SCHEDA FILM

Eugenia Grandet

Anno: 1946 Durata: 90 Origine: ITALIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia:Mario Soldati

Specifiche tecniche:35 MM (1:1.37)

Tratto da:romanzo omonimo di Honoré de Balzac

Produzione:EXCELSA FILM

Distribuzione:MINERVA FILM

ATTORI

Alida Valli nel ruolo di Eugénie Grandet
Gualtiero Tumiati nel ruolo di Felix, padre di Eugénie
Giuditta Rissone nel ruolo di Madre, padre di Eugénie
Giorgio De Lullo nel ruolo di Charles Grandet
Lina Gennari nel ruolo di Marchesa d'Aubrion
Pina Gallini nel ruolo di Nanon
Enzo Biliotti nel ruolo di Notaio Cruchet
Mario Siletti nel ruolo di Corneiller
Egisto Olivieri nel ruolo di Marchese d'Aubrion
Lando Sguazzini nel ruolo di Abate Cruchet
Giuseppe Varni nel ruolo di Banchiere De Grassis
Cesare Olivieri nel ruolo di Presidente Cruchet
Gabriella Bornura nel ruolo di Clorinda d'Aubrion
Maria Rodi nel ruolo di Signora De Grassis
Enrico Luzi
Mario Soldati
Tullio Galvani
Vittorio Blasi
 
 

MUSICHE

Vlad, Roman
 

MONTAGGIO

Da Roma, Eraldo
 

COSTUMISTA

Sensani, Gino

TRAMA

Il vecchio Grandet, possessore di una cospicua sostanza, vive quasi poveramente lesinando anche il necessario alla moglie e all'unica figlia Eugenia. Quando suo fratello s'uccide per sottrarsi alla vergogna del fallimento, Grandet ansioso di levarsi di torno il nipote, lo imbarca per le Indie. Ma Carlo ed Eugenia si amano e si fidanzano segretamente. Grandet scopre che Eugenia ha dato a Carlo, come viatico, le monete d'oro che egli le ha regalato e, per punirla, la confina nella sua camera donde la farà uscire soltanto per il timore che essa possa in seguito reclamare l'eredità della madre gravemente ammalata. Morta la madre, Eugenia rinuncia all'eredità e l'emozione provata dall'avaro è così forte che viene colto da un insulto apoplettico. Morto anche il padre, Eugenia si trova in possesso di grandi ricchezze, che non le danno la felicità. Carlo, tornato dopo sette anni, non ama più la cugina, ma vagheggia un matrimonio aristocratico. Ed Eugenia, oscura e generosa martire, lo aiuterà a conseguire l'intento, pagando di sua tasca i debiti lasciati insoluti dal padre di lui.

CRITICA

"(...) L'ambiente balzachiano, tipicamente francese, caratteristicamente ottocentesco, non vi si sente neanche per approssimazione. E' questo è il punto, nessun altro ambiente attendibile lo sostituiva. La storia si dipana con amorfo andamento teatrale in buggigattoli palesemente scenografici ed esterni meramente decorativi anche quando sono fotografati dal vero. L'abilità e il gusto di Mario Soldati si manifestano nei dettagli delle inquadrature, ma anche questa insistente studiosità formale concorre alla lentezza del racconto. Lo acuisce la recitazione ora sbrigativa, ora ampollosa, dalla cui monotonia si salvano alcune azzeccate espressioni di Alida Valli [...]". (Carlo Alberto Felice, 'Film' n. 23, 7 giugno 1947)

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