Come ti spaccio la famiglia2013

SCHEDA FILM a cura di Cinematografo.it

Come ti spaccio la famiglia

Anno: 2013 Durata: 110 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:Rawson Marshall Thurber

Specifiche tecniche:ARRI ALEXA

Tratto da:-

Produzione:NEWMAN/TOOLEY FILMS, SLAP HAPPY PRODUCTIONS/HEYDAY FILMS, BENDERSPINK

Distribuzione:WARNER BROS. PICTURES ITALIA

 

ATTORI

Jason Sudeikis nel ruolo di David Clark
Jennifer Aniston nel ruolo di Rose O'Reilly
Emma Roberts nel ruolo di Casey Mathis
Nick Offerman nel ruolo di Don Fitzgerald
Kathryn Hahn nel ruolo di Edie Fitzgerald
Ed Helms nel ruolo di Brad Gurdlinger
Will Poulter nel ruolo di Kenny Rossmore
Molly C. Quinn nel ruolo di Melissa Fitzgerald Molly Quinn
Thomas Lennon nel ruolo di Rick Nathanson
Mark L. Young nel ruolo di Scottie P.
Tomer Sisley nel ruolo di Pablo Chacon
Laura-Leigh nel ruolo di Kymberly
Matthew J. Willig nel ruolo di One-Eye
Luis Guzmán nel ruolo di Poliziotto messcano
Matt Cornwell nel ruolo di Dan Johnson
 

MONTAGGIO

Sale, Michael L.
 

SCENOGRAFIA

Hartley, Clayton
 

COSTUMISTA

Cunliffe, Shay
 

TRAMA

Lo spacciatore di marijuana David Clark ha deciso di mantenere un profilo basso e si è dato una regola: niente droga ai ragazzini. Tuttavia, a causa di un pesante debito con il suo fornitore Brad, l'uomo si troverà costretto a passare allo spaccio di droghe pesanti collaborando al contrabbando di un carico in arrivo dal Messico. Così, per riuscire nell'impresa, David chiederà aiuto ad alcuni vicini di casa - la cinica spogliarellista Rose, lo smanioso Kenny e la smaliziata teenager Casey - per mettere in atto un piano perfetto: una moglie e due figli finti, ovvero la famiglia Miller, con cui viaggiare a bordo di un camper verso il confine meridionale degli Stati Uniti...

 

