Frost/Nixon - Il duello2008

SCHEDA FILM

Frost/Nixon - Il duello

Anno: 2008 Durata: 122 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Ron Howard

Specifiche tecniche:-

Tratto da:opera teatrale omonima di Peter Morgan

Produzione:IMAGINE ENTERTAINMENT, WORKING TITLE FILMS

Distribuzione:UNIVERSAL (2009) - DVD: UNIVERSAL HOME VIDEO (2009)

ATTORI

Frank Langella nel ruolo di Richard Nixon
Michael Sheen nel ruolo di David Frost
Kevin Bacon nel ruolo di Colonnello Jack Brennan
Rebecca Hall nel ruolo di Caroline Cushing
Toby Jones nel ruolo di Irving 'Swifty' Lazar
Matthew Macfadyen nel ruolo di John Burt
Oliver Platt nel ruolo di Bob Zelnick
Sam Rockwell nel ruolo di James Reston Jr.
Patty McCormack nel ruolo di Pat Nixon
Gabriel Jarret nel ruolo di Ken Khachigian
Andy Milder nel ruolo di Frank Gannon
Jim Meskimen nel ruolo di Raymond Price
Kate Jennings Grant nel ruolo di Diane Sawyer
Simone Kessell nel ruolo di Janet
Eve Curtis nel ruolo di Sue Mengers
Alexandria Cree nel ruolo di Julie Nixon
Brett Stoepler nel ruolo di Michael York
Janneke Arent nel ruolo di Sandra
Jason Ciok nel ruolo di Brian
Jenn Gotzon nel ruolo di Tricia Nixon
Keith MacKechnie nel ruolo di Marvin Minoff
Mark Simich nel ruolo di Hugh Hefner
Mickie Banyas nel ruolo di Fina Sanchez
Paul Caroul nel ruolo di Edward Cox
 

SOGGETTO

Morgan, Peter
 

SCENEGGIATORE

Morgan, Peter
 

MUSICHE

Zimmer, Hans
 

SCENOGRAFIA

Corenblith, Michael
 

COSTUMISTA

Orlandi, Daniel

TRAMA

Estate 1977. Lo showman inglese David Frost e l'ex Presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, sono protagonisti di uno tra i più leggendari confronti mandati in onda dalla televisione americana. Nel corso di quattro serate, i due riuscirono a tenere incollati al piccolo schermo oltre 45 milioni di spettatori e l'intervista si concluse con l'eclatante ammissione di colpa dell'ex Presidente, sullo scandalo Watergate, che sbalordì il mondo intero.

CRITICA

"Diretto magistralmente da Ron Howard (altro candidato all'oscar insieme con il film, lo sceneggiatura e il montaggio), Frost Nixon non denuncia l'origine teatrale ma è un bellissimo film, drammatico, bizzarro, appassionante, tale da non far cedere l'attenzione neanche per un minuto. Se uno poi ci vuole imbastire una riflessione che vada al di là dell'evento si può dire che in questa ricostruzione drammatica assistiamo al grande scontro della modernità: fra una politica ancora concepita secondo retorici accorgimenti ottocenteschi e la tangibile, indiscreta, penetrante realtà della TV divenuta una macchina che legge nel pensiero. Nel caso di Nixon quello che non hanno saputo o potuto fare i giudici, lo ha fatto il video. Pensiamo a che cosa avrebbe potuto portare nel passato, remoto e no, la possibilità di utilizzare un simile strumento. Tanti casi rimasti in sospeso, tanti misteri della cronaca si sarebbero chiariti avendone sotto tiro i protagonisti e i testimoni. Come contropartita, c'è piuttosto il rischio che una TV manovrata cambi in tavola le carte della realtà. E non è questo che succede continuamente sotto i nostri occhi?" (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 6 febbraio 2009) "Quando un film è qualcosa di più della storia che racconta (e non accade spesso), allora ha sfruttato un terzo delle sue possibilità (infatti il cinema, come il cervello umano, è uno strumento ampiamente sotto-utilizzato). Raccontare una storia non è tutto, ma è il minimo! Per fortuna 'Frost/Nixon il duello' di Ron Howard è molto di più della storia che racconta, anche se questa storia, per una volta, è già tanto. Parliamo del famoso incontro-scontro televisivo tra Robert Frost e Richard Nixon avvenuto nell'estate de1'77, tre anni dopo le clamorose dimissioni del trentasettesimo presidente americano, a seguito del più famoso scandalo della storia statunitense: il Watergate." (Dario Zonta, 'L'Unità', 6 febbraio 2009) "I filoni drammaturgici sono diversi: la rivalsa di ciascuno dei due personaggi nei confronti dei mondi di appartenenza, la sete di denaro, la battaglia tra le due squadre di studiosi e giornalisti che affiancano i duellanti, il vero e proprio incontro di boxe - con mosse e contromosse - che è la registrazione della lunga intervista, le donne e l'amore (la parte più debole, anzi inutile, del film), la sfida finale con classico colpo di scena. Finale a cui Howard, regista solidissimo e americanissimo, aggiunge una propria personale postilla. Una sorta di sguardo compassionevole verso l'uomo Nixon che ha sì tradito gli americani, ma che merita di essere guardato con benevolenza perché un po' rincoglionito dall'alcool. Nelle parti di docu-fiction 'Frost-Nixon' è davvero avvincente, in quelle intime molto deludente. Non merita nemmeno lontanamente l'Oscar come miglior film, ma ha dalla sua la potenza del ritmo e interpreti straordinari come Frank Langella (Nixon), Michael Sheen (perfetto Frost), Kevin Bacon (il consigliere presidenziale Brennan)." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 6 febbraio 2009) "Sono due ore di confronto dialettico serrato, che lascia spesso senza respiro: drammaturgia impeccabile e cinema allo stato puro. E' ammirevole come gli americani sanno trarre profitto e insegnamento dalla loro storia, anche recente, in una chiave spettacolare che altrove ha rari e isolati riscontri." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 6 febbraio 2009) "La bravura di Peter Morgan, lo sceneggiatore, e di Ron Howard, è di lasciare lentamente al personaggio di Nixon prendere il sopravvento, concedendo all'ipocrisia americana (e non) le ammissioni finali di Nixon solo dopo averne fatto emergere che, rispetto a chi lo circondava, era un gigante, come coglie con giustificata rabbia il personaggio di Kevin Bacon, che era stato suo consigliere militare alla Casa Bianca. Nel contorno si nota Rebecca Hall, fra le più belle e meno volgari donne apparse sul grande schermo nell'ultimo decennio." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 6 febbraio 2009) "Nei tempi e nei modi di una lunga intervista tv Morgan e Howard apparecchiano una lezione di storia contemporanea di chiarezza cristallina. Il regista insiste sulla preparazione atletica dei due contendenti, con i secondi rispettivi consiglieri presenti all'angolo del ring, ricordandoci come la tv possa modificare il corso della storia segnando per sempre, oltre ogni ragionevole dubbio, l'immagine di Nixon convinto invece di sfruttarla. Cinque nomination (di cui una a Langella) tutte meritate." (Piera Detassis, 'Panorama', 12 febbraio 2008)

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