SCHEDA FILM

ESTATE VIOLENTA

Anno: 1959 Durata: 100 Origine: FRANCIA Colore: B/N

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:SILVIO CLEMENTELLI PER TITANUS (ITALIA) - (FRANCIA)

Distribuzione:TITANUS - CREAZIONI HOME VIDEO, MONDADORI VIDEO (IL GRANDE CINEMA)

TRAMA

Nel luglio del 1943, Carlo, insieme a Rossana, di lui innamorata, fa parte di una compagnia di giovani che passano insieme molte ore a Riccione. Egli conosce per caso Roberta, giovane vedova di un ufficiale, e tra i due germoglia un sentimento di reciproca simpatia, che infastidisce Rossana. La sera del 25 luglio, il padre di Carlo, grosso gerarca fascista, è costretto a fuggire, e vorrebbe condurre con sè il figlio, ma questi non vuole allontanarsi da Roberta e preferisce rimanere. Durante un incontro notturno Carlo e Roberta sono fermati da una pattuglia, che chiede di controllare i documenti personali. Quelli di Carlo non sono in regola: il giovane dovrà presentarsi al Comando il giorno seguente. L'episodio impressiona vivamente Roberta, la quale pensa con terrore che la guerra sta per toglierle l'uomo che ama. I due prendono una grave decisione: Roberta nasconderà Carlo in una sua villa, a Rovigo, per sottrarlo alla chiamata alle armi. Durante il viaggio il treno subisce un attacco aereo che sparge intorno terrore e morte. Nello scompiglio Carlo e Roberta vengono separati: quando si ritrovano, il giovane esige che la donna ritorni a casa. Egli ha deciso di presentarsi al Comando Militare.

CRITICA

"Il film tratta un soggetto convenzionale, presentato veristicamente. L'artificiosità dei sentimenti, attribuiti ai protagonisti, si ripercuote sul lavoro rendendolo freddo e poco convincente. Abbastanza impegnata la recitazione e degne di nota alcune sequenze." (Segnalazioni cinematografiche, vol. 47, 1960) " 'Estate violenta' vuole raccontare una storia d'amore: il regista indica la data 25 luglio - 8 settembre, ma aggiunge: purché mi sia lecito fare la riserva che non ho fatto alcun film storico (...) .Questo rimando a una posizione astorica, per così dire alla Musil, evidente nella formazione del regista, è sottolineata quando afferma che nella sua storia d'amore il pubblico dovrebbe trovare una "vicenda assai lontana, che nella nostra memoria romantica - pur nella sua drammaticità - ha il valore che hanno tutti i ricordi. "La genericità di simili affermazioni viene comprovata dalla posizione acritica dello Zurlini, che non intende parteggiare per nessuno e proclama, nella "violenza dell'estate" un pacifismo che non può non essere vuoto e astratto." (Guido Aristarco, "Cinema", 1959)

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