Ho sparato a Andy Warhol1996

SCHEDA FILM

Ho sparato a Andy Warhol

Anno: 1996 Durata: 93 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: -

Genere:BIOGRAFICO, DRAMMATICO

Regia:Mary Harron

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:KILLER FILMS

Distribuzione:EAGLE PICTURES - 2OTH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

ATTORI

Lili Taylor nel ruolo di Valerie Solanas
Jared Harris nel ruolo di Andy Warhol
Stephen Dorff nel ruolo di Candy Darling
Martha Plimpton nel ruolo di Stevie
Lothaire Bluteau nel ruolo di Maurice Girodias
Anna Levine nel ruolo di Iris
Peter Friedman nel ruolo di Alan Burke
Tahnee Welch nel ruolo di Viva
Jamie Harrold nel ruolo di Jackie Curtis
Donovan Leitch nel ruolo di Gerard Malanga
Michael Imperioli nel ruolo di Ondine
Reg Rodgers nel ruolo di Paul Morrissey
Danny Morgenstern nel ruolo di Jeremiah
 
 

MUSICHE

Cale, John
 

MONTAGGIO

Reamer, Keith
 

SCENOGRAFIA

DePrez, Thérèse
 

COSTUMISTA

Robinson, David C.

TRAMA

Il 3 luglio 1968 Andy Warhol - icona della pop art - viene ferito gravemente da Valerie Solanas, femminista militante e assidua frequentatrice della sua 'Factory', frustrata perché l'artista non prende minimamente in considerazione la sceneggiatura che lei ha scritto affinché lui ne faccia un film...

CRITICA

" 'Ho sparato ad Andy Warhol' ci informa sotto brevità che il meschino artista morì una ventina d'anni dopo senza essersi mai rimesso dalle ferite riportate; e che Valerie, giudicata irresponsabile e reclusa per tre anni in manicomio, si spense per malattia nell'89. Opportunamente girato in un aspro bianco e nero (anche l'operatore è una donna, Ellen Kuras) il film nella sua programmatica sobrietà ha un impeto incalzante e persuasivo; e si raccomanda per la fermezza dello sguardo e l'equilibrio del giudizio". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 5 luglio 1997) "Presentato l'anno scorso a Cannes, il film d'esordio della giornalista Mary Harron ricostruisce l'episodio' per ricostruire un mondo, che tuttavia non riesce a vivere completamente: per l'acerba direzione di un cast vastissimo, un coro di voci intorno a una protagonista eccessiva, dirompente, per la debole focalizzazione dell'antagonista, un Warhol che riesce assai imperfetto a Jared Harris, figlio di Richard (non regge il paragone con il Warhol di David Bowie in 'Basquiat'). Non ci sarebbe il film invece senza la giovane, bravissima Lily Taylor, fanatica e durissima Valerie, perfino insopportabile tanto è ostinata la sua inadattabilità al mondo, alla società americana, al liofilizzato estetismo di Wahrol. Vale il biglietto". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 6 luglio 1997) "Affidandosi alla straordinaria interpretazione di Lily Taylor, il film pedina la Solanas nella spirale paranoica: peccato che manchi sullo schermo una vera drammatizzazione, il coraggio del punto di vista. Rimane tra le righe la bella intuizione della Harron, è cioè che la sparatrice e la vittima condividevano un comune fondo di autentica disperazione". (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 5 luglio 1997) "Singolare figura d'intellettuale dropout e marginale, la Solanas cercò di frequentare la Factorv, tentò invano di entrare nelle grazie del misogino e schizzinoso Warhol, di sottoporgli i suoi scritti, di avvicinarsi a quel mito in progress che lei, comunque, ammirava. Ma la regia insicura (che accentua soprattutto il "sordido" e che confrontare impietosamente due trasgressioni) e una sorta di disadorna comunione tra arte e morte rendono il film un po' sciatto, anodino, sprecato, drammaturgicamente inconsistente, nonostante alcune belle scene d'epoca. Tre le cose migliori: l'interpretazione di Lili Taylor, attrici off-off, Stephen Dorff nei panni della drag-queen Candy Darling e una splendida colonna sonora che rivisita gli anni '60 con brani dei R.E.M., di John Cale, Luna e Sergio Mendes". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 10 luglio 1997)

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