Cosa voglio di pi?2010

SCHEDA FILM

Cosa voglio di più

Anno: 2010 Durata: 126 Origine: SVIZZERA Colore: C

Genere:DRAMMATICO, ROMANTICO

Regia:Silvio Soldini

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:LIONELLO CERRI PER LUMIÈRE & CO, VEGA FILM, RSI. RADIOTELEVISIONE SVIZZERA CON IL SOSTEGNO DI MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI ITALIA DGC, EURIMAGES

Distribuzione:WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2010)

ATTORI

Pierfrancesco Favino nel ruolo di Domenico
Alba Rohrwacher nel ruolo di Anna
Giuseppe Battiston nel ruolo di Alessio
Teresa Saponangelo nel ruolo di Miriam
Monica Nappo nel ruolo di Chicca
Tatiana Lepore nel ruolo di Bianca
Sergio Solli nel ruolo di Suocero di Domenico
Gisella Burinato nel ruolo di Zia Ines
Gigio Alberti nel ruolo di Dottor Morini
Fabio Troiano nel ruolo di Bruno
Francesca Capelli nel ruolo di La piccola Agnese
Danilo Finoli nel ruolo di Il piccolo Ciro
Martina De Santis nel ruolo di Isa
Leonardo Nigro nel ruolo di Vincenzo
Adriana De Guilmi nel ruolo di Madre di Anna
Bindu de Stoppani nel ruolo di Enrica
Carla Chiarelli nel ruolo di Carla
Claudia Coli nel ruolo di Monica
Clelia Piscitello nel ruolo di Suocera di Domenico
Mauro Marino nel ruolo di Padre di Anna
Ninni Bruschetta nel ruolo di Fratello di Domenico
Raffaella Onesti nel ruolo di Madre di Vincenzo
Teresa Acerbis nel ruolo di Eliana
 
 
 

SCENOGRAFIA

Bizzarri, Paola
 

COSTUMISTA

Nebiolo, Silvia

TRAMA

L'esistenza di Anna scorre secondo binari ben allineati: ha un lavoro che non la entusiasma ma è sicuro, un buon rapporto con i suoi genitori e una relazione stabile con il suo compagno Alessio, con cui ha in mente di avere prima o poi un figlio. Tuttavia, l'incontro con Domenico, un uomo sposato e padre di due bambini con cui intraprende una relazione passionale, metterà a soqquadro tutte le sue certezze e le farà scoprire l'amore da un nuovo punto di vista...

