Hellboy: The Golden Army2008

SCHEDA FILM

Hellboy: The Golden Army

Anno: 2008 Durata: 110 Origine: USA Colore: C

Genere:AVVENTURA, AZIONE, FANTASCIENZA, FANTASY, HORROR

Regia:Guillermo del Toro

Specifiche tecniche:-

Tratto da:personaggi del fumetto creato da Mike Mignola

Produzione:LAWRENCE GORDON, LLOYD LEVIN, MIKE RICHARDSON, JOE ROTH E MIKE MIGNOLA PER UNIVERSAL PICTURES, DARK HORSE ENTERTAINMENT, LAWRENCE GORDON PRODUCTIONS, MID ATLANTIC FILMS

Distribuzione:UNIVERSAL, DVD:UNIVERSAL

ATTORI

Ron Perlman nel ruolo di Hellboy
Selma Blair nel ruolo di Liz Sherman
Doug Jones nel ruolo di Abe Sapien
Luke Goss nel ruolo di Principe Nuada
Anna Walton nel ruolo di Principessa Nuala
Jeffrey Tambor nel ruolo di Tom Manning
James Dodd nel ruolo di Johann Krauss
John Alexander (II) nel ruolo di Johann Kraus/Goblin di Bethmoora
Roy Dotrice nel ruolo di Re Balor
Brian Steele nel ruolo di Wink/Cronie/Capo Cattedrale/Fragglewump
John Hurt nel ruolo di Trevor 'Broom' Bruttenholm
Montse Ribé nel ruolo di Hellboy bambino
Andrew Hefler nel ruolo di Agente Flint
Iván Kamarás nel ruolo di Agente Steel
Iván Kamarás nel ruolo di Agente Steel
Mike Kelly nel ruolo di Agente Marble
 

SOGGETTO

Mignola, Mike
 

SCENEGGIATORE

del Toro, Guillermo
 

MUSICHE

Elfman, Danny
 

MONTAGGIO

Vilaplana, Bernat
 

SCENOGRAFIA

Scott, Stephen
 

COSTUMISTA

Sheldon, Sammy

TRAMA

Mentre cerca di abituarsi alla difficile convivenza con la pirocinetica fidanzata Liz, il supereroe Hellboy, insieme al team dell'Istituto per la Ricerca e Difesa del Paranormale (noto anche come B.P.R.D.), è chiamato a difendere gli umani dall'attacco di alcune creature mitiche capeggiate dal principe Nuada. Infatti, dopo aver ucciso suo padre ed essersi impossessato della mappa per risvegliare l'Esercito d'Oro, uno stuolo di macchine assassine a lungo sopite, Nuada rompe l'antica tregua e si appresta a governare sulla terra. Per combattere questa battaglia, il B.P.R.D. si troverà a viaggiare tra gli strati superficiali della terra, abitati dagli umani, e quelli magici sotterranei in cui regnano le creature della fantasia. E lo stesso Hellboy sarà chiamato a prendere una difficile decisione: appartenente a entrambi i mondi, ma emarginato da tutti e due, deve scegliere tra la vita che conosce e un ignoto destino da cui si sente attratto.

CRITICA

"Basato sul comic di Mike Mignola, cosceneggiatore con Del Toro, il film condisce la trama simile ad altre con scene d'azione e avventure rocambolesche realizzate a forza di effetti speciali, ma è la fantasia visiva di Del Toro, la bravura degli attori e la ricchezza delle trovate a rendere il film così speciale e divertente. E c'è un bel colpo di teatro quando, entrambi ubriachi, lo spaccamontagne Hellboy e il mozartiano Abe intonano in duetto una canzoncina d'amore." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 luglio 2008) "Se c'è una cosa azzeccata, e perfino un po' geniale, in 'Hellboy: the golden Army' è che il film di Guillermo Del Toro non ha niente di umano. A differenza di tanti kolossal a effetti speciali, che si prendono molto sul serio, la seconda parte della saga dedicata al demone rosso generato dai fumetti di Mike Mignola è una fiaba: dark fin che si vuole, però una fiaba completamente abitata da strane creature, fracassona ma con inserti romantici e perfino melanconici e così 'fantastica' che gli umani c'entrano poco e niente." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 luglio 2008) "Mai sequel fu più indovinato. Forse l'Indiana Jones de 'Il tempio maledetto' potrebbe fare a gara, per sapiente continuità e rimpolpamento dell'originale, con il fortunatissimo 'Hellboy due' . Il messicano Guillermo Del Toro, regista, sceneggiatore e amalgamatore di dolenti anime supereroiche e squarci di malinconiche tenebre, sa riprendere la sua trasposizione datata 2004 delle strisce a fumetti di Mike Mignola. (...) Proprio nel ricostruire la sottile membrana che separa i due mondi, dandole un tocco di delicata poetica e di sobillanti sfumature di senso filosofico Del Toro sa mettere in immagini una sicura e precisa vena espressiva. I cattivi che risalgono dal basso e mettono a ferro e fuoco il pianeta, e che Hellboy dovrebbe difendere tra gli improperi di ingrati cittadini americani, non hanno poi tutti i torti nelle loro invettive antisistema. Il principe Nuada, protagonista palliduccio ma tanto furioso del nuovo episodio, reclama la sua terra che gli umani tra parcheggi e centri commerciali stanno distruggendo; poi intima ad un vezzoso salone di partecipanti ad un'asta lussuosa: 'arroganti e falsi che non siete altri un tempo temevate le tenebre. Io sono qui per ricordarvelo'. Lo stesso Hellboy, pur essendo americanamente «in missione per conto di dio», non ha sempre tutto questo entusiasmo nello stare dalla parte dei cosiddetti buoni. Così emerge la forza e la densità di un immaginario cinematografico dichiaratamente politico e alternativo rispetto al genere delle comics-adventures: i supereroi non sono decisi a tutto anzi tentennano nel ricoprire il ruolo di esempi senza macchia, perfino tra ubriacature e cantate in compagnia per superare le crisi di coppia." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 18 luglio 2008) "Già regista del primo 'Hellboy', il messicano si scatena con più mezzi, più fiducia da parte dello studio, più possibilità di approfondire i personaggi. Irritato dal fatto di non poter urlare ai quattro venti la sua identità di demoniaco agente governativo, il nostro mostro Hellboy dovrà fronteggiare in questa avventura un principe degli elfi arrabbiato, una fidanzata incinta e le solite pastoie burocratiche che minano il funzionamento dell'Ufficio segreto per la ricerca sul paranormale e la difesa. Lui è sempre lo stesso: sigaro, pistolone, carnagione rosso fuoco, trench, corna arrotate e caratteraccio. Per cambiare la sua vita, diventare un buon padre e salvare il mondo dall'armata di automi micidiali risvegliati dall'elfo arrabbiato, Hellboy dovrà imparare che la riflessione viene prima dell'azione. Ricetta Del Toro: personaggi straordinari in situazioni straordinarie. Il film è un'orgia di creature fantastiche, oggetti mirabolanti, duelli acrobatici e deliri fantasy da capogiro. Del Toro è pronto per andare a conquistare la Terra di Mezzo. Prontissimo." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 18 luglio 2008)

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