Carrington1995

SCHEDA FILM

Carrington

Anno: 1995 Durata: 120 Origine: GRAN BRETAGNA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:Christopher Hampton

Specifiche tecniche:PANORAMICA A COLORI

Tratto da:libro "Lytton Strachey" di Michael Holroyd

Produzione:RONALD SHEDLO, JOHN MCGRATH

Distribuzione:I.I.F. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

ATTORI

Emma Thompson nel ruolo di Dora Carrington
Jonathan Pryce nel ruolo di Lytton Strachey
Steven Waddington nel ruolo di Ralph Partridge
Samuel West nel ruolo di Gerald Brenan
Penelope Wilton nel ruolo di Ottoline Morrell
Alex Kingston nel ruolo di Frances Partridge
Janet McTeer nel ruolo di Vanessa Bell
Jeremy Northam nel ruolo di Beacus Penrose
Peter Blythe nel ruolo di Phillip Morrell
Richard Clifford nel ruolo di Clive Bell
Rufus Sewell nel ruolo di Mark Gertler
Sebastian Harcombe nel ruolo di Roger Senhouse
 

SOGGETTO

Holroyd, Michael
 

SCENEGGIATORE

Hampton, Christopher
 

MUSICHE

Nyman, Michael
 

MONTAGGIO

Akers, George
 

SCENOGRAFIA

Amies, Caroline
 

COSTUMISTA

Rose, Penny

TRAMA

In Inghilterra nel 1915, la pittrice Dora Carrington conosce lo scrittore Lytton Strachey e ai primi sentori di una guerra mondiale nasce la loro singolare storia d'amore. Lui un barbuto omosessuale, obiettore di coscienza e con battute e modi alla Oscar Wilde; lei giovane androgina straripante energia e disprezzo per le focose attenzioni dei maschi, come il fidanzato Mark Gertler, pittore ebreo che per quattro anni tenta invano di sedurla. Poi Dora si dichiara a Lytton, con grande rabbia di Mark, che giunge a percuotere lo scrittore. I due vivono insieme e quando il giovane ex ufficiale Ralph Partridge entra nelle loro vite inizia un inedito e provocatorio menàge a tre, con Dora che sposa Ralph per tenerlo legato a Lytton e con costui che sovraintende il loro viaggio di nozze a Venezia. Quando appare Gerald Brenan, reduce dalla Spagna, amico di Ralph, la sua sensibilità romantica colpisce Dora, che ne diviene amante. Poi, finalmente, Lytton comincia a guadagnare con i suoi libri: tra le sue conquiste il giovane Roger Senhouse. Mentre Ralph si innamora di una giovane donna, Frances, Dora accentua la dicotomia tra la devozione per Lytton e le sue evoluzioni sessuali che includono ben presto un aitante capitano, Beacus Penrose, che la porta in crociera sul suo battello. Ma nel 1932 Lytton si ammala: un tumore allo stomaco ne provoca la morte. Invano Ralph, ormai sposo di Frances, cerca di proteggere Dora dalla depressione. Lasciata sola, incapace di vivere senza Lytton, Dora si uccide.

CRITICA

"Un costante ricamo psicologico, molta finezza nel dosare i passaggi narrativi, una sottile attenzione al dipanarsi di quegli atteggiamenti ora amorosi ora solo affettivi che finiscono per costituire il vero succo dell'intreccio, con una straordinaria capacità di ricreare i caratteri dei due protagonosti anche con dettagli minimi, tutti però con colori e sapori di effetto, molto meditati. Attorno l'Inghilterra fra il venti e il trenta, mostrata quasi di sfuggita, ma concreta, con il suo stile giusto, i suoi gusti. Completa una così abile ricerca di perfezione in ogni campo l'interpretazione dei due protagonisti: Emma Thompson, come Carrington, è solo tensioni, baldanze e poi fondi sconforti, Jonathan Price come Lytton sa essere frivolo e snob senza un eccesso, prudente nei gesti. Un duetto "letterario" che diventa puro cinema." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 settembre 1995) "Poche volte si è visto un film entrare in punta di piedi e con perfetta sintonia nella vita di una coppia; e qui bisogna dire che il gioco vale la candela in quanto Gilles e Dora attraversano gli anni Venti con l'ardimento di due sperimentatori di una nuova morale allora tutta da inventare." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 settembre 1995) "Quasi un bellissimo film, registravo da Cannes: "quasi" perché la media delle sue singole qualità è più alta del giudizio che se ne può dare complessivamente. Forse, a fare difetto è proprio il personaggio di Dora Carrington, che resta elusivo almeno fino al momento della sua morte." (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 13 settembre 1995) "Siamo, come si sarà capito, nei paraggi di Ivory, ma in Hampton c'è una concisa energia drammaturgica che gli dà una marcia in più. Lo si sente specialmente nel modo con cui stacca, passa e va nei momenti forti dell'azione e del dialogo. Da affissione la battuta di Strachey morente: "Se è questa la morte, devo dire che non è un granché". (Morando Morandini, 'Il Giorno', 13 settembre 1995)

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