Cose dell'altro mondo2011

SCHEDA FILM

Cose dell'altro mondo

Anno: 2011 Durata: 90 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:Francesco Patierno

Specifiche tecniche:35 MM

Tratto da:liberamente ispirato al film "Un giorno senza messicani" (2004, regia di Sergio Arau)

Produzione:MARCO POCCIONI E MARCO VALSANIA PER RODEO DRIVE IN COLLABORAZIONE CON MEDUSA FILM E SKY CINEMA

Distribuzione:MEDUSA

ATTORI

Diego Abatantuono nel ruolo di Golfetto
Valerio Mastandrea nel ruolo di Ariele
Valentina Lodovini nel ruolo di Laura
Sandra Collodel nel ruolo di Marta
Grazia Schiavo nel ruolo di Giornalista TG
Maurizio Donadoni nel ruolo di Sindaco
Vitaliano Trevisan nel ruolo di Tassista
Riccardo Bergo nel ruolo di Otello
Sergio Bustric nel ruolo di Mago Magic
Fulvio Molena nel ruolo di Questore
Laura Efrikian nel ruolo di Sig.ra Verderame
Fabio Ferri nel ruolo di Sottocapo
 
 

MONTAGGIO

Zanuso, Cecilia
 

SCENOGRAFIA

Zera, Tonino
 

COSTUMISTA

Coen, Eva
 

EFFETTI

Metaphyx

TRAMA

Durante una notte di pioggia torrenziale in Italia succede un fatto straordinario: gli extracomunitari presenti nel nostro paese, e in particolare a Treviso, scompaiono misteriosamente senza lasciare alcuna traccia. Capita così che un industriale nordico, un cinico poliziotto romano e una bella maestra elementare vadano a gambe all'aria in un mondo che ha perso il buon senso, per trovarsi in bilico sull'orlo del precipizio e lì lanciare un'occhiatina nell'abisso dei loro cuori e nel buio del loro futuro.

