Cattiva1991

SCHEDA FILM

Cattiva

Anno: 1991 Durata: 95 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Carlo Lizzani

Specifiche tecniche:PANORAMICA KODAKCOLOR

Tratto da:-

Produzione:PIETRO E MARIO BREGNI PER P.A.C.-PRODUZIONI ATLAS CONSORZIATE

Distribuzione:UIP - EDEN VIDEO

ATTORI

Giuliana De Sio nel ruolo di Emilia Schmidt
Julian Sands nel ruolo di Gustav
Erland Josephson nel ruolo di Prof. Brokner
Milena Vukotic nel ruolo di Annette
Didi Perego nel ruolo di Capo Infermiera
Francesca Ventura nel ruolo di Mitzi
Stefano Lescovelli nel ruolo di Leopold
Massimo Venturiello nel ruolo di Enrico
Flaminia Lizzani nel ruolo di Anna
Luisa Maneri nel ruolo di Marta
Luciano Roffi nel ruolo di Dott. Graziani
Giuseppe Marini nel ruolo di Dott. Baer
Hervé Ducroux nel ruolo di Dott. Lévy
Elena Falgheri nel ruolo di Melania
Giuseppe De Matti nel ruolo di Capo infermiere
Pietro Ghislandi nel ruolo di Un pazzo
Philippe Dormoy nel ruolo di Giardiniere
Eva Vanicek nel ruolo di Madre
Catherine Zago nel ruolo di Nurse
Stefania Cosma nel ruolo di governante
Guido Quintozzi nel ruolo di Cocchiere
Margherita Piantini nel ruolo di Una pazza
Emy Valentino nel ruolo di Un'altra pazza
Arian Nijborg nel ruolo di Il piccolo Ludwig
 

SOGGETTO

Scarpelli, Furio
 
 

MONTAGGIO

Fraticelli, Franco
 

SCENOGRAFIA

Calosso, Luciano
 

COSTUMISTA

Barbano, Enrica

TRAMA

La giovane signora Emilia Schmidt, di origine italiana, conduce in Svizzera col marito e un figlioletto Ludwig all'inizio del '900 un'esistenza agiata, in apparenza serena, ma ogni tanto dà qualche inatteso segno di squilibrio. Ricoverata in una lussuosa clinica di Zurigo, viene diagnosticata come schizofrenica a causa del suo comportamento: è presa da improvvise crisi di collera, rifiuta il cibo, si ostina a non parlare. Viene perciò definita "cattiva". Il primario professor Brokner la sottopone senza risultato alle cure tradizionali, opponendosi alle richieste di Gustav, un giovane medico della sua équipe che si offre di curarla con metodi freudiani. Quando finalmente Gustav ottiene di tentare con Emilia la nuova via della psicanalisi, indagando sulla sua parentela, le sue conoscenze e il suo passato, si vede circondato dalla diffidenza e dal biasimo di tutto lo scandalizzato personale della clinica, al punto che il primario ritiene di doverlo trasferire ad altro reparto, ingiungendogli di non entrare più nella camera di Emilia. Gustav, convinto d'essere sulla giusta via, fa in modo d'incontrare la signora al di fuori della camera vietata, sempre spiato e ostacolato dal personale, fino a rischiare il licenziamento. E' quindi costretto a desistere, finchè l'allarmante peggioramento di Emilia non induce il primario a consentire alla nuova terapia, che dà risultati insperati: Emilia si va riprendendo e può lasciare la clinica, non certo completamente guarita, ma sbloccata dalle sue nevrosi e fiduciosa nella promessa di Gustav di continuare a seguirla in avvenire.

CRITICA

"Il film si distingue per mancanza di corrività e di drammatizzazioni stereotipate, per una civile serietà più colta che didattica. Giuliana De Sio affronta con impegno il ruolo molto difficile, mentre Julian Sands e Erland Josephson sembrano piuttosto distratti". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 31 maggio 1991). "Giuliana De Sio si lascia sapientemente attraversare dagli atteggiamenti più contraddittori, ora con impeti e furie, ora con laceranti depressioni, disegnando con intensità il recupero della salute mentale anche attraversando il sentimento". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 1 giugno 1991). "Lizzani è un regista sempre intelligente". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero', 3 giugno 1991) "Lizzani ha descritto con puntiglio in "Cattiva", il caso clinico riguardante Emilia". (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 4 giugno 1991). "Nella buona confezione del film spiccano i personaggi di contorno". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 8/6/91). "Il film di Lizzani mantiene una compatta intensità accomunando la visitazione dell'inconscio in un'atmosfera quietamente ovattata, al fatto di vita vissuta e allo scontro di due concezioni della psichiatria. La De Sio è splendida negli impeti e nelle depressioni di Emilia". (Alfio Cantelli, 'Il Giornale'). "Il film lascia abbastanza insoddisfatti". (Valerio Caprara, 'Il Mattino').

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