Buone notizie1979

SCHEDA FILM

Buone notizie

Anno: 1979 Durata: 105 Origine: ITALIA Colore: C

Genere:GROTTESCO

Regia:Elio Petri

Specifiche tecniche:EASTMANCOLOR, PANORAMICO

Tratto da:-

Produzione:ELIO PETRI E GIANCARLO GIANNINI PER MEDUSA DISTRIBUZIONE

Distribuzione:MEDUSA DISTR.

ATTORI

Giancarlo Giannini nel ruolo di L'uomo
Paolo Bonacelli nel ruolo di Gualtiero Milano
Ángela Molina nel ruolo di Fedora
Aurore Clément nel ruolo di Ada Milano
Ombretta Colli nel ruolo di Signora Tignetti
Ninetto Davoli nel ruolo di Fattorino aziendale
Ritza Brown nel ruolo di Benedetta
Franco Javarone nel ruolo di Commissario di Polizia
Filippo De Gara nel ruolo di Rappresentante sindacale
 

SOGGETTO

Petri, Elio
 

SCENEGGIATORE

Petri, Elio
 
 
 
 

TRAMA

Un anonimo funzionario di una società televisiva romana, sposato con l'insegnante Fedora, trascorre le sue ore di lavoro guardando i sei televisori installati nel suo ufficio, che trasmettono soltanto notizie di attentati e disgrazie varie, e affliggendosi per il suo scarso successo con le donne. Un giorno ritrova, dopo quindici anni, un vecchio amico, Gualtiero Milano. L'uomo è convinto di avere alle calcagna nemici misteriosi decisi ad ucciderlo. Dopo un incontro con Ada, la moglie di Gualtiero, l'uomo a malincuore convince l'amico a farsi ricoverare in una clinica per la cura delle malattie nervose, ed è proprio lì dentro che Gualtiero viene ucciso. Al ritorno dal cimitero, in cui s'è sciolto in lacrime sulla bara dell'amico, il Nostro apprende che Fedora è incinta di Gualtiero. Infine, si ritrova, solo, in un parco coperto d'immondizie, dove apre una busta lasciatagli dall'amico morto, sulla quale c'è scritto: "'Da non aprire", e che è piena di foglietti che ripetono questa frase.

CRITICA

"Ecco un film, scritto, diretto e coprodotto da Elio Petri, che lascia di stucco. Non tanto perché insolito nella struttura e nella recitazione (che sarebbe un merito) quanto perché pesta acqua nel mortaio senza che si sappia bene dove vuole andare a parare. [...] Sarà, ma ci sembra un po' azzardato definire 'Buone notizie' una 'commedia sofisticata di sinistra', come propone il suo autore. La diremmo piuttosto l'equivalente di 'Quintet', un capriccio, ieri per Altman, oggi per Petri. Anche memori della 'Decima vittima', qualcosa tra le righe d'intravede: l'intenzione di esprimere, ricorrendo all'umor nero, la condizione assurda in cui tutti ci troviamo, simbolizzata dalla nevrosi sessuale, nell'assuefazione alla violenza, nei comportamenti infantili, cui fanno da cornice mucchi di sporcizia, l'urlo delle sirene e aggressivi cani lupo. La messa in scena è assai efficace ma il film stenta a assumere la logica aerea e stringente della parabola surreale." (Giovanni Grazzini, 'Il Corriere della Sera') "[...] Culminante in un episodio di ambiguo sapore bunueliano, ed ambientato in una Roma sinistra, dilaniata da continue esplosioni di violenza e sommersa da cumuli di mondezza, il film [...] si esprime con un linguaggio teso, frantumato, un po' nevrotico, che rappresenta uno sforzo di rinnovamento particolarmente apprezzabile, anche per la sua schietta coerenza con la materia trattata. 'Buone notizie' aggredisce il suo drammatico tema con impeto trascinante: acuto nell'analisi, amaro nella riflessione, aspro nella polemica, veemente nel sarcasmo" (Dario Zanelli, "Il Resto del Carlino", 6 dicembre 1979).

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