SCHEDA FILM

Alla ricerca dello stregone

Anno: 1993 Durata: 102 Origine: USA Colore: C

Genere:DRAMMATICO

Regia:-

Specifiche tecniche:PANORAMICA A COLORI

Tratto da:Romanzo di William Boyd

Produzione:JOHN FIEDLER, MARK TARLOV PER CAPITOL FILMS, POLAR ENTERTAINMENT E SOUTHERN SUN

Distribuzione:CECCHI GORI GROUP (1994) - CECCHI GORI HOME VIDEO

TRAMA

Morgan Leafy, diplomatico britannico presso il consolato nel Kinjanja, ha una relazione con la nera Hazel. Nel precipitarsi all'aeroporto per ricevere il console Arthur Fanshawe, ha un incidente ed un diverbio con Murray, stimato medico scozzese, che dirige l'ospedale della capitale. Fanshawe desidera allacciare rapporti con il leader del KNO, il socialista Sam Adekunle, che ha studiato negli Stati Uniti ed ha sposato un'americana, Celia. Una sospetta blenorragia, diagnosticata a Leafy da Murray, lo costringe a respingere le proposte di Priscilla, la figlia di Fanshawe, la cui governante, Innocenza, è nel frattempo morta e nessuno può rimuovere il cadavere prima del rito Juju. Ma lo stregone chiede dei soldi e il console rifiuta di pagarlo: così il cadavere resta esposto in un cerchio di lumi ad olio. Frattanto Celia ha fatto incontrare Sam a Morgan, e tresca con costui durante il viaggio in Inghilterra del consorte, che rientrato a sorpresa toglie il veto che blocca una lucrosa speculazione edilizia in cui è implicato. A causa dell'arrivo di una duchessa reale, nell'occasione del Natale, Morgan, in vesti di Babbo Natale, deve dapprima sottrarre il cadavere di Innocenza, quindi lo sciopero generale della servitù lo obbliga a riportarlo. Poi combina una partita a golf con Murray per convincerlo, anche per denaro, ma il medico rifiuta di farsi corrompere. Frattanto Adekunle viene eletto presidente e minaccia Leafy, che Celia supplica per uscire dal paese, mentre Morgan si sostituisce a Fanshawe per salvarlo da una sommossa popolare. Fuggendo dalla folla inferocita con Chloe, la moglie del console, invaghitasi tra l'altro di lui, viene salvato dai militari. Poi Leafy raccoglie l'ultimo respiro di Murray, ferito in un incidente con la sua ambulanza, e promette al medico che proseguirà la sua opera contro la corruzione e paga lo stregone per rimuovere finalmente il cadavere.

CRITICA

"Tratto da un romanzo di William Boyd, il film sembra volersi rifare al grottesco straziante dei romanzi di Evelyn Waugh ambientati in Africa tra stupidi bianchi arroganti e feroci neri insipienti, collocati nella decadenza del colonialismo inglese ('L'inviato speciale', 'Misfatto negro' ma arriva appena a mettere insieme un pastrocchio economico-erotico-diplomatico poco attendibile, poco toccante e poco divertente. (...) Una delle ultime volte che lo si era visto al lavoro, il regista Bruce Beresford, australiano, 54 anni, vincitore di quattro Oscar per 'A spasso con Daisy' nel 1989, appassionato ai temi interrazziali, aveva diretto 'Mister Johnson' (1990), bella storia di alienazione nell'Africa del 1923 colonizzata dagli inglesi, ritratto perfetto d'un giovane nero deciso a ogni costo a essere un gentiluomo britannico, un suddito di Sua Maestà: da allora, in quattro anni, dev'essergli capitato qualcosa." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 novembre 1994) "Si segue a fatica, quei continui salti di registro suscitano solo inciampi e strappi nel racconto e quasi ad ogni pagina non si riesce a capire dove il regista voglia portare davvero gli spettatori: perennemente divisi fra occasioni umoristiche, vicende sexy e inviti al patetismo. Gli interpreti non aiutano molto: Colin Friels, nei panni del funzionario, tenta qua e là di seguire gli schemi ironici di certi romanzi di Evelyn Waugh sui militari inglesi, ma poi non tarda a lasciarsi sopraffare dagli schemi accigliati, sempre più preponderanti, Lou Gossett Jr. fa il capo africano come in un'operetta, anche se con cipigli duri, solo Sean Connery tenta di darsi una linea e un tono: ma il suo personaggio ne è privo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 22 novembre 1994) "Insensato, fazioso film sull'Africa che vorrebbe coniugare politica e commedia, riferimenti letterari alla Graham Greene o alla W.S. Maugham e humour inglese, eccentricità sentimentali e seduzioni esotiche. Un disastro registico (e ideologico) di Bruce Beresford, il regista australiano più volte emigrato (Inghilterra, Usa) che già in 'A spasso con Daisy' e in 'Mr. Johnson' avrebbe dovuto lasciar sospettare un atteggiamento non proprio decoroso nei confronti dei dissapori etnico-razziali. Ma qui siamo all'esasperazione sciagurata e vacua. Mondo inane: è una vera disgrazia, inoltre, che nell'operazione sia coinvolto un intoccabile come Sean Connery, evidentemente raggirato dal ruolo positivo di onesto e integerrimo emulo del dr. Schweitzer (ma rude scozzese)." ('Il Messaggero', 23 Novembre 1994)

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