Criminali da strapazzo2000

SCHEDA FILM

Criminali da strapazzo

Anno: 2000 Durata: 94 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:Woody Allen

Specifiche tecniche:35 MM (1:1,85) TECHNICOLOR

Tratto da:-

Produzione:DREAMWORKS PRODUCTIONS, HELEN ROBIN PER SWEETLAND FILMS

Distribuzione:CECCHI GORI DISTRIBUZIONE

ATTORI

Woody Allen nel ruolo di Ray
Tracey Ullman nel ruolo di Frenchy Winkler
Hugh Grant nel ruolo di David
Carolyn Saxon nel ruolo di Candy Salesperson
Michael Rapaport nel ruolo di Denny
Tony Darrow nel ruolo di Tommy
Sam Josepher nel ruolo di Agente
Jon Lovitz nel ruolo di Benny
Elaine May nel ruolo di May
Dana Tyler nel ruolo di Giornalista della TV
Steve Kroft nel ruolo di Se stesso
Brian McConnachie nel ruolo di Paul Milton
Kristine Nielsen nel ruolo di Emily Bailey
Larry Pine nel ruolo di Charles Bailey
Julie Lund nel ruolo di Linda Rhinelander
Maurice Sonnenberg nel ruolo di Garth Steinway
Richard Mawe nel ruolo di Anthony Gwynne
Frank Wood nel ruolo di Oliver
Howard Erskine nel ruolo di Langston Potter
George Grizzard nel ruolo di George Blint
Scotty Bloch nel ruolo di Moglie di Edgar
Elaine Stritch nel ruolo di Chi Chi Potter
Marvin Chatinover nel ruolo di Dr. Henske
Lawrence Levy nel ruolo di Venditore della dinamite
 

SOGGETTO

Allen, Woody
 

SCENEGGIATORE

Allen, Woody
 

MONTAGGIO

Lepselter, Alisa
 

SCENOGRAFIA

Loquasto, Santo
 

COSTUMISTA

McCabe, Suzanne

TRAMA

Ray Winkler è un piccolo truffatore con grandi sogni. Reclutata sua moglie e qualche altro compagno di sventura, lascia il suo lavoro di lavapiatti e apre un negozio di dolci vicino a una banca. Mentre sua moglie lavora al negozio, lui e la sua piccola corte dei miracoli lavorano negli scantinati per introdursi nella banca. La ricchezza gli piove addosso da una direzione inaspettata e si realizzano appieno i suoi sogni ma...

CRITICA

"Non accadeva da tempo: pubblico e critica americana uniti nell'osannare l'ultima pellicola di Woody Allen. Dopo le recenti commedie sulla nevrosi - protagonisti uno scrittore, un giornalista e un chitarrista letteralmente a pezzi - i cui esiti in patria sono stati piuttosto fallimentari nonostante l'ampio impiego di luminose star, Allen torna alle atmosfere leggere di 'Prendi i soldi e scappa' e ad un genere di umorismo meno sofisticato". ('Ciak', agosto 2000) "Con il suo trentesimo film (il conto è giusto?), alla media di uno all'anno, Woody Allen si prende una vacanza dai bersagli alti, dai morality plays in forma di commedia, dai percorsi nella nostalgia, torna alle origini, ai tempi di 'Prendi i soldi e scappa', 'Bananas', 'Il dormiglione', e ci dà una commedia che vuole essere divertente (senza pudore) piena di gag (anche vecchiotte), di belle battute (e di battute facili)". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 7 settembre 2000) "'Criminali da strapazzo' fa ridere, però rischia di deludere i fan duri e puri di Allen, che sembra regredito agli albori del proprio cinema. Woody appare invecchiato. Proprio lui, che nella fase più ispirata della carriera ne aveva da vendere, non riesce più a esprimere novità o idee originali. Qui tutto (...) è già visto e un po' scontato. Strapazzato e rinsecchito, anche l'Allen attore ha l'aria stanca (...). Neppure le situazioni più efficaci vanno esenti da una certa prevedibilità. A meno che non si tratti di una crisi d'ispirazione accuratamente premeditata". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 16 dicembre 2000) "Ridere si ride, eccome. Però stavolta Woody va un pochino 'a programma'. Ma grado il solito jazz al posto giusto, la foto smaltata di Zhao Fei, le citazioni di vecchie e amatissimi film, si accontenta di sparare battute a raffica portando la drammaturgia in zona sit-com. Anche se per una volta si concede non una ma ben due grandi 'spalle' femminili. I duetti con Tracey Ullmann, moglie raggirata dall'arrampicatore Hugh Grant, e la cugina scema Elaine May valgono da soli il film". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 dicembre 2000) "Che festa è un nuovo film di Woody Allen, che torna alla farsa del suo primo periodo e offre anzi una doppia farsa. 'Fa conversazione e non parlare' è una delle battute della commedia semplice e divertente". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 15 dicembre 2000)

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