CRITICA

"Nonostante il titolo, è una delle commedie più brillanti e spiritose, action, dialoghi, trash, assurdità varie secondo lo schema della famiglia perfetta - quindi inventata - che porta dal Messico un camper ricolmo di marijuana. Battute a raffica, peccati veniali e mortali, ritmi comici perfetti. Diretti da Rawson Marshall si prodigano Jennifer Aniston, Jason Sudeikis e i loro piccini; ineffabili i vicini di campeggio." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 12 settembre 2013) "Il titolo italiano fa pensare a un film stupidotto, mentre 'We're the Millers' è una commedia divertente diretta con buoni tempi comici da Rawson Marshall Turber e interpretata da un cast indovinato. Non che sia la commedia perfetta, a volte sembra perdere il passo, ma lo riacquista prontamente e scatta la risata." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 12 settembre 2013) "Torna il cinema politico travestito da demenziale di Rawson Marshall Thurber, già apprezzato per 'Palle al balzo' (2004). 'Come ti spaccio la famiglia' mette insieme un gruppo di 'perdenti' (l'insulto peggiore per uno yankee) costretti a contrabbandare chili di marijuana fingendosi una solare famiglia in vacanza. Lui è uno spacciatore di mezza tacca ricattato da un garrulo gangster, lei una scorbutica lap dancer (Jennifer Aniston in forma, e forme, smaglianti), mentre i figli sono rispettivamente un' adolescente problematica e un giovane alla Forrest Gump di nome Kenny (irresistibile quando canta eccitatissimo una canzoncina per 'femmine' delle TLC). Si prenderanno a parolacce per tutto il film, ma fingere di essere una famiglia perfetta in camper è un travestimento perfetto. L'idea iniziale è potente al punto giusto da reggere per quasi tre quarti di film. Un finale sdolcinato contraddice tutto l'assunto politicamente scorretto della prima parte, compreso un sacco di marijuana spacciato per un neonato di nome Lebron. Comunque esilarante." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 12 settembre 2013) "Divertente e ben scritto, 'Come ti spaccio la famiglia' è un buon esempio di commedia 'scorretta' per chi non si prende troppo sul serio. Seppur esile di trama, il film procede a pieno ritmo a soddisfare una storia che può metter tutti d'accordo. Applaudito in Piazza Grande a Locarno." (Anna Maria Pasetti , 'Il Fatto Quotidiano', 12 settembre 2013) "Piacerà inaspettatamente a molti spettatori che non si annoverano affatto tra gli ammiratori di Jennifer Aniston, non sanno chi è Jason Sudeikis (che fa David); e nemmeno il regista Rawson Marshall Thurber (perché non ha visto qualche anno fa 'Palle al balzo'). Bene. Thurber è uno che la commedia a rotta di collo la sa imbastire. Anche meglio del golden boy Todd Philips di 'Notte da leoni'. Per imbastire bene devi dedicare la prima parte al disegno dei personaggi. Fai i ritrattini a tutto tondo, falli prendere in simpatia allo spettatore. Quando poi la storia prende una pedalata avventurosa sai già come reagiranno Rose (la Aniston), David (Sudeikis), Casey e Kenny (i teenager). Beh, la Aniston è una rivelazione. A 44 anni è riuscita a diventare improvvisamente simpatica, sboccata, sempre fuori dagli stracci. Nel ventennio precedente ha costruito la sua carriera sui ruoli di yuppie antipatichina (rovinando bei film come 'Derailed' che pretendevano fascino e sex appeal). Non arriveremo ai punti di un collega che è tornato entusiasta di lei dal festival di Locarno («Molto sexy te lo giuro»). Beh, sexy è ancora un'esagerazione, ma non si può negare che il film in gran parte lo regga lei sulle esili spallucce. Forse non è convincente quando strippa, ma lo è eccome mentre fa da nave scuola all'imbranato Kenny o quando affronta alla sua maniera i trafficanti. Jason Sudeikis le sta sotto di un paio di gradini, ma il suo personaggio è scritto molto bene, mette in moto la storia in maniera decisamente persuasiva. E Emma Roberts (la ninfetta)? La rivedremo di certo, anche perché lei è sexy senza riserve." (Giorgio Carbone, 'Libero', 12 settembre 2013) "Un dissacrante e volgare road movie che, pur mettendo alla berlina tutto il filone mieloso dei family movies, finisce per fare uno spot alla famiglia e alla sua necessità di nucleo. Anche se quella protagonista del film lo di fatto; anzi, di convenienza. (...) il viaggio non sarà una passeggiata e i quattro si troveranno a dover affrontare situazioni pericolose (si fa per dire) e imbarazzanti, condite da linguaggio eccessivamente volgare e fin troppo espliciti riferimenti sessuali. Il quartetto di interpreti, in ogni caso, se la cava (anche se lo strombazzato spogliarello della Aniston non fa salire la temperatura in sala), con il pregio di far respirare, ai nostalgici, le atmosfere del vecchio 'National Lampoon's Vacation'. In sostanza, il pubblico giovane rischierà di divertirsi mentre gli adulti potrebbero mal sopportare una sceneggiatura triviale. Nota a parte merita l'incomprensibile traduzione del titolo: ma come si fa a trasformare 'We're the Millers' nell'orrendo 'Come ti spaccio la famiglia?'" (Maurizio Acerbi , 'Il Giornale', 12 settembre 2013) "Irriverenza, scorrettezza politica e volgarità condiscono la commedia 'Come ti spaccio la famiglia' di Rawson Marshall Thurber, in cui un giovane trafficante per passare inosservato alla dogana affitta moglie e figli. Dopo molte disavventure i quattro scopriranno quanto bisogno abbiano dei legami familiari, ma ai buoni sentimenti il film mescola trivialità che faranno storcere il naso a molti." (Alessandra De Luca, 'Avvenire', 13 settembre 2013) "A volte riescono. E allora non sono né garbati né tirchi né rispettosi. Fanno ridere dall'inizio alla fine, senza tempi morti o svenevolezze sentimentali. Mettono insieme un cast di attori piuttosto originale - qui abbiamo Jennifer Aniston (con una strizzata d'occhio a ' Friends') e Jason Sudeikis, rodato da dieci anni al 'Saturday Night Live', rampa di lancio anche per John Belushi e Tina Fey. Più Emma Roberts (nipotina di Julia Roberts) e Will Poulter, classe 1993. (...) Vantano un regista di solido mestiere. A Rawson Marshall Thurber dobbiamo il demenziale 'Palle al balzo', con Ben Stiller e Vince Vaughn, e 'I misteri di Pittsburgh', tratto dal romanzo di Michael Chabon. A volte riescono. Perché a guastare la comicità basta pochissimo, arriva uno spiffero e il soufflé si sgonfia. Non succede in 'Come ti spaccio la famiglia', sciocco titolo italiano per un film che si poteva tranquillamente chiamare 'I Miller'. Questo il cognome - banale e destinato da non dare nell'occhio - assunto dai quattro nostri eroi che parenti non sono. Li ha arruolati David, piccolo spacciatore di Denver che dopo un incidente con il capo deve contrabbandare un carico di droga dal Messico. (...) Da antologia le scene in camper, presenza ricorrente nel cinema americano (...)." (Mariarosa Mancuso , 'Corriere della Sera Sette', 13 settembre 2013)

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