Austin Powers in Goldmember2002

SCHEDA FILM

Austin Powers in Goldmember

Anno: 2002 Durata: 94 Origine: USA Colore: C

Genere:COMICO

Regia:-

Specifiche tecniche:35 MM, PANAVISION

Tratto da:personaggi creati da Mike Myers

Produzione:NEW LINE CINEMA, GRATITUDE INTERNATIONAL, MOVING PICTURES, TEAM TODD

Distribuzione:EAGLE PICTURES

TRAMA

Dopo che il dottor Male e Mini-Me sono evasi dalla prigione di massima sicurezza dove erano rinchiusi, Austin Powers viene richiamato in servizio. In combutta con il misterioso Goldmember, infatti Male sta organizzando un viaggio nel tempo per impossessarsi del pianeta terra. Il piano prevede anche il rapimento della spia più famosa d'Inghilterra, Nigel Powers, il padre di Austin. Nel suo viaggio a ritroso nel tempo Austin approda nel 1975 e trova la sua ex fiamma, Foxxy Cleopatra, che diventa sua alleata. Austin e Foxxy studiano un piano per salvare Nigel e fermare il dottor Male.

CRITICA

"Tom Cruise con il brutto vestito di velluto blu, i brutti occhiali e la brutta parrucca di Austin Powers; Gwyneth Paltrow con grande scollatura e cascate di capelli posticci; Danny De Vito come nano-clone Mini-Me e Kevin Spacey nella divisa grigia del Dottor Male; Steven Spielberg dolce e serio, regista sul set. Sono gli amici che compaiono all'inizio identificandosi con 'Austin Powers in Goldmember', il film demente che ha avuto negli Stati Uniti gli incassi più strepitosi. (...) Fa ridere? Dipende. L´insolito personaggio di Austin Powers, protagonista demenziale e sudicione, rappresenta la confusione disordinata, il mix di tempi, stili e aspirazioni stratificatosi nella testa degli spettatori contemporanei, l´oscenità e scurrilità infantili sommate a barzellette primarie. Un minestrone veloce, parodistico e abile che a moltissimi piace, ad altri no". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 dicembre 2002) "Se il primo film della serie di Austin Powers era un prodotto a basso costo basato su una comicità volgarotta ma ruspante, il terzo è una macchina per fare soldi, consapevole del successo ma non perciò meno sgangherata. Troppo sgangherata: per reggersi in piedi, anche il comico e la parodia devono conservare un minimo di coerenza. ?? già tanto se Myers (moltiplicato per quattro personaggi diversi) e alcune gag (non di prima scelta) riescono a strappare qualche risata". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 1 dicembre 2002) "Affollata e non sempre brillante la galleria di invenzioni comiche che, pur carica di intelligenti allegorie della cultura pop e dei suoi detriti, lascia intravedere la catena di montaggio. Colpo di fulmine la partecipazione di Michael Caine, imbolsito e divertente ex d'epoca (lo ricordate come Harry Palmer in 'Ipcress'?), nei panni del padre di Austin. In passerella Tom Cruise e Quincy Jones, la Paltrow e Britney Spears, Travolta e Danny De Vito. Bomba sexy, la diciannovenne Beyoncé Knowles. Per risate crasse". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 29 novembre 2002) "L'adorato babbo del demenziale Austin viene rapito dal megalomane criminale del titolo e via: tutto quanto fa becero spettacolo viene gettato a capofitto in una trama che sobbalza fra gag 'scorrette' e variopinte pacchianerie (...) Alla terza botta, serie ancora in discreta salute: la parodia kitsch non muore mai, anche se più che di 007 ormai lo è di se stessa". (Alessio Guzzano, 'City', 2 dicembre 2002) "Mike Myers questa volta si fa addirittura in quattro, e aggiunge lo svitato, baluginante Goldmember ai tre personaggi abituali, Austin, Male e Ciccio Bastardo. Tutto già noto, certo, ma la saga ha ritmo, umorismo da vendere e nessuna vergogna. Non si capisce perché in Italia non abbia successo: ma non dimentichiamo che neppure i Monthy Python, all'epoca, fecero una lira". (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 3 dicembre 2002)

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