I magliari1959

SCHEDA FILM

I magliari

Anno: 1959 Durata: 107 Origine: FRANCIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia:Francesco Rosi

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:FRANCO CRISTALDI PER VIDES, TITANUS, S.G.C.

Distribuzione:TITANUS DISTRIBUZIONE - MONDADORI VIDEO

ATTORI

Alberto Sordi nel ruolo di Ferdinando Magliulo, detto Totonno
Belinda Lee nel ruolo di Paula Mayer
Renato Salvatori nel ruolo di Mario Balducci
Nino Vingelli nel ruolo di Vincenzo
Aldo Giuffré nel ruolo di Armando
Lina Vandal nel ruolo di Frida
Aldo Bufi Landi nel ruolo di "Rodolfo Valentino"
Nino Di Napoli nel ruolo di Ciro
Carmine Ippolito nel ruolo di Don Raffaele Tramontana
Pasquale Cennamo nel ruolo di Don Gennaro
Josef Dahmen nel ruolo di Herr Mayer
Antonio La Raina
Else Knott
Salvatore Cafiero
Ubaldo Granata
 

MUSICHE

Piccioni, Piero
 

MONTAGGIO

Serandrei, Mario
 

SCENOGRAFIA

Bartels, Dieter
 

COSTUMISTA

Urbinati, Graziella

TRAMA

Mario Balducci, giovane operaio italiano, sta per lasciare Hannover, dove ha tentato invano di far fortuna, per tornare in Italia, ma conosce per caso Totonno, astuto trafficante romano che si è arricchito vendendo stoffe e tappeti, e si fa convincere a restare. Mario si mette a lavorare con Totonno, poi entra al servizio di Raffaele, un intraprendente napoletano che ha organizzato su vasta scala, per mezzo di un gruppo di magliari, la vendita di stoffe in tutta la Germania Occidentale. Però Totonno, che si vuol creare una posizione indipendente, convince i magliari ed anche Mario a lasciare don Raffaele e a lavorare sotto i suoi ordini per conto di un certo Mayer, un ricco tedesco. I magliari si trasferiscono da Hannover ad Amburgo, ma qui cominciano ben presto i guai: i napoletani hanno spodestato un gruppo di profughi polacchi che si vendicano degli intrusi sabotando la loro attività e rendendola difficile e pericolosa. Inoltre Mayer ha una moglie giovane ed avvenente che dimostra molta simpatia per Mario: tra i due si stabilisce ben presto una relazione, favorita da Totonno nella speranza che questo contribuisca a legare Mario e gli altri all'organizzazione commerciale di Mayer. Ma gli eventi precipitano: tra i magliari e i polacchi si accende una violenta zuffa che provoca l'intervento della polizia. I magliari si rifiutano di continuare a lavorare agli ordini di Totonno che, non sapendo come superare la difficile situazione, tenta di ricattare la moglie di Mayer: questa però trova modo di bloccare l'attacco. Mayer si mette d'accordo con don Raffaele, che riprende in mano l'organizzazione dopo aver cacciato via Totonno. Mario cerca di convincere la moglie di Mayer a fuggire con lui in Italia, ma la donna, che ha conosciuto la miseria, non vuol rinunciare all'agiatezza raggiunta.

CRITICA

"La cosa più grave, poi, è che tutti e due, nelle loro ambizioni, peccano per eccesso. Rosi eccede nel tragicizzare la sorte e l'attività dei magliari. Sordi nel frivolizzarle. Rosi li vede con gli occhi dei film neri americani; Sordi, invece, si diverte a storpiare il tedesco con la fraseologia trasteverina. Ne esce la sgradevole impressione di assistere a un film semiserio, dove Al Capone, improvvisamente impazzito, si sia messo a capeggiare una banda di 'soliti ignoti'". (Callisto Cosulich, 'Italia Domani', 41, ottobre 1948). "E' un racconto fiacco: l'indagine di costume e la denuncia morale appaiono soffocate nella ristrettezza episodica del settore sociale prospettato. Il lavoro manca di omogeneità, oscillando tra la parodia grottesca e la tragedia". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 46, 1959).

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