Ghost in the Shell2017

SCHEDA FILM

Ghost in the Shell

Anno: 2017 Durata: 120 Origine: USA Colore: C

Genere:AZIONE

Regia:Rupert Sanders

Specifiche tecniche:PANAVISION (1:2.35)

Tratto da:manga omonimo di Masamune Shirow e anime di Mamoru Oshii

Produzione:STEVEN PAUL, ARAD PRODUCTIONS

Distribuzione:UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL ITALY

ATTORI

Scarlett Johansson nel ruolo di Il Maggiore
Takeshi Kitano nel ruolo di Daisuke Aramaki
Michael Pitt nel ruolo di Kuze Michael Carmen Pitt
Pilou Asbæk nel ruolo di Batou
Chin Han nel ruolo di Togusa
Juliette Binoche nel ruolo di Dott.ssa Ouelet
Danusia Samal nel ruolo di Ladriya
Lasarus Ratuere nel ruolo di Ishikawa
Yutaka Izumihara nel ruolo di Saito
Tawanda Manyimo nel ruolo di Borma
Peter Ferdinando nel ruolo di Cutter
Anamaria Marinca nel ruolo di Dott.ssa Dahlin
Kaori Momoi nel ruolo di Hairi
Kaori Yamamoto nel ruolo di Motoko
Andrew Morris (II) nel ruolo di Hideo
Adwoa Aboah nel ruolo di Lia
Pete Teo nel ruolo di Tony
Shinji Ikefuji nel ruolo di Kinsana
Daniel Henshall
Michael Wincott
Rila Fukushima
Christopher Obi nel ruolo di Ambasciatore
Joseph Naufahu nel ruolo di Comandante di Polizia
 
 

SCENOGRAFIA

Roelfs, Jan

TRAMA

In un futuro non troppo lontano, il Maggiore è il primo essere del suo genere: un'umana salvata da un terribile incidente e modificata ciberneticamente allo scopo di ottenere il soldato perfetto, il cui compito è quello di fermare i criminali più pericolosi del mondo. Quando il terrorismo raggiunge un nuovo livello che prevede la capacità di penetrare nelle menti delle persone e controllarle, il Maggiore è l'essere più qualificato per contrastarlo. Mentre si prepara ad affrontare un nuovo nemico, il Maggiore scopre però che le hanno mentito: la sua vita non è stata salvata, le è stata rubata. Quindi si non fermerà davanti a nulla pur di recuperare il proprio passato, scoprire chi le ha fatto ciò e riuscire a bloccarlo prima che possa fare la stessa cosa ad altri.

