Gli ultimi fuochi1976

SCHEDA FILM

Gli ultimi fuochi

Anno: 1976 Durata: 122 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Elia Kazan

Specifiche tecniche:PANAFLEX, TECHNICOLOR, 35 MM (1:1.85)

Tratto da:racconto di Francis Scott Fitzgerald

Produzione:SAM SPIEGEL PER PARAMOUNT PICTURES, ACADEMY PRODUCTIONS

Distribuzione:DEAR - RICORDI VIDEO, DVD: UNIVERSAL PICTURES (2011)

ATTORI

Robert De Niro nel ruolo di Monroe Stahr
Tony Curtis nel ruolo di Rodriguez
Robert Mitchum nel ruolo di Pat Brady
Jeanne Moreau nel ruolo di Didi
Jack Nicholson nel ruolo di Brimmer
Donald Pleasence nel ruolo di Boxley
Ray Milland nel ruolo di Fleishacker
Dana Andrews nel ruolo di Red Ridingwood
Ingrid Boulting nel ruolo di Kathleen Moore
Peter Strauss nel ruolo di Wylie
Theresa Russell nel ruolo di Cecilia Brady
Tige Andrews nel ruolo di Popolos
Morgan Farley nel ruolo di Marcus
Eric Christmas nel ruolo di Norman
Leslie Curtis nel ruolo di Moglie di Rodrigues
Anjelica Huston nel ruolo di Edna
Bonnie Bartlett nel ruolo di Segretaria di Brady
Brendan Burns nel ruolo di Aiuto montatore
John Carradine nel ruolo di La guida turistica
Seymour Cassel nel ruolo di Impiegato
Jeff Corey nel ruolo di Il medico
Peggy Feury nel ruolo di Parrucchiera
Betsy Jones-Moreland nel ruolo di Una scrittrice
Lloyd Kino nel ruolo di Maggiordomo
Sharon Masters nel ruolo di Segretaria di Brady
Carrie Miller nel ruolo di Signora nel ristorante
Diane Shalet nel ruolo di Segretaria di Stahr
Patricia Singer nel ruolo di Ragazza sulla spiaggia
 

SCENEGGIATORE

Pinter, Harold
 

MUSICHE

Jarre, Maurice
 

MONTAGGIO

Marks, Richard
 

SCENOGRAFIA

Callahan, Gene
 

TRAMA

Monroe Stahr è il brillante e dittatoriale direttore della maggiore casa di produzione cinematografica di Hollywood negli anni '30. Un giorno, nel corso di un trambusto provocato negli studi da una scossa di terremoto, Monroe vede Kathleen, una ragazza che gli ricorda l'amatissima moglie, scomparsa prematuramente. Con la stessa facilità con la quale Stahr individua la ragazza, ne conquista la confidenza e ne diviene l'amante. L'avventura sentimentale gli fa trascurare il sincero affetto di Cecilia Brady, figlia dell'amministratore Pat, lo fa litigare con Brimmer, dirigente sindacale e lo rende negligente nei suoi compiti. Ma Kathleen sposa senza preavviso l'uomo che le ha salvato la vita...

CRITICA

"Interpretato, studiato e realizzato superbamente, questo film non è la rievocazione della personalità di Francis Scott Fitzgerald (di cui comunque propone diversi aspetti mediante l'aggancio alla sua opera incompiuta del 1937); non è il solito 'revival' del mondo di Hollywood (anche se ne ripensa diversi aspetti o con ironia e con nostalgia); non è lo sfogo autobiografico del regista (che pur vi immette molto della sua esperienza. Muovendosi su diversi piani, ben fusi nella sceneggiatura e nella realizzazione, il dramma di Monroe Stahr è psicologico, è di ambiente, è sociale, ed anche qualcosa di più." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 82, 1977) "'The Last Tycoon', letteralmente "L'ultimo magnate", è quell'Irving Thalberg, boss della MGM, che faceva e disfaceva con intuito commerciale infallibile, perpetuamente battagliando con Mayer da una parte e con gli scrittori cinematografici dall'altra ('Io non dico che ho più cervello di uno scrittore' - afferma Stahr Monroe, il protagonista del film - 'dico solo che il suo cervello mi appartiene, io so come usarlo'). Nella versione cinematografica Monroe è insieme Fitzerald e Thalberg, ed è anche Sam Spiegel. Le sue donne sono la rievocazione delle donne dello scrittore, ucciso a 44 anni (1940) dall'alcool e da una crisi cardiaca e, come lui, vive nel ricordo di una moglie defunta che invano tenta di far rivivere nella giovane Kathleen. E' a questo punto che i riferimenti a Fitzgerald e a Thalberg si fanno più tenui, espandendosi in una precisa ricostruzione ambientale degli anni trenta. (...) Chiude il film l'immagine dell'ex magnate che, sempre più solo e più minuto, si aggira per gli immensi e impersonali studi cinematografici nei quali irrompe un nuovo modo di far cinema." (Sinaldo Sinaldi, Segnalazioni cinematografiche, vol. 82, 1977)

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