SCHEDA FILM

Fergus O'Connel - Dentista in Patagonia

Anno: 1989 Durata: 88 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:GROTTESCO

Regia:Carlos Sorin

Specifiche tecniche:35 MM - TECHNOCOLOR

Tratto da:-

Produzione:OSCAR KRAMER PER J&M ENTERTAINMENT, LOS FILMS DEL CAMINO

Distribuzione:COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1991) - EDEN VIDEO

ATTORI

Daniel Day-Lewis nel ruolo di Fergus O'Connel
Mirjana Jokovic nel ruolo di Estela
Julio De Grazia nel ruolo di Ulises
Gabriela Acher nel ruolo di Celeste
Ignacio Quiros nel ruolo di Il 'Boss'
Alberto Benegas nel ruolo di Sceriffo
Roberto Catarineu nel ruolo di Lopez
Miguel Dedovich nel ruolo di Fratello Conrad
Alejandro Escudero nel ruolo di Fratello Segundo
Eduardo D'Angelo nel ruolo di Manager
Ruben Patagonia nel ruolo di Maggiordomo
Boy Olmi nel ruolo di Annunciatore Radio
Jose' Maria Rivara nel ruolo di Gangster
Vando Villamil nel ruolo di Gangster
Gonzalo Cunill nel ruolo di Uomo delle pulizie Hotel
Ana Maria Giunta
Miguel Ligero
 

MUSICHE

Levine, Steve
 

TRAMA

Fergus O'Connell, d'origine irlandese, è un dentista di New York all'inizio di una promettente carriera, quando, preso da una specie di utopia, ispiratagli dalla Fondazione Dubois per lo sviluppo della coscienza dentale, decide di lasciare moglie e carriera per avventurarsi in Patagonia a curare gratuitamente la povera gente. Si ritiene un missionario in crociata promozionale, e su una moto antiquata gira per ogni sperduto villaggio, offrendo con entusiasmo e simpatia spazzolini da denti e cure gratuite a quanti incontra. Ma la gente, alle prese con i problemi immediati della sopravvivenza, si rivela indifferente ad ogni novità: solo un terzetto di fuorilegge e una famigliola di pastori prende sul serio le sue cure. Nel suo errare per i luoghi deserti e polverosi della più desolata Patagonia, capita a Fergus d'imbattersi in Estela, la giovane inserviente di un rudimentale motel, promessa sposa a un individuo scostante che le ispira solo repulsione. Invogliata a una corsa liberatoria in moto col dentista, che ne ha appena riparato un guasto, Estela finisce col trasformare quell'occasionale sollievo nella decisione di condividere con Fergus l'avventura umanitaria. La ragazza non tarda a rendersi conto di quanto strani siano i generosi propositi del "missionario", tuttavia lo segue, decidendosi ad abbandonarlo solo quando lo vede caduto nelle trame di una seducente donna, moglie di un dentista del luogo, il quale vede nello strampalato missionario e nella gratuità delle sue prestazioni un ipotetico concorrente e un danno per la propria professione. Raggiunta presso un motel (mentre è presa dai preparativi di un imminente Natale) da Fergus, che è riuscito a liberarsi dalla sua spregiudicata seduttrice, Estela lo salva col suo amore e la sua voglia di vivere dall'abbandono in cui è caduto da quando ha saputo di essere stato lasciato dalla moglie e dalla Fondazione ispiratrice della sua assurda "missione", e lo riscatta dal fallimento decretatogli da un mondo che si è rivelato sordo alla sua disinteressata e generosa utopia.

CRITICA

"Il regista argentino adora situazioni e personaggi inconsueti, segnati da una malinconica, salutare follia. Ma dietro alle esigenze mai trascurate del commediante (che, a tratti, non disdegna la farsa) Sorin ha il pregio di suggerire, con amabilità e audacia, le indiscrezioni di una metafora socio-politica leggera e cortese (la libertà, la repressione, l'arroganza dei potenti, lo stato di degrado nel quale versano larghe fasce della popolazione del suo paese), raccontata con garbata perfidia. A dargli un determinante, leale aiuto nell'ottima riuscita del film contribuisce - oltre alla colonna sonora di Carlos Franzelli e ad un'ottima fotografia nel quale prevalgono i rossi accesi - l'estro vincente di Daniel Day Lewis (il punk gay di 'My beautiful laundrette', l'eccentrico gagà di 'Camera con vista', il tormentato amante de 'L'insostenibile leggerezza dell'essere'), perfettamente calato nell'indole cristologica del protagonista e attore giovane tra i migliori sulla piazza internazionale." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 6 Agosto 1991) "Sulla carta, lo spunto narrativo del secondo film dell'argentino Carlos Sorin, che aveva esordito con 'La pellicula del rey', è eccentrico e curioso: ricco di potenziali, ironici sviluppi da grande metafora 'on the road'. Nei fatti, però, il suo interesse è più una promessa che una realtà esistente concretamente sullo schermo. Ciò che gli manca, soprattutto, è una regia capace di dare autonoma consistenza cinematografica alle varie situazioni e di definirne stilisticamente un preciso tono narrativo. E, in questa latitanza di un'autentica messa in scena, tutto finisce col risultare vago e indeterminato. Dai pur suggestivi scorci paesaggistici all'interpretazione carica di buone intenzioni del corretto Daniel Day Lewis e di Mirjana Jokovij, impegnata nel ruolo della ragazza che per seguire il suo bel missionario fugge di casa il giorno delle nozze." ('Il Secolo XIX') "La cosa è ancor più strana se si considera che l'opera prima di Sorin 'La pelicula del rey' aveva vinto il Leone d'Argento a Venezia nell'87. Ma si trattava di un film con grande coscienza mentale (self-consciousness) e nessuna coscienza dentale. Anche piuttosto riuscito, ma troppo simile al solito film d'autore, al solito film sul film che si contorce su se stesso. Cosa avrà convinto Sorin ad abbandonare le fellinate europee per costruire questo delizioso racconto anche filosofico, naturalmente morale, irresistibilmente veloce, questo 'Don Chisciotte' supersonico che incontra un Lazzarillo de Tormes della pampa? E come avranno fatto tutti ad accorgersene subito, chiudere il film in un cassetto e buttarlo a mare dopo pochi mesi nel calderone indistinto del mercato home-video? L'unica consolazione infatti è questa: la cassetta è già uscita e a, né la trivialità dell'esercizio, né l'ottusità della distribuzione potranno impedire agli amanti di cinema di noleggiarla. L'importante è che lo sappiano." ('Cineforum')

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