CRITICA

"Il film ricalca con poche varianti la versione cartoon del 1995, immergendo lo spettatore in una dimensione cyber punk suggestiva, dove virtuale e reale, sogno e ricordo sono indistinguibili. Peccato che poi tinga tutto di moralismo, mettendolo in guardia dai pericoli della tecnologia." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 30 marzo 2017) "L'aspetto migliore del film sta nella riproposta, grazie all'ormai acclarata onnipotenza degli effetti digitali (vedere per credere la rinascita del mito nello sbalorditivo prologo), dell'inestinguibile fascinazione per l'ibridazione tra l'uomo e la macchina nata col Golean e Frankenstein: invece d'imbastire un duello, a questo punto superfluo tra visioni giapponesi e americane, è corroborante oltre che divertente assistere a una riflessione semplificata ma tutt'altro che banale sul concetto d'intelligenza oggi 'pour cause' sempre più artificiale e sull'infinitamente piccolo dello schermo dei pc, tendente a diventare l'universo sintetico in cui la nostra personalità disincarnata è assorbita da quello virtuale degli hard disk. Discorso a parte per la Johansson, che continua a prodursi in performance che vieppiù la trasformano in perfetta incarnazione di quello che il filosofo Perniola definì il sex-appeal dell'inorganico: già corpo extraterrestre killer di umani («Under the Sky»), corpo-voce «Lei» (v.o.), corpo-cervello («Lucy»), corpo opacizzato eppure capace di leggere i pensieri altrui («Avengers: Age of Ultron»), qui l'agilità 'pixelizzata' dei suoi movimenti unita all'espressione triste, vagamente sconnessa ma sempre determinata, riproducono i canoni estetici ed etici dei manga come non è stato fatto mai." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 30 marzo 2017) "In spirito di sostanziale fedeltà, Rupert Sanders (...) impagina dentro la splendida cornice futuristica messa a punto dall'olandese Jan Rolf un'avventura che corre a ritmo calzante sul filo dell'azione, senza indugiare più di tanto a riflettere su argomenti come il pericolo di disumanizzazione nell'era tecnologica, il confine fra mente e anima e via filosofeggiando. E però un'eco subliminale di questi temi arriva allo spettatore sia attraverso la visionaria suggestione di immagini in bilico fra scintillante bellezza e rapinosa malinconia, sia attraverso il gioco degli attori: l'iconico Takeshi Kitano, la dottoressa affidata alla sensibilità di Juliette Binoche, lo scarnificato Kuze di Michael Pitt; e, in un' interpretazione memore dei suoi ruoli in 'Her', 'Under the Skin' e 'Lucy', Scarlett Johansson. Un'eroina robotica e dolente, implacabile e fragile, dura e affascinante che ha convinto perfino il nipponico Oshii: cosa vogliamo di più?" (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 30 marzo 217) "(...) che film è questo 'Ghost in the Shell'? Non è nemmeno brutto, peggio, è inutile, inetto e inerte. Facile a dirsi, è solo guscio, latita quella sostanza filosofica, quella complessità poetica che si ammirava nel dittico di Mamoru Oshii, ed è una doppia mancanza: non restituisce quella lezione magistrale, non contempla l'evoluzione socio-tecnologica di questi 28 anni. E si risolve in un action stile Marvel un po' femminile e un po' ruminante, dove l'azione vince sulla riflessione, la semplificazione sulla profondità, lo spettacolo sul senso. Ma poi che spettacolo? Da 'Blade Runner' a 'Under the Skin', passando per 'Pacific Rim' e - gli piacerebbe - 'Steamboy', le cose migliori sono derivative, il resto è onesto, talvolta più che dignitoso (lo scontro nell'acqua bassa), servizio: non c'è visionarietà, non c'è temerarietà, ma la copia di un originale - si potrebbe credere - mai esistito. Ebbene, possiamo scommettere che Masamune e Oshii non l'avevano considerato il simulacro hollywoodiano: guscio vuoto." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 30 marzo 2017) "Fin troppo disegnata a cartoon la metropoli dove i cattivi vogliono un mondo di cyborg da dominare per la morale sul nostro presente, al limite dell'umorismo involontario l'incontro con la mamma, ma dettagli e tranche d'azione confermano doti del regista (...). Immancabile brand jap, Kitano." (Silvio Danese, 'Nazione-Carlino-Giorno', 30 marzo 2017) "Il regista Rupert Sanders (...) è stato molto bravo nel semplificare questo universo per i neofiti, senza irritare i cultori del manga originale o cartoon di Oshii, affidandosi a una Johansson sobria ma intensa. (...) Magari non sarà il massimo come espressività facciale, ma è una star che ha la fantascienza nel corpo. E nell'anima." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 marzo 2017) "Rupert Sanders rilegge il manga (già tradotto in due cartoon) con l'occhio ai supereroi e sacrificando una buona dose di lirismo, ma invita il pubblico a riflettere sui temi dell'anima e di un'umanità che rischia di essere annientata dalla tecnologia." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 31 marzo 2017) "Niente incrocio tra 'Blade Runner' e 'Matrix', nessuna filosofia o poesia cyberpunk, ma un ripetitivo (e noioso) saltabeccare da un combattimento all'altro. Un'operazione sbagliata che avrà, però, un buon impatto al botteghino, ma della quale vi scorderete nello spazio di un cyberamen." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 31 marzo 2017)

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