COWGIRL IL NUOVO SESSO1993

SCHEDA FILM

COWGIRL IL NUOVO SESSO

Anno: 1993 Durata: 93 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:TRATTO DA UN ROMANZO DI TOM ROBBINS

Produzione:LAURIE PARKER

Distribuzione:PENTA FILM - MEDUSA VIDEO (PEPITE)

TRAMA

Sissy, vera anticonformista, ha la peculiarità di avere due abnormi pollici, che le permettono di fare l'autostop e di viaggiare da un opposto all'altro degli Stati Uniti. Senza problemi economici, grazie ai suoi guadagni come modella per la Yoni Yum, una casa di cosmesi di cui lei è la testimonial, la "Dew Girl", Sissy dà libero sfogo alla sua voglia di muoversi, viaggiare ed essere libera. L'uomo che potrebbe addomesticarla è Julian, un mezzo sangue indiano che le piace. Gli altri uomini importanti nella vita di Sissy sono il suo datore di lavoro, Contessa, proprietario della Yoni Yum e di una beauty farm, il Rubber Rose Ranch, e l'uomo che la istruisce e la illumina, Chink, un vecchio profeta che vive sulle montagne vicino al Rubber Rose Ranch. Al ranch, Sissy incontra le cowgirls - le managers della beauty-farm. I terreni del ranch ospitano anche una colonia di fenicotteri fermatisi un giorno nella loro annuale migrazione e che è stata "requisita" dalle cowgirls. Questa rara specie di fenicotteri esegue una particolare e sensuale danza di corteggiamento la cui bellezza è unica al mondo e le autorità statali ne esigono la restituzione. Ma Bonanza Jellybean e Dolores Del Ruby, le due cowgirl sospettate dalle autorità di aver perpetrato il "furto", sono decise a non restituire i fenicotteri, convinte che questo mondo patriarcale e brutale non meriti un tale spettacolo di bellezza e grazia.

CRITICA

"Una vera storia non c'è, ci sono però molti personaggi ciascuno pronto ad agire per proprio conto (o quasi) senza collegarsi con gli altri e, soprattutto, senza inserirsi mai in una struttura narrativa logica e ben ordinata perché sempre all'insegna, invece, come nel libro, delle ellissi più arbitrarie, destinate, spesso, a confondere le idee. Fra i personaggi, una donna (interpretata da Uma Thurman) che, dotata di due pollici enormi, fa volentieri con quelli l'autostop, attraversando mezza America. ?? testimonial di una ditta di cosmetici gestita da un gay detto "contessa", interpretato da John Hurt, ama un po', ma non molto, un sangue misto pellerossa cui presta il suo volto mezzo asiatico l'immancabile Keanu Reeves, e si fa guidare spiritualmente da un guru isolato tra i monti che, dopo 'Karate Kid', è il quasi giapponese Pat Morita. Poi ci sono le cowgirls del titolo, lesbiche come le Amazzoni e pronte a tutto per sottrarre all'FBI e alla Guardia Nazionale una specie rara di fenicotteri trattenuti abusivamente da quelle parti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 giugno 1995) "Inventivo, fedele, fantasioso, esagerato. Nuoce al film un montaggio disorganizzato, un'eccessiva lunghezza, una certa confusione che va dal ribellismo anticonsumista allo spiritualismo fino al western di modernariato: compilation di sani ideali anni Settanta. Il risultato è stravagante, curioso, fuori norma, come l'ambiguità en travesti del gustoso John Hurt, scandalosa Contessa in velluto nero attillato, anelli, unghie rosso giungla alla Jane Russell e sigaretta con bocchino per fumate liberty. Bizzarro ma datato, grottesco ma non spiritoso, il film, che finisce su un cielo stellato, è una compilation di quella controcultura americana che, a dittatura televisiva avvenuta, va ringraziata di cuore." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 6 giugno 1995) "Una compilation di ambientalismo, spiritualità, filosofia orientale, sessualità trasgressiva, allucinazione, on the road, Timothy Leary e Jack Kerouac, femminismo e anti-consumismo, Krishna e Bonanza, i guru e Nixon, estasi, armonia, grottesco: tutto (troppo...) quello che avreste voluto sapere sulle origini dell'anticonformismo e non avete mai osato capire. Ne lo capirete - se c'è qualcosa da capire - con questo film pasticciato, esoterico, eccentrico snob e popolare, sorta di impossibile remake estremo e folle di Donne di Cukor, sceneggiato da Andy Warhol e diretto da un John Ford in acido." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 9 giugno 1995)

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