Bastardo dentro2003

SCHEDA FILM

Bastardo dentro

Anno: 2003 Durata: 90 Origine: FRANCIA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:-

Tratto da:-

Produzione:LES PRODUCTIONS DU 3??ME ETAGE, MATE PRODUCCIONES S.A., VERTIGO

Distribuzione:MEDUSA (2005)

TRAMA

Simon Variot è un giovane e brillante studente di architettura molto sfortunato. Per un caso del destino muore dopo essere stato investito dall'automobile guidata dal ricchissimo imprenditore edile Vincent Porel, la persona che Simon più odia al mondo e che gli ha rubato il progetto a cui ha dedicato i suoi anni di studio. Tuttavia la vendetta di Simon non si fa attendere: resuscita infatti nel corpo di Junior, l'amato e tanto atteso figlio di Porel. L'amore sconfinato del padre è direttamente proporzionale all'odio che il bimbo ha nei confronti del genitore, che a sua volta non riesce a comprendere il motivo di tanta cattiveria...

CRITICA

"Sconcertante il successo in patria di 'Bastardo dentro', commedia surreale francese diretta da Patrick Alessandrin. (...) Impregnato di un umorismo greve, tra pannolini sporchi, rigurgiti infantili, mogli fedifraghe e madri snaturate, suocere laide, vegliarde sporcaccione, ladri e mentitori, 'Bastardo dentro' non ha la grazia di certe pellicole di Francis Veber, come 'La cena dei cretini' o 'L'apparenza inganna'. Soprattutto non ha un pubblico di riferimento: è troppo stupido per gli adulti e troppo sconcio per gli adolescenti. E Albo Baglio, che doppia il neonato, scorporato dal trio con Giovanni e Giacomo, sembra in dilettante allo sbaraglio." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 23 settembre 2005) "'Bastardo dentro' di Patrick Alessandrin - complimenti alla Medusa per il titolo italiano incisivo; meno per il film - è una pellicola falsamente cattiva (lieto fine smielato) e veramente sgradevole, indecisa tra grottesco (c'è sangue, sesso, tradimenti, vecchiette che praticano fellatio ) e buonismo. Il bambino parla in voice over come ai tempi di 'Senti chi parla' ma è molto meno divertente di Bruce Willis/Paolo Villaggio anche perché Aldo Baglio, per una volta scisso dai compari Giovanni e Giacomo, ripete continuamente, e stancamente, i suoi tormentoni. Al quinto 'Non ci posso credere!', crediamo proprio di non poterne più." (Francesco Alò, 'Il Messaggero, '23 settembre 2005) "Non ci sono parole per esprimere il disagio e l' imbarazzo di fronte a una commedia di malsana volgarità come questa in cui il regista Patrick Alessandrin, ex aiuto di Besson, torna al chiodo fisso della reincarnazione per allestire una farsaccia. (...) Parodia senza un' idea o una battuta della peggio borghesia (c' è anche una nonnina sexy), il film ha voluto chiudere con una terrificante idea, far doppiare il neonato in siculo da Aldo: che Giovanni e Giacomo lo perdonino." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 settembre 2005)

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