Buoni a nulla2014

SCHEDA FILM

Buoni a nulla

Anno: 2014 Durata: 87 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:Gianni Di Gregorio

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:ANGELO BARBAGALLO PER BIBI FILM TV CON RAI CINEMA

Distribuzione:BIM

ATTORI

Gianni Di Gregorio nel ruolo di Gianni
Marco Marzocca nel ruolo di Marco
Valentina Lodovini nel ruolo di Cinzia
Daniela Giordano nel ruolo di Marta
Gianfelice Imparato nel ruolo di Christian
Marco Messeri nel ruolo di Raffaele
Camilla Filippi nel ruolo di Camilla
Anna Bonaiuto
 

MUSICHE

Melozzi, Enrico
 

MONTAGGIO

Spoletini, Marco
 

SCENOGRAFIA

Cascella, Susanna
 

COSTUMISTA

Polidori, Silvia

TRAMA

Il povero Gianni è costantemente perseguitato da ingiustizie commesse da parte della ex moglie, dei colleghi, della pestifera vicina di casa anziana. Ad un certo punto però, Gianni decide che è arrivato il momento di reagire! Così, insieme al suo compagno di lavoro Marco - anche lui buono, gentile e indifeso, ma soprattutto vittima della bella collega Cinzia di cui è innamorato e a cui non sa dire mai no - decide finalmente di arrabbiarsi e imparare a farsi rispettare...

CRITICA

"Fosse l'età dei personaggi a definire i generi, Gianni Di Gregorio sarebbe il padre di un filone che prende allegramente a schiaffi l'impasto letale di gerontocrazia e giovanilismo che affligge l'Italia. Lo ha fatto con 'Pranzo di Ferragosto'. Lo ha ripetuto nel delizioso 'Gianni e le donne', sempre in prima persona come un incrocio tra Nanni Moretti e Jacques Tati. In 'Buoni a nulla' (...) più che un'età è di scena un carattere o forse un vizio, peraltro poco praticato di questi tempi. La mitezza, il rifiuto dell'aggressività. Che può essere rassegnazione ma anche saggezza e disincanto. Almeno se gli altri non ne approfittano troppo. (...) Provocando una serie esilarante di sconquassi che avrebbero potuto fare di 'Buoni a nulla' una commedia strepitosa se l'autore-attore fosse andato fino in fondo. Anziché contentarsi, un po' come il personaggio, di indicare la strada. Poco male: in un cinema conformista come il nostro, 'Buoni a nulla' resta un esempio di inventiva e libertà. Scritto con grazia addosso ai corpi e ai volti non omologati degli attori (Valentina Lodovini, Anna Bonaiuto, Marco Messeri, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato). Senza dimenticare i due fantastici vicini di casa, Giovanna Cau e Ugo Gregoretti, poche battute in cui però c'è tutto un mondo." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 23 ottobre 2014) "Dal cilindro ricolmo di mercanzia varia del festival di Roma (...) è consigliabile estrarre un filmino esile e affabile che rischia di sparire nell'aspra contesa del mercato. «Buoni a nulla» ripropone, infatti, il taglio lieve, l'ironia distaccata e la stupefatta inerzia del regista-protagonista Gianni Di Gregorio, autore di titoli cari a un pubblico di cinefili moderati come «Pranzo di Ferragosto» e «Gianni e le donne». Coinvolto suo malgrado nell'attuale disagio dei dipendenti perseguitati dalla strega cattiva ex ministro Fornero, il nostro antieroe abbarbicato al proprio familiare e popolare habitat deve subire nel corso del film la solita dose d'ingiustizie e prevaricazioni a cura di «avversari» di ogni rango. (...) Nelle more della favoletta urbana un pugno di collaudati caratteristi, da Marzocca alla Lodovini, da Imparato a Messeri, si danno anche loro un gran daffare per supportare il Tati romano centrico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 ottobre 2014) "Con quella sua aria un po' cosi, Gianni Di Gregorio - regista tardivo - ha messo a punto in tre film un personaggio di lunare esemplarità in un mondo dove educazione e tolleranza sono in via di rottamazione. (...) Difficile non provare simpatia per l'elogio controcorrente della gentilezza d'animo, per la dolce amara riflessione su vizi e virtù della terza età, ma come il protagonista il film ha l'inconsistenza di chi procede sommesso, quasi scusandosi di esistere." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 23 ottobre 2014) "Favola dalla comicità garbata, la terza commedia del co-sceneggiatore di 'Gomorra' racchiude alcune ricette per il benessere secondo la 'filosofia Di Gregorio' perché chi vuol viver lieto sia, di doman non v'è certezza." (Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 23 ottobre 2014) "Simpatica, ultraleggera commedia, la terza di Gianni Di Gregorio. Con il suo stile garbato, racconta la minirivolta dei deboli. (...) Nel susseguirsi di gustose scenette, molti i sorrisi, ma, a guardar bene, nemmeno una vera risata." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 ottobre 2014) "Riecco Gianni, prototipo dell'uomo gentile, timido, impaurito, vittima designata di ogni angheria in famiglia e sul lavoro. Già protagonista di 'Pranzo di Ferragosto' e di 'Gianni e le donne', il personaggio, immancabilmente interpretato da Gianni Di Gregorio che è anche regista, riappare, a completare una sorta di trilogia, in 'Buoni a nulla' (...) commedia garbata ma decisamente comica, priva della vena malinconica dei precedenti lavori del regista, è il primo film che racconta le vittime della legge Fornero (...). Nonostante i problemi di traffico e di parcheggio, raccontati in stile Jacques Tati, Gianni non vuole abbandonare il cuore della capitale e non si riconosce negli avveniristici quartieri moderni. Del resto il contrasto fra questi due modelli di città è evidente e nel film la presenza di Roma non funziona da semplice fondale, ma assume un'importanza da protagonista, diventa a sua volta personaggio." (Franco Montini, 'La Repubblica - Roma', 19 ottobre 2014) "Frenesia di ritmo e capitomboli di intreccio non sono esattamente gli assi nella manica di Gianni Di Gregorio che dopo aver sorpreso da debuttante quasi sessantenne con 'Pranzo di Ferragosto' e continuato a mietere simpatie con 'Gianni e le donne', torna sul set per 'Buoni a nulla'. Dove non è più un figlio più che attempato ma continua ad essere, da ex marito e padre poco affidabile, da impiegato fannullone, il consueto solitario e metodico filosofo della vita slow (chissà perché viene in mente uno scenario da film portoghese). Un succedersi di scenette molto gustose anche grazie agli interventi di Marco Mazzocca, Gianfelice Imparato, Marco Messeri." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 19 ottobre 2014)

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