SCHEDA FILM

Barbagialla, il terrore dei sette mari e mezzo

Anno: 1983 Durata: 91 Origine: USA Colore: C

Genere:COMMEDIA

Regia:-

Specifiche tecniche:35 MM, PANAVISION, DELUXE

Tratto da:-

Produzione:HEMDALE, IRON PICS, SEAGOAT FILMS, YELLOWBEARD ASSOCIATES

Distribuzione:CDE (1984) - DOMOVIDEO

TRAMA

Inghilterra, ultimi anni del 1600. Dalle sordide prigioni di Sua Maestà riesce ad evadere Barbagialla, ex-pirata del Mar di Giamaica e padrone, da quelle parti, di un favoloso tesoro. Ma padrone sulla carta, anzi... sulla mappa, che tuttavia la moglie Betty ha bruciato da tempo, dopo averla previdentemente... tatuata sulla pelle del cranio del figlioletto Dan. Mentre Betty rivela al marito, che è arrivato in fuga durante la notte nella bettola da lei gestita, qusto dettaglio, aggiungendo che Dan ha ormai venti anni e fa il giardiniere presso Lord Lambourn, che, ingannato dalla donna, da molto tempo lo ritiene figlio proprio, contro il pirata evaso si scatenano gli agenti del Governo, tra i quali Lord Clement (del Servizio segreto di Sua Maestà) ed altri, tutti desiderosi di impossessarsi del tesoro. Barbagialla, tuttavia, non si perde di coraggio. Lo assiste e a suo modo lo protegge, Gilbert, un suo ex-compagno di galera. Aspira al bottino anche El Nebuloso, ambiguo e potente signore. Barbagialla riesce ad imbarcarsi su di una nave, e, in seguito a una serie di peripezie e di colpi di scena alla fine sono ben tre i pretendenti, che con i propri seguaci, si fronteggiano sulle amene spiaggie dell'isoletta, dove il bottino di tante sanguinose e fortunate scorrerie attende da venti anni il suo scopritore. Dopo un autentico assedio contro il "cattivo" che detiene la rocca locale, nonché duelli, botte, esplosioni e incidenti di ogni marca e genere, Barbagialla - che si è finalmente deciso a scrutare sul cranio del figlio gli esatti segni della mappa famosa - ha la meglio su tutti e riprende, ricco e contento, la sua folle vita piratesca. Ma, questa volta, imbarcando sul galeone anche Dan, che passa così dalle ortensie ai cannoni di bordo, dopo essersi innamorato della figlia del suddetto "cattivo" (ovviamente buona, quanto graziosa).

CRITICA

"Potenza dei ricordi salgariani! Galeoni onusti di vele, dobloni d'oro, l'ombra del leggendario Morgan e dell'Olonese, la filibusteria... Ma lasciamo stare. Il film è - però soltanto in parte - una parodia di quell'epoca e di quegli sfrenati eroi, sanguinari, ma coraggiosi; Barbagialla un epigone molto in ritardo, rosso di pelo, svociato sempre e, forse, più esagitato che autenticamente feroce. Visto, per di più per una buona metà del film, nelle cenciose vesti dell'evaso braccato in una Londra del secolo XVII, con tutti i dettagli di rito. La formula vorrebbe essere spettacolare, né al film, girato appunto in Inghilterra e in Messico, manca quel pregio. Purtroppo, la vicenda, voluta come comica ed avventurosa, è assai sgangherata e cade nelle inevitabili trappole delle forzature e del cattivo gusto, sì che diciamo filone piratesco, che avrebbe fatto piacevolmente fantasticare i vecchi 'fans' dei corsari, ne esce deluso e quasi malconcio, prevaricato qual è da episodi collaterali e da divagazioni. Da rilevare, soprattutto, la questione del parlato. [...] In 'Barbagialla' il testo originale deve essere senza il minimo dubbio più sapido e divertente (anche se volutamente greve e sguaiato) e, quel che più conta, più collimante con le varie 'gag' del film al quale una sua originaria 'vis comica' forse non può negarsi. Tra le 'gag' alcune sono assai azzeccate, ma l'effetto di 'scollamento' fra battuta e immagine è ben avvertibile. Tra gli interpreti non vi sfuggiranno lo strabuzzare degli occhi e la surreale recitazione del defunto (e bravo) Marty Feldman nel ruolo di Gilbert. Anche se la produzione è targata Usa, curiosamente il film ha un atteggiamento squisitamente britannico (va bene che siamo alla fine del '600), con notazioni ben precise nell'ultima sua parte (tutti quegli armigeri in cocolle fratesche con tanto di croci; qualche allusione ai poteri divini, di cui sarebbe assurdo depositario, il signorotto dell'isola)." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 97, 1984)

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