GANDHI1982

SCHEDA FILM

GANDHI

Anno: 1982 Durata: 188 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:SCOPE TECHNICOLOR

Tratto da:LIBRO "VITA DI GANDHI" DI LOUIS FISCHER

Produzione:INDO-BRITISH, CAROLINA BANK, GOLDCREST FILMS INTERNATIONAL, INTERNATIONAL FILM INVESTORS, NATIONAL FILM DEVELOPMENT CORPORATION OF INDIA

Distribuzione:CEIAD (1983) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (WINNERS)

TRAMA

Il film presenta fin dalle prime sequenze la morte di Gandhi e l'apoteosi dei suoi funerali. Chi hanno ucciso? La coscienza dell'umanità. Egli che aveva sempre lottato per la non violenza fu vittima della violenza, presentando nella morte, come in vita, un'impressionante somiglianza con il suo più grande maestro, Cristo. Il racconto della vita di Gandhi, splendidamente interpretato dall'attore inglese Ben Kingsley, inizia nel 1893 in Sud-Africa, con la famosa notte di Maritzburg, la piccola capitale del Natal, ove un poliziotto getta il giovane avvocato Mohandas Karamichad Gandhi dalla prima classe del treno (come indiano doveva viaggiare in terza classe) e dove ha trascorso la notte gelida (era inverno) nella sala d'aspetto. Così, nel silenzio e nella solitudine di quella notte africana, Gandhi, si era trovato per la prima volta, all'improvviso, dinanzi alla missione della sua vita. Dopo decenni, conversando col missionario inglese J.R. Mott, indicava nella notte di Maritzburg l'avvenimento più significativo della sua vita. Quella notte è costata all'Inghilterra un impero: l'impero delle Indie. Difatti Gandhi comincia le sue proteste con lettere, con articoli sui giornali, con raduni contro le ingiuste e assurde discriminazioni razziali del Sud-Africa: proibizione di camminare sui marciapiedi, necessità dei lasciapassare, delle impronte digitali e tante altre angherie. Alle reazioni violente della polizia, Gandhi, sanguinante per le bastonate, reagisce caparbiamente disobbedendo, con la non-violenza. "Pratica il Vangelo - afferma - sono le cose semplici che mozzano il fiato". Convinto della uguaglianza evangelica di tutti gli uomini, Gandhi denuncia le leggi discriminatorie contro gli Indiani, deciso a lasciarsi uccidere piuttosto che osservarle. Molti lo seguono in raduni e dimostrazioni. Caricati dalla polizia a cavallo, i dimostranti si stendono a terra e gli animali (più cristiani) rifiutano di calpestarli. Gandhi finisce in prigione, ma ormai più nulla lo arresta: ha scoperto la via di Dio, la via dell'amore. Alla fine i sud-africani devono arrendersi. Gandhi, liberato dalla prigione, ritorna in India, nel 1915. La fama l'ha preceduto. E' accolto trionfalmente a Bombay e si impegna a scoprire la vera India: quella umile, delle campagne, dei settecentomila villaggi. Accanto a Gandhi e nella sua luce si profila la coraggiosa figura della moglie Kasturba, ormai tanto remissiva e dolce, quanto all'inizio dei sessant'anni di vita coniugale (si erano sposati a 13 anni) era stata indomita e ribelle con l'adolescente marito, tiranno, crudele, follemente geloso. Il rimorso di queste colpe dell'adolescenza non rimargineranno mai in Gandhi e spiegano la bellissima scena del film, quando, sul fiume, Gandhi, risposa, in un dolcissimo idillio, la sua fedele Kasturba: "che possiamo sempre vivere come amici" - "Tu sei il mio migliore amico". Kasturba segue sempre il marito, senza mai capirlo a fondo. A contatto con la vera India, quella dei contadini, che faticano nei campi, sotto il sole cocente, Gandhi vive le drammatiche e commoventi situazioni degli umili, sopportate con una rassegnazione secolare. Alle ingiustizie dei padroni inglesi solo gli indiani devono reagire, devono sentirsi caparbiamente sicuri della vittoria della non-violenza. Perché questa sicurezza sia tutta indiana, Gandhi non esita ad allontanare il suo più grande amico europeo, che aveva incontrato in Sud-Africa e ritrovato in India, nel 1915: Charlie Andrews. Con l'uso intelligente della stampa e la potenza dell'opinione pubblica vengono le prime vittorie; ma inizia anche la reazione violenta degli inglesi che culmina nella strage di Amritsar del 13 aprile 1919, quando il generale Dyer fa sparare su una folla di circa quindicimila persone. Milleseicento proiettili, in dieci minuti, uccidono trecentosettantanove persone e ne feriscono millecentotrentasette. La strage è commentata nel film solo dal volto tristissimo di Gandhi. La legge marziale imposta dagli Inglesi d

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