CRITICA

"La polemica preventiva (con minaccia di interrogazione parlamentare) contro il 'razzismo antiveneto' di 'Cose dell'altro mondo', presentato ieri nella sezione Controcampo italiano, non ha fatto che confondere ulteriormente le acque e innescare polemiche tanto gratuite quanto sterili. (...) In fondo l'idea di immaginare un mondo dove all'improvviso spariscano tutti gli stranieri non è nuova. (...) Il film di Patierno, invece, sceglie la chiave della finzione dichiarata e della commedia, ambientando la storia in un paese del Veneto (ecco il peccato di lesa maestà comunale) e amplificando l'istrionismo di alcuni personaggi. Con i vantaggi e i rischi del caso. I primi sono le facili macchiette che si possono creare. (...) I problemi, invece, sono nella necessità di rispettare le leggi della commedia e riuscire a reggere il gioco della finzione (e delle gag) fino in fondo. Invece il film a un certo momento cambia tono, è costretto a inventarsi situazioni che stridono (...) e alla fine si inventa un momento di 'poesia felliniana' che sembra fatto apposta per accontentare tutti ma non prendere una vera posizione." (Paolo Mereghetti, 'Il Corriere della Sera', 3 settembre 2011) "ll personaggio dell'imprenditore leghista di Diego Abatantuono, che lancia anatemi contro 'negri' dalla sua tv privata non è diverso dalla galleria di italici a cui ci hanno abituato le più prevedibili riedizioni della commedia italiana. Un'infilata di banalità ammiccanti (autore della sceneggiatura Patierno insieme a Diego De Silva e Giovanna Koch), con l'obiettivo di corrispondere al pubblico e di compiacerlo tra battutine, strizzate d'occhio in cerca della risata tra cui il nostro finisce per essere pure simpatico. L'ispirazione è il 'Day Without an Immigrant', lo sciopero dei migranti in America o forse anche il film di Sergio Arau sul tema ('A Day Without a Mexican') che immagina cosa accadrebbe a Los Angeles se sparissero tutti gli ispanici. (...) Il problema è che Patiemo non sa maneggiare il comico e neppure il politico, la sua commedia rimane sbiadita e con un retrogusto dubbio nonostante le buone intenzioni: alla fine infatti con la scomparsa dei migranti tutti sembrano diventare un po' più buoni. E l'unico a partire per l'Africa, guarda un po', sarà l'imprenditore che senza la sua Ciccia non può vivere." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 3 settembre 2011) "Una commedia all'italiana sugli immigrati e sui modi spesso incivili con cui, specialmente nel nostro Nord Est, vengono trattati da quelli cui pure sono non solo utili ma indispensabili. Ce la racconta, rifacendosi molto liberamente a un libro di Sergio Arau e Yareli Arizmendi, 'A Day Without a Mexican', Francesco Patierno arrivato qui al suo terzo film. (...) Vizi e virtù, ma soprattutto vizi, messi ancora una volta alla berlina. (...) Patierno la lascia in sospeso, ma il quadro che ne trae è già di per sé probante, specie perché nel personaggio alla Sordi dell'industriale si impone Diego Abatantuono come campione il più evidente del politicamente scorretto. Gli danno la replica con efficacia Valerio Mastandrea, un poliziotto di origini romane (ma non romanesche) e Valentina Lodovini, una ragazza che invece, per conto proprio, con gli extracomunitari era arrivata a stringere legami fin troppo stretti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 settembre 2011) "Proiettato in anteprima 'Cose dell'altro mondo', presentato nella sezione 'Controcampo Italiano' e da oggi nelle sale distribuito da Medusa, che tratta l'immigrazione con i toni grotteschi della commedia con il protagonista Golfetto, un industriale e mattatore di una tv privata (interpretato da un istrionico Diego Abatantuono), che si diverte a mettere in scena un teatrino razzista in cui si augura che gli immigrati scompaiono. (...) Risate e applausi. Bene, bravi, bis. Ora però provate anche a immaginare un'Italia in cui scompaia il Nord-Est 'razzistello', motore della nostra economia. L'happy end ce lo scordiamo." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 3 settembre 2011) "II cinema italiano è così maturo che per insultare i politici di centrodestra e la gente veneta ha bisogno dell'aiuto dall'estero. Deve ricopiare 'Un giorno senza messicani' del bravo Sergio Arau. (...) 'Cose dell'altro mondo' di Francesco Patierno, proiettato ieri a Venezia e da oggi nei cinema, è la stessa cosa, con la differenza che è ambientato in Veneto. Ah, non solo abbiamo bisogno di replicare le trovate altrui, ma le paghiamo anche profumatamente, tanto per dimostrare che non è necessario accendere il cervello per farsi foraggiare dal ministero dei Beni culturali. La pellicola in questione si piglia la bellezza di un milione e 300 mila euro. (...) Gli attori sono bravi e simpatici, 'Cose dell'altro mondo' sarebbe anche divertente (in sala il pubblico ridacchia, specie grazie alle uscite di Abatantuono), se non fosse infarcito dei peggiori stereotipi e dunque offensivo e abbastanza irritante. (...) Finale zuppa di buoni sentimenti zuccherosi." (Francesco Borgonovo, 'Libero', 3 settembre 2011) "Prima ancora del debutto ha già fatto parlare molto di sé, visto che affronta con una robusta vena comica tematiche delicate come l'immigrazione e il razzismo, cimentandosi nella non facile impresa di smuovere le coscienze 'a colpi di risate'. (...) Al netto delle immancabili polemiche, spesso pretestuose, che ne hanno accompagnato la lavorazione, 'Cose dell'altro mondo' si annuncia come uno dei migliori film italiani delle ultime stagioni, divertente senza mai essere banale e impreziosito da tre protagonisti d'eccezione come Diego Abatantuono,Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini." (Marco De Rosa, 'Il Giornale', 31 agosto 2011)

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