CRITICA

"'Giorni e nuvole' Silvio Soldini ci diceva della fine di un amore provocata dalla fine di un lavoro. Adesso ci dice dell'insorgere di un amore con un furioso contorno di sesso, affidandosi ad echi egualmente drammatici, lontani ormai dalla serenità dei suoi film d'una volta. (...) Attorno, con il concorso di un testo cui anche questa volta ha posto mano, con altri, Doriana Leondeff, ha evocato figure disegnate sempre a tutto tondo, la moglie di lui, la mamma, una zia e una sorella di lei che ha appena avuto un bambino, e li ha coinvolti tutti insieme in una rappresentazione all'insegna del movimento, ricorrendo spesso, con forti tensioni, a piani sequenza incalzati da una macchina a mano sostenuta da ritmi fatti scaturire, specie all'inizio, da un montaggio quasi frenetico. Il risultato, nonostante qualche fisionomia un po' sfocata e delle situazioni che, qua e là, potrebbero essere meglio incise, è quasi sempre convincente. Per merito anche di tre interpreti ai centro di una grande vitalità espressiva. Anna è Alba Rohrwacher, appassionata ma tesa, con i nervi sempre a fior di pelle, a Domenico presta un volto segnato ma intenso Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, presente quasi in ogni film di Soldini, è il ritratto più sincero ed autentico dell'uomo tranqullo. Nelle cifre realistiche del più onesto buon senso." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 30 aprile 2010) "In uno stile quasi documentario, con Alba Rohrwacher brava e bella, il regista Soldini racconta i vani tentativi d'evasione della piccola borghesia lavoratrice, il vano desiderio di esistenze più vive ed emozionanti in un benessere sempre affannato in cui la fatica fisica del lavoro è sostituita dall'ansia di non farcela, mentre le gru sul panorama urbano mostrano quanto spietatamente la città vada estendendosi. Il bel film su un adulterio contemporaneo diventa anche una accusa sommessa contro l'infelicità quotidiana che ci siamo fabbricati." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 aprile 2010) "Non è (più?) il Silvio Soldini di 'Pane e tulipani', ma resta comunque un autore coi fiocchi. (...) Bravissimi i tre protagonisti, anche se è improbabile che Piefrancesco Favino s'innamori a prima vista di Alba Robrwacher." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 aprile 2010) "Siccome la protagonista si chiama Anna si potrebbe pensare alle parole di Mogol su note di Battisti. Invece siamo da tutt'altra parte. Per il suo ottavo lungometraggio di finzione Silvio Soldini, che pratica costantemente anche il documentario - come si nota della vivacità del suo sguardo - sceglie l'hinterland milanese, quello curato, sicuro, lontano dalle desolate periferie che in genere il nostro cinema preferisce mostrare. E' la cornice ideale per rendere vera una passione amorosa illecita, rubata, sofferta ma intensamente vissuta. Comune, nella realtà, molto più di quanto non si creda, anche in quella zona sociale che non ha classe di riferimento; che non ha la disponibilità di denaro della borghesia cittadina ma ne sposa comportamenti, standard di vita e persino modelli emozionali. (...) Il sesso fuori della coppia riconosciuta, colto nella sua carica assoluta, anche distruttiva, sicuramente destabilizzante, è occasione rara nel cinema italiano dove lo si è quasi sempre relegato nelle lenzuola preziose dell'adulterio tragico o in quelle comico. 'Cosa voglio di più' si iscrive quindi perfettamente nel quadro dei precedenti film di Soldini per sensibilità e pulizia d'immagine, ma fa acquisire al regista una dimensione più matura del racconto. Anche se descrizioni d'interni, personaggi secondari, tratti scenografici forse si sarebbero giovati di un'attenzione maggiore o solo di un budget più rilevante. Naturalmente in un film come questo contano gli interpreti, la loro complicità e generosità." (Andrea Martini, 'Giorno, Carlino, Nazione', 15 febbraio 2010) "Tra desiderio e sensi di colpa, voglie di fuga e responsabilità improrogabili, difficoltà economiche impegni quotidiani, la pellicola ambientata in una Milano di periferia ha il merito di restituire verità non prive di una certa crudezza a una di quelle storie che il cinema spesso tratta con scarso realismo." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 16 febbraio 2010) "Con una sceneggiatura approfondita fino ai 'ritagli di dettagli' (di Doriana Leondeff, Angelo Carboni), inappropriata nel finale, ben centrata sul corpo degli attori, Soldini ci accompagna a riscrivere esperienze di relazione amorosa note, sempre rischiose da rivisitare, tra sms e pause pranzo, motel, ripensamenti e crisi di astinenza... Impiegati, sposati, lei senza figli, lui sì, Anna e Domenico, con i rispettivi coniugi, cercano di star fuori dall'elenco degli amanti senza domani del cinema italiano, da Antonioni a Bertolucci. Si sporcano le mani. Viene in mente semmai Dino Risi. Prova d'altura per Favino e Rohrwacher." (Silvio Danese, 'Giorno, Carlino, Nazione', 30 aprile 2010) "Amori paralleli nella domenica della buona gente . Silvio Soldini prova a scommetterci e ne esce 'Cosa voglio di più' , cine-minimalismo sulla passione senza gli yacht, ma dalla carica esplosiva pari alle scintille tra Anna-Alba Rohrwacher e Domenico-Pierfrancesco Favino, sposati altrove e amanti fra loro. Che viscerali e perfetti, mettono a nudo anime e corpi intrisi di imbarazzi, paure e goffaggini ereditate dall'auto-censura da periferia. In questo caso di Milano, dove il regista mancava alle riprese dal'92. Un melò in verticale, stretto nell'esilità della storia più raccontata di sempre eppur sempre nuova e diversa come le esperienze delle singole esistenze. Il realismo è quello di 'Giorni e nuvole' che Soldini reitera, consapevole di rispondere a quel che il pubblico vuole di più, forse. Uno sguardo non urlato, seppur empatico a quegli universi di intimità che possono riguardare chiunque, e per questo parlare a ogni diversità. Una dote rara." (Anna Maria Pasetti, "Il Fatto Quotidiano", 29 aprile 2010)

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