Domani accadr?1987

SCHEDA FILM

Domani accadrà

Anno: 1987 Durata: 92 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:AVVENTURA

Regia:Daniele Luchetti

Specifiche tecniche:35 MM, PANORAMICA, TECHNICOLOR

Tratto da:-

Produzione:NANNI MORETTI E ANGELO BARBAGALLO PER SACHER FILM, SO.FIN.A., RAI-RADIOTELEVISIONE ITALIANA

Distribuzione:TITANUS (1988) - VIDEOGRAM, NUMBER ONE VIDEO

ATTORI

Paolo Hendel nel ruolo di Lupo
Giovanni Guidelli nel ruolo di Edo
Margherita Buy nel ruolo di Vera
Claudio Bigagli nel ruolo di Diego del Ghiana
Quinto Parmeggiani nel ruolo di Conte Enea Silvio di Lampertico
Ciccio Ingrassia nel ruolo di Il brigante Gianloreto Bonacci
Giacomo Piperno nel ruolo di Cesare del Ghiana, il padre
Dario Cantarelli nel ruolo di Abate Flambart
Ugo Gregoretti nel ruolo di Marchese Lucifero Ombraviva
Nanni Moretti nel ruolo di Matteo, il carbonaio
Gianfranco Barra nel ruolo di Bragro
Angela Finocchiaro nel ruolo di La duchessa Lady Rowena
Agnese Nano nel ruolo di Marchesina Allegra Ombraviva
Antonio Petrocelli nel ruolo di Terminio
Peter Willburger nel ruolo di Katowitz
Abramo Orlandini
Beppe Chierici
Francesco Bartelloni
Francesco Di Giacomo
Geoffrey Carey
Marco Di Stefano
Mario Monaci Toschi
Matthias Petersen
Mirio Guidelli
Thomas Rauser
 

MUSICHE

Piovani, Nicola
 

MONTAGGIO

Nicolini, Angelo
 

EFFETTI

Ottica Zed

TRAMA

Alla fine del 1847, in Maremma, due butteri inesperti e sempliciotti, Lupo ed Edo, rapinano con poco successo il contabile della tenuta in cui lavorano: sono scoperti e accusati di essersi invece impossessati di un bottino ingente. Costretti perciò a fuggire, vorrebbero raggiungere le grandi città del nord, ma il padrone manda al loro inseguimento alcuni mercenari austriaci, cosicché i due amici debbono vagare, nascondendosi nei boschi. Vengono poi fatti prigionieri dalla banda del pericoloso brigante Gianloreto, che li vorrebbe uccidere, ma sono salvati dal provvidenziale arrivo dei mercenari, che danno battaglia ai banditi. Edo viene ferito e portato in salvo dal compagno che si rifugia con lui in una villa fortificata e isolata, in cui vivono il marchese Lucifero Ombraviva (con la famiglia) e un colto prete, il precettore Flambert che sono due tardo-illuministi. Costoro, per un esperimento sulla natura dell'uomo, ispirato alla filosofia del '700, fanno una scommessa fra di loro, e il precettore si impegna a trasformare in un mese Edo (che per lui è il prototipo del "buon selvaggio") in un signore colto e ben educato, mentre Lupo verrà lasciato isolato alla sua vita selvatica. I due butteri vengono dunque divisi, e le cose vanno per Edo come era stato progettato: il ragazzo impara rapidamente, anche perché la sua maestra è la bella e giovane marchesina, che gli cura la ferita e diventa sua amante. Intanto Lupo, fuggito dal posto in cui era stato segregato, raggiunge una splendida villa, il Giardino dell'Armonia nella quale un progressista, Enea Silvio, guida una comunità di nobili, borghesi e plebei verso l'utopico traguardo dell'Armonia, e intanto anticipa il futuro, scoprendo: il frullino, il cavallo-vapore e l'elettricità. Qui Lupo s'innamora di una chimica, Vera, che fabbrica profumi e ricambia il suo sentimento. Ma la pace finisce quando un gruppo di carbonai dà fuoco alla villa, temendo che l'elettricità tolga loro il lavoro. Poiché intanto si diffondono i moti rivoluzionari, i nobili preoccupati fuggono, e così Edo e Lupo si ritrovano e riprendono insieme il viaggio, finché incontrata una spedizione di patrioti mazziniani, si uniscono a loro, dirigendosi di nuovo verso il nord.

CRITICA

"Il regista Daniele Luchetti è alle prime armi, e dunque ha qualche sbandata, ma nel film si respira un'aria fantastica, con un che di favola filosofica nel sottofondo, alla quale si è debitori d'uno spasso intelligente, originalmente ironico, suscitato dalla stravaganza dei personaggi e dalla ridicolaggine delle situazioni, e finalmente dall'interpretazione di attori simpaticamente faceti (...) E dietro le quinte (ma come si è detto anche nei panni sporchi d'un carbonaio che parla una lingua incomprensibile) c'è Nanni Moretti. Il quale, dopo 'Notte italiana', torna a far centro anche come produttore. Ne siamo contenti." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera', 8 Marzo 1988) "Nanni Moretti, il regista più prestigioso della giovane generazione del cinema italiano, continua a rivelarsi anche un produttore dalla mano felice, con l'impegno di scoprire e avviare al successo sempre nuovi talenti. Dopo Carlo Mazzacurati, che tanti consensi ha raccolto l'estate scorsa a Venezia con la sua opera prima 'Notte italiana', eccoci oggi a Daniele Luchetti che, sempre sotto l'egida di Moretti, esordisce con questo 'Domani accadrà' sulla base di un soggetto scritto non a caso anche da Mazzacurati. Un film anomalo nel panorama del cinema italiano giovane. Intanto perché è in costume (si ambienta nel fatidico 1848), poi perché per un verso sembra rifarsi al conte philosophique francese e per un altro riecheggia qualcosa dei Taviani, specie nelle cifre di 'Allonsanfan'. (...) Un autore che comincia bene, insomma, e che in avvenire ci darà molto. Come dimostra anche la sua fermezza nella direzione degli attori, tutti con i toni giusti, secondo gli schemi voluti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 19 Marzo 1988) Il languore (la mancanza di energia nel ritmo dell'azione) che ho avvertito nel film è un vero difetto o dipende da una mia idea preconcetta del film (racconto) d'avventura? Prendere atto che 'Domani accadrà' è un film insolito basta per un giudizio positivo di valore? Può essere che le intenzioni socio-filosofiche della favola frenino il piacere di raccontare? Le domande potrebbero continuare. Avrei preferito che tutto il film s'ispirasse di più al bel titolo del primo capitolo 'Se non si va non si vede'. Con le musiche di Piovani di ammirevole discretezza, la scelta degli attori (più che la loro direzione) mi sembra una delle carte vincenti del film. Parlo in particolare di Paolo Hendel dallo sguardo che buca, delle due deliziose ragazze Agnese Nano e Margherita Buy, di Ingrassia che è un brigante truce e patetico, di Claudio Bigagli inseguitore riluttante, della coppia Cantarelli-Gregoretti." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 7 Marzo 1988)

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