del sindaco. Ma rincasando, Carmine viene derubato del cappotto e il suo dolore è tale che ne muore. Anche dopo morto, il poveretto procura dei fastidi al sindaco: il suo carro funebre intralcia le manifestazioni cittadine in onore di un'eccellenza; il suo spettro, dopo aver allarmato l'intera cittadinanza, si presenta al sindaco, che ne resta profondamente turbato e decide di cambiar vita.

CRITICA

"(...) E' incontestabile, pertanto, che questo film occupa uno spazio a parte, quasi unico, nella produzione italiana del dopo guerra, sorta di saggio sulla difficoltà dell'essere paragonabile soltanto ad "Umberto D". Nell'opera di Lattuada (questo film) è più vicino a "Giacomo l'idealista" che al "Bandito" e rappresenta senza dubbio l'aspetto più personale e più segreto del suo talento (...). La recitazione è precisa, perfetta la tecnica dell'inquadratura, e la direzione degli attori è molto intelligente". (Jacques Doniol-Valcroze, "Cahiers du Cinéma", maggio 1954).

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