FACE1997

SCHEDA FILM

FACE

Anno: 1997 Durata: 100 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:THRILLER

Regia:-

Specifiche tecniche:35 MM. (1: 1,85) PANORAMICA

Tratto da:-

Produzione:DAVID THOMPSON, ELINOR DAY

Distribuzione:FILMAURO

TRAMA

A Londra Ray è un criminale molto noto negli ambienti della malavita, specializzato nelle rapine a mano armata, deciso nell'azione ma anche cinico e disilluso: da giovane, insieme alla madre aveva militato nei movimenti della contestazione e il fallimento di quegli ideali gli torna alla mente come un'ossessione. Con alcuni amici di lunga data (Dave, Julian, Stevie) e il nuovo arrivato Jason, Ray mette a segno una violentissima rapina ad un deposito di denaro. Tutto procede secondo il programma: i soldi sono inferiori alle aspettative ma, dopo qualche aspra lite, vengono divisi e tutti si danno appuntamento al giorno dopo. All'alba Dave sveglia gli amici: è stato assalito e derubato, nella sua stessa casa, della sua parte di bottino. Messi sull'avviso, anche Ray e Stevie si accorgono che i loro soldi non ci sono più e che l'anziana cara coppia che ne aveva cura è stata uccisa. Ray decide che l'autore di questi colpi va scoperto subito. Accertata anche la buona fede di Julian, rimane solo Sonny, zio di Jason, già membro della banda e appena uscito di prigione. Dopo un inseguimento a fuoco con la polizia, Ray, ora ricercato per furto e omicidio, scopre che a rubare i soldi è stato Dave: costui dice che il malloppo lo ha dato a Chris, un poliziotto che sa tutto e collabora all'organizzazione dei colpi. Tutti vanno allora al distretto di polizia: qui Chris viene eliminato, Ray uccide Dave ormai ferito, vengono trovati i soldi e Julian cerca di difenderli sparando ma viene colpito a morte. Ray e Jason scappano. Salgono sulla macchina di Connie, la ragazza di Ray. Mentre scappano nella notte, Ray dice: "Andrà tutto bene".

CRITICA

"Asciutto e stringato, dietro la facciata dei gangster-movie che strizza l'occhio a Tarantino, 'Face' di Antonia Bird (la regista di 'Il prete') lascia trasparire un'indagine esistenziale sul senso di colpa vissuto da un antieroe che trova i suoi modelli nel cinema francese: nel noir (di Jean-Pierre Melville) e nell'uomo braccato da un avverso destino al quale prestava il suo volto inconfondibile Jean Gabin. Ma, a differenza dell'homme traqué di Carné e Prévert, quello incarnato da Carlyle, sconfitto non dal Fato ma dalla Storia, troverà uno spiraglio di salvezza". (Enzo Natta, 'Famiglia Cristiana', 14 marzo 1999) "'Face' è un poliziesco di buon respiro sociale e di personale tenuta narrativa, in cui ogni panorama umano non è casuale e l'Inghilterra dà segni di forti malumori, come negli arrabbiati anni 60. In un ottimo cast, tutto ciò lo si legge sul viso espressivo e desolato del divo proletario Robert Carlyle. Che, finita la rapina, si può supporre resterà disoccupato, e sceglierà, com'è noto, di fare lo strip in 'Full Monty', secondo il rapporto, molto british, tra causa ed effetto". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 27 febbraio 1999) "Aspro e prevalentemente notturno, 'Face' è una sorta di 'Giungla d'asfalto' del 2000: dove alla solidarietà della banda si sostituisce nuda e cruda la legge del profitto costi ciò che costi. Sulla falsariga della sceneggiatura di Ronan Bennett, buon conoscitore del sottobosco metropolitano nei riti e linguaggi, il ritmo imposto dalla regia alla narrazione è incalzante e aggressivo, costellato di sorprese per lo più negative. I bravissimi interpreti trascorrono con estrema semplicità dalla chiacchiera quotidiana alla crudeltà spietata, in un mondo dove le forze del bene hanno perso la guerra; e dove il protagonista ex comunista e contestatore guarda con un misto di compassione e ammirazione la propria madre, che ancora si produce nell'ennesimo picchettaggio stradale stavolta per difendere i diritti dei curdi. Passato con successo attraverso i festival di Edimburgo, Venezia e Toronto, questo film atroce e ironico è uno di quei rari casi in cui ai pochi quattrini si è sopperito con molta intelligenza". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 1 marzo 1999) "Con autentico talento Antonia Bird mescola poliziesco tradizionale, dramma sociale, storia d'amore e li focalizza soprattutto (ma senza trascurare il gioco di squadra) sul carattere leader di Ray. Cui Carlyle infonde la sua nervosa sensibilità, dando omogeneità e coerenza alle diverse 'anime" del film'. (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 7 marzo 1999)

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